Il flusso creativo dei Talknoise arriva al Teatro dell’Acquario di Cosenza

Foto di Karen Cucci

Parole di Renata Rossi

Cosenza – 28/10 – Teatro dell’Acquario

 

Seguo da tempo i protagonisti della serata di domenica, Massimo Garritano e Ernesto Orrico, e conoscevo già prima dell’altra sera il loro progetto Talknoise, in cui il nome già spiega tanto, un intreccio musicale e sonoro, in cui il rumore creato vuole risvegliare anime e coscienze. Lo spessore dei due artisti è fuori discussione, Massimo è un chitarrista eclettico, capace di spaziare tra generi diversi, dal jazz al blues, alla sperimentazione. Ernesto attore, ma anche autore e regista, è da sempre vicino al mondo della musica ed ha collaborato con diversi musicisti.

Questo progetto ne unisce le due anime, diverse ma complementari, in uno spettacolo difficile e che osa tanto ma che riesce a convincere chi voglia farsi catturare da musica e parole forti e vibranti.

Due anime come due diversi modi di stare sul palco; Massimo in maniera schiva e nascosta lascia che siano le sue note a trasmettere messaggi ed emozioni, Ernesto riempe il palco e lo divora, la forza delle sue parole sta sì nel loro significato, ma soprattutto nelle espressioni del suo volto, nel sali-scendi sonoro della sua voce che ora spaventa, ora fa riflettere, ora lascia senza speranze, ora le crea.

Il suono della chitarra nello spettacolo non è mai semplice accompagnamento alle parole, ma talvolta ne anticipa le emozioni, altre volte le amplifica. Tra i pezzi del disco, perché questo oltre che spettacolo è anche un disco ci sono PPP e Dziga, dedicate rispettivamente a Pier Paolo Pasolini e a Dziga Vertov, personaggi che ci ricordano sempre come l’arte, la poesia, la musica possano avvicinarci alla ricerca di giustizia e verità. Orrico parla di un mondo, e di una realtà, quella calabrese, quasi addormentata, assente, che si culla nei suoi limiti e nelle sue certezze e prova a svegliarsi con la passione travolgente della chitarra di Max. “SE” in un folle alternarsi di periodi ipotetici ci si interroga su improbabili altri modi in cui esistere, altre maschere da indossare, altre sconfitte da fare proprie. Uno spettacolo che non vuole dare risposte ma solo interrogarsi, in cui la musica non utilizza un registro ma mille diversi, in cui le maschere che indossa Ernesto sono quelle che indossiamo nostro malgrado anche noi, in cui i suoi flussi di coscienza riescono a percuoterci fino alle viscere.

Il resto, il potere di musica e parole targate “Talknoise” si può solo scoprirlo ascoltando il disco e, ancor più, assistendo a un loro live dove tutto esce fuori in maniera più intensa e reale.

 

 

Intervista ai Talknoise

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