19° Joggi Avant Folk – Day #3: Sandro Joyeux + Skunchiuruti Band

Photostory a cura di Maurizio Lucchini e Sonia Golemme

“Agire locale, pensare globale” è il motto che campeggia su un grande striscione appeso a Joggi.
Joggi Avant Folk è un festival libero e autofinanziato. Rappresenta oggi una delle esperienze di festival più straordinarie di partecipazione e aggregazione dal basso esistenti in Italia.
Musica, teatro, libri, socialità, incontri dibattiti, immagini, gastronomia.
Già, la gastronomia non è certo da sottovalutare! Penne all’arrabbiata e alle verdure, fagiolata panini farciti da mani sapienti e pazienti, le immancabili “crespelle” fritte! Tutto rigorosamente preparato all’istante dalla gente del posto.

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È la serata conclusiva e tra i vicoli del borgo si aprono le cantine, vino gratis per tutti accompagnato dalla musica dei suonatori del Cardeto che sfilano per il paese con zampogne e tamburelli.

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Inizia poi la proiezione del documentario “Redemption song” di Cristina Mantis.
Subito dopo l’incontro dibattito è sul tema dei confini e delle barriere in Europa “Over the fortress” con Stefano Bleggi (Melting pot Europa), Antonio Pio Lancellotti (Global Project), Enzo Infantino (volontario in missioni umanitarie all’estero)

Joggi Avant Folk è anche teatro, assistiamo così alla “DANZA D’ANIMALE”. Con Francesca Lo Giudice e Lara Riccio
Dalla Trilogia della Parola in Corpo di Lara Riccio, lavoro che si muove costantemente tra l’Universo della Gestualità e un mondo più intimo e circoscritto qual è quello delle donne del Sud Italia. Questo secondo episodio è incentrato sul fenomeno del Tarantismo. Il morso di un ragno, un rituale complesso e strutturato, le convulsioni del corpo femminile. Corpo che in questo caso diventa strumento inerme di pulsioni inconsce, portatore non consenziente di nevrosi profonde. Fratture e contratture sono la traduzione gestuale delle torbide turbe emotive. Dialogo schizofrenico, due corpi seguono i tempi spezzati e talvolta incoerenti di un flusso nevrotico viscerale. Il tarantismo come fenomeno culturale del Sud, retaggio di antica espressione delle oscurità femminili. L’isteria, tema che intrinsecamente si lega a questo rituale; morbo dalla genesi agli inizi indecifrabile e che catturò l’attenzione della scienza e del mondo dell’arte dal primo Novecento in poi. Antico e moderno, globale e localizzato, il secondo episodio della Trilogia si interroga sul parossismo del movimento, sulla follia incastonata nel rituale.

Come abbiamo già detto #overthefortress è il tema centrale di questa edizione. Contro i muri e le barriere della fortezza Europa.

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Sandro Joyeux rappresenta in pieno questo concetto. Il musicista italo francese racconta da sempre la vita nei ghetti, nelle carceri, nei centri d’accoglienza per migranti, negli ospedali psichiatrici.
Interprete ironico e scanzonato, avvolgente e coinvolgente, ammalia il pubblico attraverso i suoi suggestivi racconti di viaggio o le storie e leggende legate alle canzoni, lo prende per mano e lo coinvolge fino a farlo cantare a squarciagola in lingue esotiche e sconosciute. Joyeux dopo aver calcato i palchi di numerosi festival tra cui quello dell’Umbria Folk Fest e di Eutropia e del World refugee day Live di Firenze, è uscito nel 2016 con un nuovo disco “Migrant”. Un disco fatto di impegno sociale a sostegno dei migranti coniugato attraverso nuove canzoni e nuove sonorità per un live che resta un’iniezione di pura energia. Sandro canta in francese, inglese, arabo e in diversi dialetti africani.

“Bisogna accontentare tutti”, sono le parole degli organizzatori sempre presenti e attenti affinché vado tutto bene. E dopo il punk e il cantautorato arriva anche il momento delle tarantelle e dei canti tradizionali con gli Skunchiuruti Band. Una banda proveniente da un piccolo villaggio alle pendici dell’Aspromonte meridionale, Cataforio. Otto elementi che offrono un repertorio di “suonate a ballo”, canti tradizionali, passando dalla canzone folk “da bancarella” con l’utilizzo di strumenti della tradizione popolare: chitarra battente, lira, organetto, zampogna, tamburello e una “Tubbiana” (cassa, tamburo, piatti) dai ritmi travolgenti che accompagna il tutto.

Si spengono le luci e inizia il Dj Set dalle sonorità “trash” e selezionate esclusivamente in vinile. Si balla fino all’alba. La sensazione è quella di non voler lasciare mai più Joggi. Qualcuno lo ha definito un “miracolo laico” e forse è proprio così.
Saluti e abbracci finali con la speranza di rivedersi il prossimo anno…e sarà la ventesima edizione.

Lunga vita a Joggi!
Lunga vita a Joggi Avant Folk!

 

I video interattivi con tecnologia 360° (visibili anche con i visori per realtà virtuale)

Sandro Joyeux

Skunchiuruti Band

I facebook live video stream

Dj Set


Skunchiuruti Band feat. Sandro Joyeux

Skunchiuruti Band


Sandro Joyeux


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