#losapevanotutti: #nonènormalechesianormale

a cura di: Antonio Bastanza

Partiamo dai fatti, noti ai più: ieri Federico Fiumani ha rotto il muro di omertà che proteggeva un noto personaggio del mondo della musica e della editoria indipendente, accusandolo di molestia e violenze su alcune donne e raccontando di aver annullato un concerto a Genova proprio perchè organizzato da quest’uomo e di aver raccontato ad altri artisti e agenzie di booking con che tipo di individuo avevano a che fare.

Da qui tutta una serie di voci si sono levate per confermare le accuse a quest’uomo aggiungendo ulteriori particolari ad arricchire quanto detto dal leader dei Diaframma.
La scorsa estate infatti una giovane scrittrice, Kants Exhibition, aveva denunciato con un post su Facebook un approccio molto pesante, per usare un eufemismo, da parte del tipo in questione quando era in cerca di un editore per il suo romanzo. Senza troppi giri di parole viste le frasi contenute negli screenshot che sono di pubblico dominio da quattro mesi, quest’uomo chiede di suggellare la firma del contratto di pubblicazione con una prestazione sessuale e al rifiuto della ragazza ha risposto con minacce per nulla velate.
EDIT: il post di Facebook che non trovate più qui sotto è stato reso privato dalla stessa Kants Exhibition per sua decisione

Vedo TANTE persone squallide godere della fama di grandi attivisti femministi, vedo persone che sapevano e se ne sono approfittate (prima, dopo, ora), vedo persone che sapevano ma non avevano i mezzi e sono state accusate in maniera pesante, vedo la mia storia sulla bocca di tutti per cinque minuti di fama, ho visto e sentito giornalisti e persone assicurarsi il gossip quotidiano senza però a conti fatti, tutelare nessuno. Io in questa situazione sento che la mia psiche e la mia tranquillità non è tutelata.
Ho messo i due post in modalità “solo io”, chi doveva avere quella documentazione l’ha ottenuta in anticipo da questo post.

Questa cosa è successa quattro mesi fa, il concerto di Fiumani, mai avvenuto, addirittura sei.
Ma #losapevanotutti, lo sapeva Colapesce, che avvisato della cosa si è rifiutato anche lui di suonare nel festival cui avrebbe dovuto partecipare Fiumani, lo sapeva Colasanti, il patron di 42 Records, etichetta del cantante siciliano e di Cosmo, che si è esibito nello stesso festival solo perchè, come racconta lo stesso Colasanti, gli è stato chiesto per evitare che la rassegna musicale non si tenesse, con le conseguenti ripercussioni per tutti quelli che avevano lavorato all’evento stesso.

Abbiamo quindi fatto la data di Cosmo, non l’abbiamo promossa, abbiamo declinato tutte le interviste con i media locali e dal giorno seguente abbiamo chiuso ogni rapporto con lui

Colasanti ha anche spiegato i motivi per cui lui e gli artisti hanno scelto di non parlarne in pubblico

Quello che però non volevamo fare – avendo avuto esplicita richiesta di non coinvolgimento da parte delle ragazze che ci avevano raccontato le loro vicende – era scatenare una guerra mediatica e gettare il mostro in prima pagina senza che però ci fosse lo straccio di una denuncia, o anche solo una presa di posizione pubblica da parte delle ragazze coinvolte….Non c’interessava scatenare una guerra su Facebook, passare per eroi e neanche dare vita alla rincorsa a chi pubblica lo screenshot più pruriginoso. Abbiamo fatto una scelta e l’abbiamo comunicata a chiunque ci abbia chiesto spiegazioni. E infatti anche altre agenzie ed etichette hanno smesso di collaborare con Habanero.

#losapevanopraticamentetutti ma solo quando Fiumani ha, come si sta dicendo da più parti, scoperchiato il vaso di Pandora tutti hanno iniziato a parlarne. Serviva una miccia, qualcuno che desse il via alle denunce, che alzasse il velo di silenzio che  quest’uomo è sempre riuscito a  far calare sulle sue malefatte. Il risultato è stato che il signore in questione è stato scaricato da più parti, da Vasco Brondi, che ha scelto di fare comunque il suo concerto genovese avvalendosi però di una diversa organizzazione al comune del capoluogo ligure che ha bloccato ogni tipo di patrocinio e contributo.

Ad alzare la voce su questa forma di protezione di cui ha goduto è stata la giornalista Carlotta Vagnoli, tra le prime a fare il nome di cui tutti sapevano, che assieme a Bossy ha lanciato l’hashtag #losapevanotutti invitando tutte coloro le quali erano state interessate dalle attenzioni di quest’uomo a scrivere alla mail losapevanotutti@gmail.com assicurando supporto, privacy, e assistenza legale gratuita.

Perchè, per usare le parole di Carlotta in una intervista a Elle, il problema è proprio che se le ragazze oggetto di molestie non hanno parlato per paura che le minacce si tramutassero in realtà, il mondo in cui lui svolgeva la sua professione non ha fatto nulla per far venire a galla i suoi comportamenti scorretti.

Voglio esattamente questa risposta, dal mondo musicale che ha avuto a che fare con lui. Com’è possibile che abbiate taciuto? Perché nessuno ha preso le distanze da lui, nessuno, prima di Fiumani, si è apertamente schierato contro di lui e i suoi atti, a tutti ha fatto più comodo fare finta di niente e prendersi i soldi dell’ingaggio

Già, perchè?
Perchè la reiterazione del comportamento di questa persona, il suo continuo farla franca, ha fatto sembrare quasi come fosse tutto normale?

#nonènormalechesianormale, per usare un altro hashtag, quello promosso dalla Camera dei Deputati in vista della giornata mondiale contro la Violenza sulle donne del 25 novembre.

Non lo è in nessun modo e da nessun punto di vista, non lo è mai.
MAI.

Esistono decine di modi giusti per affrontare queste situazioni, a seconda di come si possa o si voglia fare: supportare, aiutare, lottare a fianco di chi subisce molestie o violenza, garantire la privacy, fare terra bruciata attorno ai molestatori, possibilmente senza aspettare che si chieda se e come sono avvenuti i fatti, essere soggetti attivi in difesa delle vittime. E ascoltare queste ragazze: nei quattro mesi dalla prima denuncia pubblica fatta su Facebook nessuno (NESSUNO) ha fatto nulla, è stato necessario che qualcuno con una visibilità maggiore decidesse di far chiarezza.

Oggi parliamo di questo, ieri parlavamo del regista famoso, che poi la giustizia ha scagionato dalle accuse, del produttore Hollywoodiano e domani parleremo di chissà chi altro.
Il problema rimane culturale: molestare una donna (o un uomo, non cambia nulla) approfittando della propria posizione per otterere dei favori è vergognoso, perpetrare violenza è inaccettabile e chi lo fa DEVE esser punito non dalla shitstorm dei social ma da una legge che protegga e tuteli le vittime, evitando che siano i cavilli tecnico-legali e non la verità a trionfare.

BASTA.

Almeno fino alla prossima volta in cui #losapevanotutti ma nessuno ha osato parlare.

PS: Il legale del presunto molestatore ha voluto precisare che non c’è, AL MOMENTO, nessuna indagine in corso, nessuna denuncia a suo carico da parte di chicchessia e nessuna passata condanna. Magari avrebbe dovuto anche precisare che il suddetto promoter/editore ha nella sua storia una denuncia per stalking ritirata dopo un risarcimento in denaro e altre due presentate e in seguito ritirate da donne che hanno, diciamo, preferito mettere una pietra sopra al passato con questo individuo.
Ma si sa, la giustizia è uguale per tutti ma non per chi, in qualunque modo, riesce ad aggirarla.
Ah, Non avete letto in questo pezzo il nome di chi è stato accusato di tutto questo per il semplice motivo che è noto a tutti di chi si stia parlando, perchè, prima o poi, renderà conto dei suoi comportamenti e perchè una persona così non merita nemmeno di averlo un nome.

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