Dark Days + Canapés: la voce e la sensualità di Ghostpoet

A cura di: Renata Rossi

Tracklist

One More Sip

Many Moods At Midnight

Trouble + Me

(We’re) Dominoes

Freakshow

Dopamine If I Do

Live>Leave

Karoshi

Blind As A Bat…

Immigrant Boogie

Woe Is Meee

End Times

 

Uscito il mese scorso, Dark Days + Canapés è il quarto album del cantante britannico Obaro Ejimiwe, in arte Ghostpoet . Il suo ultimo lavoro, Shedding Skin, gli era valso una nomination al prestigioso Mercury Prize.

Il disco è stato prodotto da Leo Abrahams, che ha già collaborato con Brian Eno e Jon Hopkins.

L’album, al di là dello stile e dell’impatto sonoro, regala un’atmosfera oscura, sofferta ma anche languida e sensuale che aleggia in ogni traccia, complice sicuramente la voce bassa e profonda di Obaro, tratto distintivo dell’intero album. Una voce che non è canto e non è nemmeno un rappare, ma una sorta di declamare a ritmo storie e versi in maniera molto diretta ed emozionale. Ma il disco non è solo voce…

La scuola trip-hop dei Massive Attack, di Tricky o dei Portishead si vede eccome in un album che si presenta come una colonna sonora ombrosa e sinistra che racconta di uno scorrere inevitabile verso il baratro attraversando gli spettri della coscienza, ma che contiene anche, in alcuni momenti, sonorità più morbide e jazzate. Tra i pezzi più interessanti dell’album, resta sicuramente nella testa di chi ascolta il suono blues di “Trouble + me” col suo ripetersi inquietante di un mantra oscuro. “Immigrant Boogie”, uno dei due singoli, denuncia la situazione degli immigrati, utilizzando una ritmica elettronica più moderna. “Dopamine If I Do”, l’altro singolo che ha preceduto l’uscita dell’album, aggiunge un tocco di eleganza grazie ad un intreccio sonoro di pianoforte e violino e una raffinata voce femminile. Un rock  molto accattivante e dal piglio ironico si ritrova nella deliziosa “Freakshow”, pezzo nel quale probabilmente la componente trip-hop è più evidente che altrove. Davvero molto interessante il video del pezzo, diretto da Zhang + Knight, in cui, delle strane creature dalle sembianze umane, sembra non possino salvarsi in un mondo ormai vicino all’apocalisse.

Dark Days + Canapés è in definitiva un album sensuale e sinuoso da assaporare quasi come fosse un bicchiere di whisky: lentamente, un sorso alla volta, gustandoselo fino in fondo.

 

Redazione
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