“La polvere”, progetto musicale indie firmato Andrea Carboni e Francesco De Giorgio

A cura di Renata Rossi

Tracklist

Lasciami stare
La mia città
Il posto all’Ermitage
Bravi
I migliori di sempre
La parte migliore (Feat. NotMe)
Urlare forte
I lunedì

Siamo in estate, c’è tanto caldo e un forte desiderio di mare, sole, freschezza e semplicità. Anche gli ascolti, per tanti, cambiano, cercando nella musica una sorta di rifugio, di conforto e di svago.
In questo tipo di discorso rientrano i La polvere, nuovo progetto musicale indie italiano firmato  Andrea Carboni Francesco De Giorgio.

Andrea nasce come cantautore impegnato e ha ben tre album all’attivo. Tra le sue collaborazioni figurano quelle con:

Rodrigo D’Erasmo (Muse, Afterhours, John Parish, etc.)

Enrico Gabrielli (PJ Harvey, Calibro 35, Baustelle, etc.)

King Of The Opera con il quale ha pubblicato, nel 2016, il disco “Pangos Sessions”

Francesco ama invece l’elettronica e la dance, nel suo curriculum:

DJS FROM MARS – Phat Ass Drop (FRANCESCO DE GIORGIO AND MATTEO PUPA REMIX ) 2013 – DANCEANDLOVE SRL

Mondo Marcio – (The Coolbreezers Remix) – 2010 Time Records

Dolcenera, Il sole di Domenica. 2011 EMI Music Italy

Serpenti – Io non sono Normale (Francesco De Giorgio Remix) – 2012 Universal music Italia

Syke N Sugarstarr Alexandra Prince – So Alive (The Coolbreezers Remix) – 2010 Do The Hip!

I due vivono nella stessa città, Pisa, e si trovano a frequentare locali e amici comuni. Da qui un’idea: perché non  unire le forze e avvicinare due mondi musicali apparentemente così distanti?

Detto fatto.

Lo stimolo a collaborare su nuove basi arriva dal bando Toscana 100 Band, un concorso per musicisti toscani; il duo, che intanto sceglie il nome d’arte La Polvere, riesce a piazzarsi al 46° posto su oltre 800 partecipanti; in giuria figurano, tra gli altri, Max Gazzè, Taketo Gohara, Luca Valtorta, Lorenzo Bedini e Lorenzo Cipriani.
 
Due mesi bastano all’uscita di Punto”, otto tracce electro-dance-pop il cui intento, sicuramente ambizioso, è quello di unire liriche impegnate e un cantato di stampo classico a un’elettronica spinta al massimo. Il risultato è, a tratti, non troppo legato, come se  voce e musica non riuscissero ad amalgamarsi bene. In particolare, a perderci un po’, sono le liriche, sicuramente indirizzate ad un pubblico giovane, ma non per questo banali. (La mia città, La parte migliore, Urlare forte).

Il “punto” dell’album, o comunque il pezzo che focalizza meglio l’intero lavoro è il singolo Il Posto all’Ermitage. Il brano racconta una storia, un incontro, quello dei protagonisti, ma possiede un sapore universale, e, musicalmente, riesce a fondersi bene con la musica, creando una canzone orecchiabile e radiofonica.

Credo che ciò che fa la differenza nel mare di progetti musicali dell’universo indie sia la sincerità della proposta, unita allo studio e all’esperienza. Visto che quest’ultima non manca certo ai nostri, la ricerca di un’identità ben precisa e una maggiore spontaneità, potrà aiutarli davvero a fare centro, magari col loro prossimo album.

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