Difficile non prendersi a spintoni, vi consigliamo caldamente di venire ai nostri live: intervista ai MORUGA

Intervista a cura di Giovanni Graziano Manca

 

 

Si intitola “Gallardo” il primo album full lenght dei Moruga, out il 19 Ottobre. I Moruga (Christian Paganelli, Giacomo Fadini, Danilo e Michele Levati) sono una formazione bergamasca la cui musica si muove tra post rock, metal e groove funk e “Gallardo” si presenta come un album potente e viscerale.

Abbiamo rivolto alcune domande ai quattro lombardi…

 

 

Presentatevi ai lettori di Piu o meno pop, diteci di voi e della vostra provenienza anche stilistica e artistica.
Ciao bellezze, siamo 4 pazzi furiosi di Bergamo che hanno deciso di suonare per gioco qualche anno fa. Come potete sentire, l’esperimento sta riuscendo molto bene. Siamo tutti e 4 musicisti di discreta esperienza, con una bella dose di gavetta alle spalle, qualcuna condivisa (Giacomo e Christian hanno un duo semi acustico, sempre Christian suonava in una band con Danilo). Solo Michele non aveva mai suonato prima con nessuno di loro, così a metà 2015 decise che era ora di creare questa band parecchio energica. Veniamo tutti più o meno dalla scena rock, con influenze che vanno dal post passando per funk e nu-metal. Tutti stili percepibili nel nostro primo album.

Partiamo dal lavoro di ricerca e di sperimentazione che ha consentito al gruppo di chiudere un album come “Gallardo” nei termini in cui è stato chiuso. Come sono nate le dieci canzoni del disco? Avevate già in mente il risultato che vi sarebbe piaciuto ottenere oppure siete piacevolmente approdati a risultati soddisfacenti che non vi aspettavate?
Le nostre canzoni nascono tutte nella nostra sala prove, dove ci rinchiudiamo per ore a fare jam session molto intense, a volte troppo. Quando sentiamo qualcosa che ci piace, che ha la vibrazione e l’energia giusta, iniziamo a lavorarci sopra come dei forsennati, dettaglio dopo dettaglio. Non lasciamo niente al caso. Il risultato finale, ascoltando per la prima volta GALLARDO subito fuori dagli studi, non era così “garage” come avremmo pensato, ma la definizione dei suoni e l’allegro prendersi a sberle che risuonava dagli altoparlanti ci ha fatto subito capire che questo lavoro aveva una forza micidiale. Una forza divertente, a tratti anche psichedelica, sicuramente coinvolgente.

Da zero a dieci quanto siete soddisfatti del lavoro svolto? Trovate che l’album rispecchi l’indole compositiva e stilistica di ciascuno di voi?
Da zero a dieci diremmo diésci! Sicuramente in ogni traccia del nostro lavoro sono perfettamente riscontrabili sia la nostra modulabile indole, che si tratti di pestare come matti su pezzi hard rock fino allo slalom in groove funky dalla trama articolata, sia lo stile che ha forgiato ognuno di noi.

A prescindere dalla rispondenza dei risultati al vostro gusto, quanto è stato faticoso mescolare tendenze musicali diversissime come il funk, il post rock e le sonorità heavy? In studio di registrazione avete avuto problemi particolari?
In realtà la nostra capacità di fondere stili cosi relativamente diversi ci viene molto naturale. Certo, necessita di definire ogni singola parte per far sì che il risultato non sia un’accozzaglia di cose. Comunque è un lavoro che ci gasa, che ci permette di sperimentare noi stessi in quanto musicisti. Nessuno di noi aveva mai considerato (prima di Moruga) di suonare funk o post rock. Quindi mescolare generi che non facevano parte della nostra esperienza è molto stimolante e divertente. In studio di registrazione è filato tutto abbastanza liscio, senza grossi intoppi se non per quanto riguarda dettagli davvero piccolissimi.

La dimensione “live” dei Moruga. La riproduzione dal vivo di canzoni così complesse crea qualche problema particolare? Vi servite di musicisti aggiuntivi sul palco?
Nessun problema, se non per il fatto che i fiumi di adrenalina che ci investono prima di salire sul palco a volte ci fanno un pelo correre. Problema risolto con un paio di in-ear. Adesso le nostre performance live hanno anche la precisione, quindi spingono un sacco e versano sul pubblico camionate di energia. Difficile non prendersi a spintoni, vi consigliamo caldamente di venire ai nostri live. Inoltre facciamo tutto senza nessun musicista di supporto, piuttosto sputeremmo sangue.

I testi di varie canzoni del CD sembrano avere una valenza politica piuttosto marcata e a volte scavano nel sociale. Vi sentite, in qualche modo, una band “militante”?
Non ci sentiamo affatto “militanti” né tantomeno schierati da qualche parte. La politica non entrerà mai nella musica dei Moruga. Collaboriamo tutti e 4 alla stesura dei testi e cerchiamo sempre di dare un punto di vista neutro su ciò di cui vorremmo trattare.

Tre autori/bands da cui, negli ultimi anni, siete stati sensibilmente colpiti.
I nostri amici reggiani What A Funk?!, i Deftones e Bello Figo.

I tre album senza i quali la vostra musica non esisterebbe.
“Blood Sugar Sex Magik” dei Red Hot Chili Peppers, “Gore” dei Deftones e un qualsiasi album dei Primus.

 

Moruga “Gallardo” Release Party: tutte le foto

Redazione
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