[Bauli in Piazza] La protesta dei lavoratori dello spettacolo: attenzione e nuove regole per ripartire

Ieri pomeriggio in piazza Duomo a Milano si è tenuta la tanto attesa manifestazione dei lavoratori e rappresentanti delle imprese del settore e degli eventi che chiedono alle istituzioni di essere ascoltati.
Cinquecento bauli neri, come gli abiti dei manifestanti, come gli animi di chi lavora nel campo della musica, dello spettacolo, del cinema, del teatro. Nessuna protesta chiassosa o violenta, tutto si è svolto nel rispetto del distanziamento e di ogni regola dell’era Covid. I lavoratori hanno alternato momenti di silenzio ad applausi, hanno battuto le mani sui loro flight case vuoti, a sottolineare il vuoto delle loro giornate, senza più lavoro da mesi, senza attenzione e risposte sufficienti da ormai troppo tempo.

Al centro è stato inoltre posizionato un baule rosso in rappresentanza di tutti i colleghi che non ci sono più.

“Da adesso in poi è necessario instaurare un tavolo di lavoro con le istituzioni – dichiarano gli organizzatori – e tutti i rappresentanti del settore degli eventi, concerti, congressi, spettacoli e fiere e il Ministero dei Beni delle attività culturali e del turismo, il Ministero delle attività produttive ed il Ministero della Sanità. Ora più che mai è necessario mettere punti fermi e lavorare compatti per individuare una meta temporale e delle regole in grado di permettere al comparto di ricominciare a lavorare in sicurezza e in maniera economicamente sostenibile. Da oggi deve iniziare un percorso graduale, ma determinato, per rimettere in piedi il settore”, concludono a margine dell’evento.

Delle regole per ricominciare sono necessarie, è inutile chiudere gli occhi, pensare che sia possibile organizzare spettacoli in un cinema o teatro con capienze di 2000-3000 posti con 200 anime. Non si può più pensare che un locale faccia suonare band dal vivo, sperando che arrivi poca gente per non riempirlo troppo e mantenere il distanziamento.
Qualunque evento deve essere sostenibile e deve dare la possibilità ai lavoratori di guadagnare. A rischio è un settore importante, non si tratta solo di divertimento e passatempo, ma di cultura, di conoscenza, di ossigeno per tanti cittadini.
Ciascuno di noi nel suo piccolo può fare solo una cosa: scegliere.
Scegliere quale tipo di musica ascoltare e i dischi da comprare.
Seguire il teatro, leggere i libri giusti.
Andare al Cinema.
Un intero settore è a rischio e se non apriamo gli occhi oggi, domani probabilmente sarà troppo tardi.

La nostra Lucia Cirillo era in piazza, di seguito il suo racconto e alcune foto

Sabato 10 Ottobre 2020 ho partecipato alla protesta silenziosa dei lavoratori dello spettacolo, che si è tenuta in Piazza Duomo a Milano .

Sono arrivata in Piazza intorno alle 16 e 30 e ho cercato i gazebi per la registrazione all’evento dove ho lasciato le mie autocertificazioni e le liberatorie per la diffusione delle immagini.

Tutto organizzatissimo, diviso a settori e per cognome, chi voleva partecipare si era iscritto settimane fa… addetti alla misurazione della febbre, gel igienizzanti e chi distribuiva magliette con la scritta “ # NOI FACCIAMO EVENTI “ e le mascherine con la scritta “ ALLARME ROSSO -BAULI IN PIAZZA -# NOI FACCIAMO EVENTI”

Ho raggiunto il mio settore e mi sono posizionata su una delle x libere, su ognuna delle quali era posizionato un operatore del settore dello spettacolo.

Mi sono sentita parte di un grande gruppo , lì in mezzo , tutti vestiti di nero e ognuno con il suo strumento di lavoro e assolutamente in silenzio come ci era stato chiesto … come il silenzio che è calato da Marzo 2020 a causa del Covid 19.

Hanno “parlato” i Bauli  vuoti ( quelli che sono normalmente utilizzati per il trasporto di tutti gli strumenti), utilizzati come casse di risonanza da chi stava dietro ognuno di loro, intonando “we will rock you”, per “silenziare” la piazza .

E’ stato emozionante vedere la distesa di bauli vuoti, aperti e richiusi ad effetto domino, battuti come tamburi da una grande tribù per far sentire la propria voce.

La gente intorno era molto curiosa e chiedeva cosa stesse succedendo.

Di sicuro sui social la protesta sta funzionando, ci sono moltissimi post, condivisioni .

Speriamo possa servire a far smuovere un po’ le acque.

E spero che dai miei scatti possa trasparire l’impegno che è stato messo dagli organizzatori per realizzare questa protesta in completa sicurezza, a dimostrazione che si può andare avanti, si deve andare avanti …

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