Different Times: i Giardini di Mirò sono tornati!

© Ilaria Magliocchetti Lombi

A cura di: Renata Rossi

GIARDINI DI MIRò

Different Times

(42 records)

Tracklist
01.
02. Don’t Lie (w/ Adele Nigro – Any Other)
03. Hold On (w/ Robin Proper-Sheppard – Sophia)
04. Pity the Nation
05. Failed to Chart (w. Glen Johnson – Piano Magic)
06. Void Slip
07. Landfall
08. Under
09. Fieldnotes (w/ Daniel O’Sullivan)

 

La notizia più bella è questa: i Giardini di Mirò sono tornati.
Noi li aspettavamo e ne sentivamo la mancanza, nonostante ciascun componente del gruppo abbia maturato nel corso degli anni esperienze diverse, malgrado siano stati in tour per festeggiare i 15 anni di “Rise And Fall of Academic Drifting“, o abbiano lavorato alla sonorizzazione di films. Un loro album di inediti è sempre qualcosa di diverso dal punto di vista emozionale e noi abbiamo ancora voglia di ferite aperte e sanguinanti, lacrime che rigano i volti, malinconia e crepuscoli che loro sanno di poter garantire.

I Giardini di Mirò nascono intorno alla metà degli anni ’90, ma è nel 2001 che “Rise And Fall of Academic Drifting” fa splendere di luce propria il post rock made in Italy. Da allora ogni nuovo lavoro viene atteso dai fan come gemma preziosa. Il nucleo storico è formato da Corrado Nuccini, Jukka Reverberi, Mirko Venturelli, Emanuele Reverberi e Luca di Mira, cui da qualche anno si è aggiunto Lorenzo Cattalani, che ha sostituito Francesco Donadello alla batteria, oltre alle numerose collaborazioni quali quelle con Alessandro Raina, Andrea Mancin, Andrea Sologni, Laura Loriga.
Stavolta di tempo dall’ultimo disco, Good Luck del 2012 ne è passato davvero tanto, quindi è stata accolta con un sospiro di sollievo la notizia di giugno quando, nella sua pagina facebook , Nuccini annunciava una data 0 a Barcellona per la presentazione del nuovo album.

 

© Ilaria Magliocchetti Lombi

 

Different-times esce oggi 30 novembre per 42 records (I Cani, Cosmo, Colapesce Andrea Laszlo De Simone, Any Other…) ed è sicuramente un graditissimo ritorno al passato grazie alla rinnovata collaborazione con Giacomo Fiorenza, lo stesso produttore con cui avevano realizzato i primi due album, il già citato Rise and Fall of Academic Drifting e Punk… Non Diet!.

Le novità non mancano ma vanno comunque inserite nel complesso emozionale che da sempre caratterizza i GDM e che gioca con atmosfere sognanti, ballate oniriche e assorte, inquietudine dolce e pacata.

Il brano d’apertura e anche singolo dell’album, Different-times è un pezzo interamente strumentale, dilatato e ricco di riverberi così come pure Landfall. Altrove le collaborazioni sono quelle giuste e preziose di musicisti e gruppi che gravitano attorno ai Giardini di Mirò. A partire da Don’t Lie in cui Adele Nigro degli Any Other, vero astro nascente della musica italiana, dona un tocco leggero alla malinconia di cui è intriso il pezzo. Hold On è resa ancora più intensa e ipnotica dalla voce di Robin Proper-Sheppard (Sophia, God Machine) mentre Failed to chart vede la collaborazione di Glen Johnson dei Piano Magic di cui possiede le atmosfere gotiche ed eleganti. Pity the Nation si muove lento tra sognanti cambi di dinamica, tocchi leggeri di elettronica e un equilibrio compositivo dato dal solito utilizzo impeccabile delle voci.

Daniel O’Sullivan, musicista di Manchester e talento del synth pop etereo, arrichisce con il suo tocco Fieldnotes, ultimo brano dell’album e piena espressione dello stile Giardini di Mirò, facendo fluttuare la mente dell’ascoltatore sempre più in alto, al di là del tempo e dello spazio.

Il segreto di questo disco è probabilmente proprio quello di aver creato una continuità col passato, se pure in una perpetua evoluzione e in una ricerca di novità, grazie soprattutto alla scelta mirata degli artisti con cui il gruppo ha collaborato. Il risultato è quello di esser riusciti a suonare nuovi ed attuali, esattamente come accadeva vent’anni fa, senza mai snaturarsi e  mantenendo un suono struggente e tormentoso vero e proprio marchio di fabbrica dei Giardini di Mirò.

A rendere ancora più felici i fans dei Giardini contribuirà anche Different Times, la storia dei Giardini di Mirò, il libro scritto da Marco Braggion con la prefazione di Carlo Pastore, uscito il 29 novembre per Crac Edizioni, che racconta esperienze e metamorfosi della band emiliana.

Una nota a parte merita la copertina, opera di Simone Mizzotti, che mostra un campetto da calcio sperso in una periferia qualunque di una città qualunque, solo che quella periferia è in Cina, esattamernte dove, nel prossimo aprile i GDM terranno una serie di concerti.
Non dovrete andare così lontano per ascoltarli, però.

Queste infatti le prime date confermate del tour, organizzato da DNA concerti:

18 gennaio 2019                    Milano                        Santeria
19 gennaio 2019                    Pisa                             Lumiere
25 gennaio 2019                    Roma                          Monk
26 gennaio 2019                    Terlizzi (BA)              MAT
08 febbraio 2019                    Ravenna                     Bronson
09 febbraio 2019                    Verona                        Colorificio Kroen
15 febbraio 2019                    Torino                         Spazio211
16 febbraio 2019                    Firenze                       Auditorium Flog
22 febbraio 2019                    Pordenone                 Astro Club
02 marzo 2019                       Bologna                      Locomotiv

 

 

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