Raw Power @ No Cage + Mars Era – Meanwhile in Tuscany – Astral Fire – 17-2-2017

Le mirabolanti avventure di piuomenopop in questo episodio diventano le riflessive avventure di piuomenopop al concerto dei Raw Power. Non ho voluto scrivere prima del concerto perché avevo necessità di tempo per lasciare sedimentare ciò che la serata mi ha trasmesso, in positivo e in negativo.
E’ stata forse una scelta sbagliata, sopratutto perché nella sera successiva il concerto degli Extrema mi ha dato altri seri elementi di riflessione che si sono sommati ai precedenti.
Ultimo ma non meno importante, il giorno ancora dopo decido di andare a comprare un po’ di dischi usati ad una fiera vicino casa, e anche qui le riflessioni che stavo facendo trovano elementi nutritivi e rendono ancora più confusi i pensieri che volevo invece organizzare.

Degli Extrema ne parlerò in un altro articolo, ma le riflessioni sono in buona parte le medesime scaturite dal concerto dei Raw Power.
Ma prima  che le eccitanti avventure di piuomenopop diventino le deprimenti riflessioni, facciamo un salto nel passato.

Correva l’anno millenovecentoottantaespicci, 4 ragazzini punk infoiati decidono di mettere in piedi una band. Durerà quanto il successo di un vincitore di un talent ma nella breve carriera di questa band, complice il fatto che nel circuito punk ci si conosceva più o meno tutti o che comunque c’erano forti relazioni sociali tra le persone, i componenti si ritrovano in una zona indefinita della bassa pianura padana ad aprire il concerto di un gruppo molto apprezzato nella scena. Una band che aveva suonato negli stati uniti insieme a Jello Biafra e ai Dead Kennedy’s: i Raw Power.
Nella prima esibizione pubblica, suonare come spalla (beh ora diremmo opening act) di un gruppo così famoso non è stata cosa semplice. Ricordo ancora le emozioni dell’immediato pre-concerto e quelle una volta saliti sul palco davanti a un numero enorme di persone.

Ritorniamo nel 2017, un venerdì sera, un posto nella periferia di Prato, di nuovo un concerto importante. Si tratta sempre dei Raw Power. Questa volta a soffrire l’ansia da prestazione saranno altri ragazzi che dovranno aprire il concerto di una band che ha fatto la storia dell’Hardcore italiano.

Sulla pagina dell’evento una buona notizia: il concerto inizia alle 21,30 precise e puntali.
Non male visto che i posti hanno la cattiva abitudine di far iniziare i concerti non prima di mezzanotte.

E’ venerdì, una bella giornata primaverile, calda e soleggiata, si parte destinazione Prato. Detto fatto la nuvola di Fantozzi decide che è il momento di entrare in scena. Il diluvio universale ci accompagna per tutti gli 80 Km che ci separano dalla destinazione.

Strada facendo un terribile sospetto si fa strada, nella fretta di uscire ho dimenticato lo stereo acceso a tutto volume. Considerando che l’orario di ritorno a casa presumibilmente sarebbe stato intorno alle 3 di notte, avrei trovato i vicini col fucile spianato al mio ritorno o la porta di casa sfondata. Un dubbio che pervaderà la mente per tutta la serata.

Foto di: Rouw, Matthijs: ‘Loud Music Warning Campaign’

Arriviamo sani, salvi e asciutti al No Cage. Uno spazio che conoscevamo, ma solo di nome, per le belle iniziative svolte. Numerose band sono passate da loro, da una associazione che si distingue da più o meno tutte le altre che fanno musica. Perché loro fanno anche musica, ma non solo. No Cage significa nessuna gabbia e l’antispecismo e le scelte etiche che da questo derivano costituiscono la colonna vertebrale dell’associazione stessa.  La dove vediamo sempre più spesso associazioni che altro non sono che locali, la dove vediamo concerti dove è solo la parte musica a fare da padrona, qui i ragazzi cercano di fare cultura, informazione e contro-informazione. In tutto questo la musica è parte integrante di un ingranaggio più complesso.

Arriviamo, il posto è davvero bello e accogliente, adattissimo anche per i concerti. Infatti un grande spazio al primo piano è stata adibito a sala concerti. Un solo difetto, per noi che oltre a goderci il concerto dovevano anche fotografare: la luce, anzi il buio. Scenicamente molto bello, ha reso difficile scattare visto che, per rispetto delle band, non usiamo flash. Considerato che il concerto, nel senso buono della parola e inteso come emozioni, era molto vintage, dovevamo prendere spunto dalla piuomenopopper Esel Ciulla che oltre a scattare in analogico è la regina dello sparaflash ai concerti.

E’ ora di iniziare, sale sulla pedana la prima band, gli Astral Fire, dei ragazzi davvero giovani, mi ricordavano proprio quelli della band che apriva i Raw Power negli anni ’80. Cambia solo il genere, quelli di allora facevano Punk-HC, questi Power Metal.
La band fiorentina composta da Niccolò Carpentieri alla chitarra, Giuseppe Vitale al Basso e Tiziano Valentini alla batteria.
Non li conoscevo, ho ascoltato solo dei brani loro su Youtube. Poi guardo la lineup sulla loro pagina facebook e mi accorgo che qualcosa non torna, sono con un componente in meno e manca proprio il cantante e mi chiedo come riusciranno a suonare al concerto.
Poi vengo a sapere che un membro della band si era allontanato circa un mese fa per dedicarsi ad altri progetti e che provvisoriamente avrebbe preso il posto Maurizio degli Underskin.
Sono molto giovani, mi ricordano la mia prima band e forse per questo li ho apprezzati, così come mi è piaciuta la grinta che li ha contraddistinti.
Eccoli nella nostra photo story curata da Sonia Golemme e da Maurizio Lucchini

Secondi a salire sul palco, i Meanwhile in Tuscany, la band che ha entusiasmato la nostra fotografa Sonia Golemme. Una band già matura, che nasce 4 anni fa da David Bonacchi alla voce (già componente di  Chaos Core band Pistoiese che fa risalire le sue origini al lontano 2002 ), Gianmarco Lotti alla chitarra (chitarrista di  Flashback Of Anger band power-melodic metal fiorentina, formata nel 2003. ) e Matteo Pagliai alla chitarra. Nella formazione attuale abbiamo alcuni spostamenti: Simone Toni alla chitarra,  Matteo si trasferisce al basso e Leonardo Toni alla batteria.
Le loro canzoni narrano di storie ambientate in una Toscana nuda e cruda, a tratti grottesca e romanzata, ma lo fanno sempre con ironia e fredda franchezza.
Partendo da alcuni brani propri scritti in inglese, decidono di usare solo la lingua italiana per i loro testi.

Potete vederli nella nostra galleria fotografica realizzata da Sonia Golemme e da Maurizio Lucchini

E questa una diretta facebook della Tuscan hardcore redneck thrash metal band, durante la serata.


Terzo gruppo ad esibirsi è la Heavy Psych Stoner band fiorentina  Mars Era composta da Michelangelo Verdelli alla chitarra, Davide Ferrara alla voce, Leonardo Storai al basso e Tommaso Tassi alla batteria.
Avevamo già avuto modo di ascoltare il loro primo lavoro, appena sfornato, Dharmanaut. Durante il concerto hanno semplicemente confermato la buona opinione che ci si era fatta di loro.

Eccoli nella gallery realizzata da Sonia Golemme e da Maurizio Lucchini

Tocca ora ai Raw Power, storica band della bassa padana nata nei primi anni ’80 a Poviglio in provincia di Reggio Emilia. La band è stata senza alcun dubbio una pietra miliare della scena hardcore italiana, la cui fama ha raggiunto, già dopo pochi anni, il nuovo continente.
Tanto che Jello Biafra (al tempo leader dei Dead Kennedys) li fa partecipare alla compilation di Maximum Rocknroll. Iniziano ad uscire i loro dischi, le date dei tour aumentano a dismisura.
In quegli anni Raw Power era un nome e una garanzia. Un  gruppo che ha accompagnato i momenti della nostra vita, quelli belli, quelli brutti, quelli frivoli, quelli importanti, ascoltavamo incessantemente i loro dischi  distruggendo i solchi dei vinili, rovinando le puntine degli stereo e usurando i nastri delle cassette musicali.
Dopo 36 anni di attività, la band più longeva nella storia HC italiana con alle spalle 18 album di cui 15 in studio, 4 live, e 8 raccolte, la rivediamo a Prato, con tanta emozione e molto timore per una eventuale delusione. Ma i Raw Power al No Cage si sono dimostrati per quello che sono e non ci hanno delusi.

Il concerto inizia “timidamente” con

a seguire(potete ascoltare i brani facendo click sui link)

per terminare in bellezza con

Finito l’ultimo brano, i componenti della band lasciano gli strumenti e scendono da palco.
Concerto finito? Niente bis?
Fino ad ora avevo volutamente nascosto un particolare della serata.
L’affluenza è stata bassissima, non so se per questioni organizzative, per le avverse condizioni meteo, per la concomitanza di altri eventi in zona. Spero fosse questa la ragione anche se, dopo il concerto degli Extrema la sera successiva, mi sono venute in mente altre ragioni e mi sono posto nuovi interrogativi ai quali non ho una risposta certa. Ma avremo modo di parlarne a breve quando scriverò il report di quel concerto.
Affluenza non enorme con le band precedenti che, giocando in casa, avevano dalla loro i fan di zona sostenerli. Purtroppo e questa è una cosa deplorevole, pochissime persone del pubblico precedente è rimasto ai gruppi successivi, portando gli spettatori ad affievolirsi band dopo band. Fatto ancora più fastidioso è vedere anche le band andarsene, o componenti delle band. E’ successo raramente di vedere una cosa simile, anche quando le band di apertura suonavano generi differenti.
Un esempio è stato il pessimo abbinamento nel concerto del 6 luglio del 2008 al Giardino Scotto di Pisa dove suonava Siouxie e come cantante di apertura concerto c’era Cristina Donà.
Due artiste magnifiche, ma completamente diverse, diverso genere, diversa musica, diverso pubblico.
Cristina era fortemente a disagio trovandosi davanti ad un enorme pubblico venuto principalmente e appositamente per Siouxie. E’ chiaro che quando l’80% e più della gente è li per un altro e non apprezza il tuo genere diventa difficile suonare. Bene lei queste cose le ha dette ad inizio concerto, ha suonato non solo egregiamente ma anche ottenendo apprezzamento del pubblico. E alla fine dopo essere riuscita a conquistare buona parte delle persone che riempivano l’anfiteatro ha concluso con una frase che più o meno faceva così: “So che voi eravate qui per Siouxie, grazie per avermi ascoltato ugualmente, ora io ho concluso e scenderò tra di voi a godermi il concerto di questa magnifica artista”.
E così fece, non so se apprezzasse veramente il genere, è stato comunque un bel gesto verso l’artista e verso il pubblico che ti ha ascoltato per un ora. Come si dice “quando la classe non è acqua”.
Ecco questo mi sarei aspettato dal pubblico e dalle band della serata. Chiaramente non è stato così per tutti, alcuni “spettatori” e “musicisti” di altre band sono rimasti fino all’ultima nota del bis e del tris dei Raw Power.
Già perché non vi ho detto che i Raw Power sono usciti di nuovo, e in un clima familiare hanno suonato ancora molti pezzi, in una sorta di Private Party, come va molto di moda oggi.
Così tirano fuori dal cappello, ops dagli strumenti:

Il clima era veramente piacevole, molto intimo. Egoisticamente preferisco poca gente perché si crea interazione tra chi ascolta e chi suona.  Così dopo aver terminato l’ultimo pezzo della loro set list programmata, non avendo più brani in scaletta, decidono di ricominciare dal prima brano 🙂
Finito il concerto, siamo rimasti a parlare con Mauro, voce della band, ricordando persone, spazi, luoghi, scene che abbiamo condiviso nel passato. Ci siamo dati appuntamento per l’estate per un evento che ancora non posso rivelare, ma a cui noi di Piu o Meno POP non mancheremo.
Nel frattempo, oltre a portarci via t-shirt da aggiungere alla collezione, abbiamo conosciuto Ele Disastro, aggiunta prontamente alla nostra cerchia di amicizie, e abbiamo potuto apprezzare  una volta ancora Indie-Box, perché la professionalità si vede anche nelle piccole cose.

Siccome la gente al concerto era troppo rispetto a quanto si sarebbero meritati i Raw Power, ve li portiamo noi a casa vostra, attraverso il photo-live di Sonia Golemme e di Maurizio Lucchini

Potevamo dimenticarci di fare un video? Corto però perché eravamo troppo presi dal concerto per stare a fare riprese per Facebook.

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