L’eclettismo visionario di Goran Bregovic, una “fiera dell’est” di suoni e colori – Tutte le foto del concerto a Pavia

L’energia gitana di GORAN BREGOVIC nella cornice gotica del Castello Visconteo di Pavia: tra tradizione e innovazione, la cornice perfetta per l’autore di alcune delle colonne sonore più belle di sempre.

Quella di Goran Bregovic è una musica di frontiera che unisce qualsiasi provenienza geografica, politica, religiosa.

Nato a Sarajevo da madre serba e da padre croato, Goran si avvicina al rock quando era l’unico modo per poter esprimere le proprie idee senza finire in galera. Con il suo primo gruppo, diventa l’idolo della gioventù jugoslava, pubblicando tredici album e vendendo oltre 6 milioni di dischi. Alla fine degli anni Ottanta si ritira in una piccola casa sulla costa adriatica e compone le musiche de “Il Tempio dei Gitani”, il terzo film di Emir Kusturica, dando vita a un importante sodalizio con il grande registra, dal quale nascono le colonne sonore di “Arizona Dream” e “Underground”.

Pochi musicisti sono stati in grado di sviluppare un’arte così varia, che combina una così grande varietà di stili e tecniche senza perdere la propria identità.

Nel tour che lo ha portato nella bellissima cornice del Castello Visconteo di Pavia mercoledì 25 luglio per Iride Fraschini Music Festival, ha presentato il nuovo album, “Three Letters from Sarajevo”, ma anche i suoi più grandi successi e le indimenticabili colonne sonore. Sul palco, oltre a Goran Bregovic, la storica formazione che lo accompagna da sempre, “The Wedding and Funeral Band”.

 

Photostory a cura di Fabry C.

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