[Live Report] Be Alternative Festival: Mogwai, Subsonica e Daniele Silvestri infiammano il palco di Camigliatello

A cura di Renata Rossi

ph Aldo Torschia

 

Il Be Alternative Festival è arrivato alla sua diciassettesima edizione, confermando ancora una volta la propria identità di festival ecosostenibile, immerso nella natura incontaminata della Sila, sulle rive del lago Cecita. Il lago, a due passi dalla chiesetta di San Lorenzo, è quanto mai suggestivo e, con il palco che vi si affaccia, diventa un vero e proprio anfiteatro naturale, quanto mai suggestivo ed emozionante.

Be Alternative è una macchina che inizia a muoversi già a inizio giugno quando, al Parco Fluviale di Rende (CS), all’interno del Mood Summer, musica e teatro accompagnano le serate di chi è ancora in città. Quest’anno si sono esibiti Eugenio in Via Di Gioia, Sarafine e Tära, insieme all’appuntamento con BeColor, che ha portato sul palco i Ministri.

Il 12 e il 19 luglio il festival ha proposto spettacoli musicali nella straordinaria cornice della Riserva FAI I Giganti della Sila. Il 12 luglio è stata la volta di Birthh, Rossana De Pace e Sara Gioielli, protagoniste di un’esperienza unica a stretto contatto con la natura. Il 19 luglio, invece, spazio a Resonare Silva, progetto di Stefano Amato e Massimo Palermo per violoncello e live electronics, seguito dal live di Edoardo Petracci con By This Window e da Olimpo, progetto di Francesco Caligiuri e Francesco Montebello.

Il centro storico di Cosenza, invece, sul palco allestito in piazza del Teatro Rendano, ha ospitato a fine luglio Frah Quintale, uno degli artisti più influenti della scena italiana, e i Litfiba, che hanno celebrato i quarant’anni di 17 Re, uno dei dischi simbolo della storia del rock italiano.

 

31 luglio – Chiesetta di San Lorenzo – Camigliatello Silano

ALTEA – Kings of Convenience – MOGWAI

Ad aprire la giornata in Sila, nelle prime ore del pomeriggio, è Altea, cantautrice intensa e appassionata, che si cala perfettamente nell’atmosfera rilassata delle montagne silane.

Subito dopo tocca ai norvegesi Kings of Convenience. L’ingresso di violoncelli e contrabbasso, a metà concerto, arricchisce il suono della band e trasporta l’ascoltatore in una dimensione magica ed eterea. Erlend, anche se a vederlo non si direbbe, è un vero trascinatore: dialoga con il pubblico in modo spontaneo e divertente, invitandolo a partecipare attivamente allo spettacolo tra balletti e simpatici sketch.

Ma i protagonisti assoluti della giornata sono i Mogwai. Ho inseguito per anni la band scozzese senza riuscire mai a vederla dal vivo, l’unico incontro è stato quello di qualche anno fa a Lamezia col cantante Stuart Braithwaite.
Il loro set è splendido, il concerto va ben oltre ogni più rosea aspettativa. La dimensione live è infatti quella che meglio si addice a una band considerata riferimento imprescindibile del post rock, che vive di contrasti, che è capace di alternare silenzi e suoni potenti, momenti dilatati ad esplosioni sonore. Melodie malinconiche e affascinanti vengono improvvisamente travolte da fragori che dal vivo esprimono tutta la loro forza.
Trent’anni di carriera sono celebrati in una scaletta che attraversa tutta la loro storia, nella quale spicca Take Me Somewhere Nice. Il brano è diventato uno dei più amati della band, grazie alla sua atmosfera malinconica e a un celebre video non ufficiale su YouTube, divenuto rifugio per tante persone che, nei commenti, raccontano le proprie storie e le proprie speranze.
Sul finale arriva Like Herod, uno dei pezzi simbolo dei Mogwai: un inizio vellutato e contemplativo che lascia spazio a una deflagrazione improvvisa, capace di mandare il pubblico in visibilio.
Non solo musica, ma anche impegno e solidarietà: i Mogwai prendono posizione ed espongono sul palco la bandiera della Palestina, il pubblico applaude senza sosta. Quando il concerto finisce, il sole è ormai scomparso dietro gli alberi della Sila, restituendo quella sensazione strana dei grandi live: abbiamo assistito a qualcosa che, in quel luogo e quel momento, lascia davvero senza fiato. I fan della band scozzese difficilmente dimenticheranno questa giornata.

1 agosto – Chiesetta di San Lorenzo – Camigliatello Silano

Mille – EMAN – SUBSONICA

Mille è stata una delle scoperte più interessanti di questa tre giorni silana: una bella voce capace di alternare melodie delicate e ballate a chitarre rock. A fine concerto la si ritrova sotto il palco dei Subsonica, trascinata anche lei dall’energia della band torinese.

Eman è figlio della Calabria, e sul palco si sente a casa. Il suo set alterna reggae, musica popolare, pop e sonorità elettroniche, conquistando il pubblico già dalle prime note.

Sono le sei e un quarto quando sul palco arrivano i Subsonica, sicuramente una delle migliori live band italiane. Trent’anni di carriera che sembrano non pesare affatto, vista l’energia che i musicisti mantengono per oltre due ore di spettacolo.
Samuel è instancabile: salta, balla e trascina un pubblico partecipe e divertito. Boosta si muove senza sosta tra sintetizzatori e tastiere; Max Casacci costruisce il suono chitarristico della band, mentre Ninja e Vicio, in splendida forma, ne rappresentano il motore ritmico.
Si parte con Istantanee e si prosegue con grandi classici come Onde Quadre, Radioestensioni e Liberi Tutti, che fanno ballare tutto il pubblico.
I trent’anni di carriera si celebrano anche con la musica nuova. Samuel presenta così Terre Rare, pubblicato lo scorso marzo: un disco meno immediato di altri, complesso, nato dopo un viaggio in Marocco e profondamente influenzato da sonorità africane e mediterranee.
Straniero, il singolo che vede la partecipazione di Tära, cantante di origine musulmana, porta inevitabilmente il discorso sull’attualità. Samuel e Max Casacci parlano dal palco di integrazione, immigrazione e genocidio, paragonando il clima che l’Italia sta vivendo a quello degli anni Venti del secolo scorso. Come ricorda Casacci, forse la storia non la conosciamo abbastanza e dovremmo studiarla meglio. Intanto, anche durante la seconda serata del festival, si vedono sventolare numerose bandiere della Palestina.
Siamo in provincia di Cosenza e in città, pochi giorni fa, un ragazzo ha perso la vita per essersi buttato dal balcone di casa sua dopo l’irruzione dei carabinieri. Max Casacci dice di esser rimasto molto colpito dall’accaduto e, a gran voce, chiede dal palco giustizia per Momo.
È un momento difficile, e la musica contribuisce a mantenere viva l’attenzione su ciò che accade intorno a noi.
Il live continua ripercorrendo tutte le tappe della carriera dei Subsonica fino alle emozioni di Tutti i miei sbagli, Strade e Preso Blu, che chiude nel migliore dei modi il concerto.

E la serata non finisce qui: il coinvolgente dj set di Fabio Nirta accompagna fino a notte fonda tutti quelli che non hanno alcuna voglia di tornare a casa.

 

2 agosto – Chiesetta di San Lorenzo – Camigliatello Silano

GIORGIO POI-MARCO CASTELLO-DANIELE SILVESTRI

È la serata conclusiva del festival. Ad aprire è Giorgio Poi, che presenta Schegge in una versione speciale accompagnato da un quartetto d’archi: un pop intimo in chiave moderna, un giusto equilibrio tra tradizione e sperimentazione.

A seguire sale sul palco Marco Castello, una delle voci più originali del nuovo cantautorato italiano, capace di fondere pop, elettronica, jazz e funk in uno stile personale e contemporaneo, di accontentare e divertire il pubblico eterogeneo di quest’ultima serata.

Daniele Silvestri è uno degli artisti italiani più amati: dal vivo riesce a trasformare il concerto in qualcosa di speciale, creando una sintonia magica col pubblico. Il suo repertorio, costruito in oltre trent’anni di carriera, alterna momenti di leggerezza e ironia a brani di forte impegno civile, in un equilibrio tra scrittura, ritmo e capacità di dialogare con il pubblico.
A Camigliatello il cantante inizia alla tastiera con brani malinconici e intimi per poi esplodere con le hit più famose tra cui La Paranza e Occhi da orientale.
In scaletta non mancano, naturalmente, i grandi classici del cantante romano: Salirò, Le cose in comune, Argentovivo e Cohiba, che chiude lo spettacolo, sono punti fermi dei suoi concerti oltre ad essere vere e proprie colonne sonore delle vite dei fan.

In definitiva possiamo dire che Be Alternative festival si conferma uno dei migliori Festival del sud Italia, grazie ad una location splendida e ad una proposta musicale coraggiosa e di qualità.
Le aspettative per il prossimo anno sono davvero alte, non vediamo l’ora di ritrovarci sotto il palco di Camigliatello!