[Recensione] Alles ist klein ma “Force Majeure” no: lo stupefacente album di Sabina Sciubba

A cura di Giuseppe Visco

 

Sabina Sciubba

Force Majeure

(Goldkind Records)

 

Tracklist

1 – Wolkentanz
2 – You Broke My Art
3 – Ile Sauvage
4 – Stars
5 – I Know You Too Well
6 – Love
7 – Narcissus
8 – Shadow and Light
9 – Underage Girls
10 – Reve
11 – Das All
12 – La Joue

 

Analizzare Sabina Sciubba come personaggio in toto significherebbe iniziare a scrivere ora e finire fra una settimana. Per farla breve: compositrice, cantante, attrice, visual artist. 

Italo-tedesca, è conosciuta come leader della band Brazilian Girls – scioltasi nel 2019. Inutile ricordare i successi avuti con le Brazilian Girls, ma, giusto per onor di cronaca, ricordiamo quando nel 2009 sono state nominate per un Grammy Award nella categoria Best Dance Recording finendo giusto dietro ai Daft Punk, non gli ultimi arrivati.

La natura polivalente dell’artista – poliglotta – è ben chiara nel suo Force Majeure progetto musicale e teatrale. Si inizia con un benvenuto della danza delle nuvole, Wolkentanz, la prima traccia, in tedesco, per passare a You Broke My Art in inglese per incappare nel francese di Ile Sauvage. Giusto i primi tre brani, in tre lingue diverse – parla fluentemente anche l’italiano, lo spagnolo e il portoghese.
In uscita per Goldkind Records (Audioglobe), Force Majeure è un crescendo di emozioni, che uniscono la soavità della lingua francese a sonorità della musica classica che di punto in bianco si trasformano in elettronica che pian piano diviene jazz. Force Majeure è una voce metallica in tedesco che graffia su una base elettro. Force Majeure è l’amore cantato quasi a cappella, è l’alternarsi di luce e buio, cantato in chiave barocca.

Il contrapporsi di culture diverse, di luoghi diversi, di esperienze di vita diversa hanno portato l’artista a basare la sua vita sul rapporto duale delle cose, così come in Force Majeure: bene e male, luce e ombra, presenza e assenza, essenza e apparenza.

A colpire è come l’insieme di strumenti tanto diversi fra loro  – e cioè una spinetta (un piccolo clavicembalo del 700 in legno) un Drum-pad elettronico, un pianoforte a coda, una tromba, un violoncello, una batteria – crei un armonia a tratti religiosa. 

Date le qualità – indiscusse – in ambito teatrale, la sua presenza molto forte sul palco, sarebbe davvero interessante da vedere live (Coronavirus permettendo).




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