[Recensione] Appunti per la quinta puntata di “Esseri Finiti” – Lettera a Giovanni Truppi

ph. Claudia Pajewski

 

a cura di Massimiliano (Max) Orrico 

 

Giovanni Truppi 

Infinite possibilità per esseri finiti 

 

TRACKLIST

 

  1. Intro
  2. Centocelle 
  3. La felicità 
  4. Donut I 
  5. Moondrone
  6. Burger King
  7. Alcune considerazioni 
  8. Amarsi come i cani 
  9. Le persone e le cose 
  10. Donut VI 
  11. Amico 
  12. Donut XVII
  13. Infinite possibilità 
  14. Temporale 
  15. L’uomo buono muore 
  16. Donut XV
  17. Camminando per via Indipendenza un sabato sera ascoltando la nuova canzone dei fratelli Eno 
  18. Fine 

 

Lettera aperta a Giovanni truppi

 

“Era questo il regno dei cieli che aspettavamo?” 

Giovanni, questa è l’ultima domanda che poni alla “Fine” del tuo disco.

Sai, l’ho ascoltato aggiungendo ai suoi rumori di fondo quelli delle cose che succedevano attorno a me e al rumore delle mie stesse azioni.

Sì Giovanni, perché “Infinite possibilità per Esseri finiti” è un disco del quotidiano agire, delle foto suonate, parlate e cantate, di frammenti di un qualsiasi oggi, di questo tempo che viviamo e “Alcune considerazioni” possono essere tue come di qualcun altro. 

Il disco, caro Giovanni, è diverso dagli altri che hai fatto, è più vario nelle sonorità e nei ritmi, c’è molto parlato, alla Gaber, come racconta tua mamma a tavola, o alla Max Collini, come gli dici tu al telefono, in due delle 4 puntate del podcast che ti sei inventato per non parlare (quasi) mai del disco. 

Affronti, affrontate, tu, Marco Buccelli e Niccolò Contessa, temi sia testuali che musicali, semplici e complessi e diversi tra loro; racconti che riflettono e fanno riflettere, e sarebbe un peccato che qualcuno non li ascoltasse mentre cerca la felicità, perché mentre si cerca la felicità, spesso, troppo spesso, accadono cose. 

Dal privato alla vita comune, sociale e politica, tutto si intreccia nel tuo disco come nelle giornate e nelle notti di chiunque. 

Si va dal racconto della tua vita che diventa quella di tutti noi in “Moondrone” prima e in “Burger King” subito dopo, all’elenco apparentemente asettico de “Le persone e le cose” che incanta e a tratti commuove, allo zampino di Pacifico in  “Temporale”, che accompagna con leggerezza il peso di una canzone d’amore. 

Caro Giovanni, ste luci e ste ombre dentro sto disco che hai voluto regalarci le ritroveremo anche dal vivo? Ne sono certo, e so anche che ci sarà qualcuno di fianco a te ad aiutarti in questo.

E poi come hai fatto a farti dare le musiche dai Signori Eno? Li hai incontrati in via Indipendenza? 

Quanto siamo fortunati a vivere questa vita? Da uomini liberi, consapevoli però che

esistono ancora gli schiavi

Tanto le parole e le musiche che le accompagnano da venerdì 28 le potranno ascoltare tutti, e da quel giorno non saranno più tue nè mie o di quanti come me hanno avuto modo di sentirle prima che Spotify se ne appropriasse; tutti/e ci si ritroveranno, di questo ne sono certo.

A ritrovarci in qualche caffè librarie o in qualche villa vecchia della mia città, quest’estate o più in là 

Un bacetto a Lucia, Ciao Giova’ 

 

Qui il link all’ascolto e all’acquisto: https://truppi.lnk.to/IPPEF

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