[Recensione] “Born Dead”- Distorted Visions e il loro mondo interiore

 

A cura di Natascya Donola

 

Distorted Visions 

Born Dead 

 

TRACK LIST 

  1. Introspection 
  2. Every time I die
  3. Paranoia 
  4. Undefined pain
  5. Gore
  6. Burn
  7. Seventeen 
  8. 99.9%
  9. Disentegration

      10-Harakiri

       11-Scars 

        12-Priority

 

I Distorted Visions sono un giovane gruppo della scena underground milanese e il 5 marzo è uscito il loro primo album BORN DEAD.

L’album è stato prodotto da Marco Coti Zelati dei Lacuna Coil registrato, mixato e masterizzato da Marcello Iannuario presso lo IannuProduction Studio.

BORN DEAD è interamente in inglese ed è legato da un filo conduttore: i brani presenti parlano di disagio interiore e sociale, paura, ansia, tutte emozioni che ognuno di noi può provare nell’arco della propria vita indipendentemente dall’età.

 Il primo singolo è stato Paranoia  seguito da Harakiri. Nel video di Harakiri sono presenti immagini di suicidio e all’inizio appare una frase “You are not alone” ovvero non sei da solo, in cui si fa riferimento al fatto che si può e si deve chiedere aiuto quando si pensa di non farcela ad affrontare qualunque problema.

 Ritornando al disco, BORN DEAD è controcorrente rispetto al mercato discografico attuale, perché è in stile nu metal hardcore/metalcore  perfettamente riuscito a mio parere: chitarre potenti e la batteria è un pugno allo stomaco unito da voci graffianti.

 Ma non mancano momenti più “orecchiabili” specie nei ritornelli che spezzano l’aggressività dal restante testo. Nel suo insieme è sicuramente perfetto per gli amanti del genere. 

 I DISTORTED VISIONS sono :

DAVIDE DALLA POZZA: voce e batteria

EMANUELE CICALA: chitarra

MARCO CICALA: voce

TIZIANO BARUFFI: basso 

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