L’ottimismo è una qualità: l’imprevedibile Alberto Bettin

A cura di Antonio Bastanza

ALBERTO BETTIN
“L’impossibile, L’imprevedibile”
Gutenberg Music/Caligola Records – CD, Digital

 

 

Tracklist:

1.Quando va bene
2. Famosi in famiglia
3. Canzone debole
4. L’italiano fiero
5. La donna che sarei
6. Nonostante
7. Le luminarie
8. Strade bianche
9. Una scusa per pregare
10. L’impossibilel’imprevedibile
11. Da un citofono in America

 

È difficile trovare un disco d’esordio compiuto e così ben messo a fuoco come quello del veneziano Alberto Bettin. L’Impossibile l’Imprevedibile, è un lavoro giustamente ambizioso, realizzato da un musicista che ha alle spalle anni di studi e di esperienze, musicali e non solo, in Italia e negli Stati Uniti e che si circonda da alcuni anni da fidati musicisti di talento pari al suo che ne esaltano le doti cantautoriali.

I riferimenti di Alberto sono alti, altissimi: dai grandi cantautori italiani (Conte, Fossati, Dalla) ai colti songwriter americani e sudamericani (Brian Wilson, Joni Mitchell, Caetano Veloso) passando per la generazione di artisti italiani che ha rinfrescato la tradizione della canzone d’autore (Pacifico e, soprattutto, Samuele Bersani), il tutto esaltato dalla evidente piena padronanza di una educazione musicale di tutto rispetto, in cui a farla da padrone sono gli studi classici e quelli, approfonditi in america, dei maestri della grande canzone americana come Gershwin.

Il pianoforte, lo strumento musicale che Alberto ama, è al centro di un tappeto musicale fondamentalmente Jazz ma con decisi accenti Pop e sottili venature Rock, intarsiato dalla sobria eleganza dei suoi Implacabili sodali (il chitarrista Alvise Forcellini, il bassista e contrabassista Salvatore Pinello e il percussionista e batterista Niccolò Romanin) e dal supporto di un gruppo di ospiti di livello eccelso.
Il risultato è che suono è L’Impossibile l’Imprevedibile è un disco divertente e solare, intimo e sereno, pieno di canzoni tutt’altro che scontate, anzi, piene di soluzioni artistiche impreviste e nonostante questo facile da ascolatare e riascoltare, pieno di ritornelli da canticchiare eppure lontani mille miglia dalla banalità di certe soluzioni d’oggi: Nonostante, in cui il piano Rhodes accompagna parole intelligenti e citazioni Vascorossiane, è un perfetto esempio di come il disco di Bettin voli alto, altissimo rispetto al panorama italiano contemporaneo.

Come dimenticare poi la frenetica invettiva dei malcostumi italici di L’italiano fiero, primo singolo dell’album, e l’eleganza di La donna che sarei, omaggio al gentil sesso e alle tribolazioni amorose. 

Un’ultima nota va assolutamente dedicata alla copertina dell’artista inglese Jim Stolen, che rispecchia appieno la colorata eleganza, l’ottimismo trascinante di un disco di cui sentiremo parlare a lungo.

 

Redazione

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