[Intervista] Cubo di Giorgieness: musica ed un pelo di vita personale, me stessa.

A cura di Andrea Gritti
Foto Luca Gipponi

 

In quest’intervista non vi dirò chi è Giorgieness, un po’ perché lei già lo racconta nelle sue canzoni e un po’ perchè sono convinto che non esista un unica vera versione di noi. Siamo diversi, in base al contesto, alla persona con cui ci stiamo relazionando e siamo l’immagine soggettiva, proiettata dalle persone che incontriamo. Per aiutare a farsi un idea soggettiva di Giorgia, a fine intervista trovate un gioco (gioco del cubo) con relativa legenda per interpretare le risposte alle domande del gioco.

Questa intervista è stata realizzata al Giovedì 16 maggio 2019  prima del concerto (per vedere le foto del live clicka QUI)

 

 

Che tipo di stato d’animo è il Giorgieness?

A tratti molto calmo (non succede spesso) e in altri momenti è la voglia di fare un sacco di cose. A metà tra l’apatia totale e “spacco il mondo”.

 

 

Adesso fai un tour in acustico che precederà album. Perché questa scelta?

Perché avevo bisogno di uno stop da quel tipo di live “pestato”, dal 2011 ad oggi non ci siamo mai fermati, ne avevo un bisogno fisiologico. Non era un tour programmato e ad un certo punto mi sono resa conto di aver voglia di suonare e visto che io sto scrivendo e la fase della scrittura fondamentalmente è chitarra e voce, allora ho pensato di portare  le canzoni a come erano all’inizio, come quando è nato il progetto Giorgieness, in cui ero da sola ed ero io chitarra e voce.

Ho preso l’occasione anche per suonare qualche pezzo nuovo che di solito non si fa. Trovo sia bello perché mi sono resa conto che nei  vecchi tour, più suoni pezzi dal vivo, più riescono a essere forti; quindi ho pensato che in un momento creativo come questo, sarebbe stato carino portare 3 nuovi pezzi.

Sicuramente il nuovo disco sarà molto diverso Rispetto al primo, Perché sono cresciuta e non ho più quel tipo di rabbia, quindi volevo un pochino preparare le orecchie di chi c’è stato fino adesso al fatto che sarà una cosa diversa.

 

 

Cos’è che vorresti comunicare con la tua musica?

Mi rendo conto di parlare con la parte disagiata della popolazione. Sicuramente non parlo con persone sempre soddisfatte, felici e con pochi problemi anche se non credo esistano. Sicuramente ci sono persone che riescono a condurre una vita più serena ma mi rendo conto che io parlo proprio con tutti gli altri, che sono comunque una buona metà e la cosa che mi piacerebbe far passare, nonostante scriva canzoni non prettamente felici, è che si può reagire alle cose.

Pensando alla mia storia personale, alla fine nessuno ci avrebbe potuto scommettere 1€ sul fatto che sarei riuscita a far diventare la musica il mio lavoro, dato che non conoscevo nessuno, vengo da un posto piccolissimo, non avevo neanche Milano come base e si possono fare anche un sacco di cazzate nella vita, ma l’importante è reagire ed essere consapevoli mentre lo fai. Quando cadi e senti che tutti ti odiano, pensi che farai schifo per tutta la vita; l’importante è andare avanti e questo è quello che vorrei dire con quello che ho scritto fino adesso.

 

 

Come ti senti cambiata negli anni sotto il punto di vista personale?

È difficile dire se meglio o in peggio. Sotto il punto di vista personale sono molto più consapevole di me stessa e delle cose sulle quali lavorare, anche su quelle che invece sono le cose che voglio fare.

Negli ultimi anni mi sono concessa anche un pelo di vita personale. La musica è sempre stata al centro ma mi sono resa conto che, anche per il bene di quello che scrivo, ho bisogno che mi concentri anche su me stessa ogni tanto.

 

 

Hai viaggiato tanto?

No perché i pochi soldi che avevo li investivo in primis nella musica e in secondo luogo per mantenermi gli studi di giurisprudenza (3 anni) poi filosofia (1 anno). Ho la fortuna e la sfortuna di avere molti parenti sparsi per l’Italia, quindi quando sento il bisogno di andare via per un po’ posso andare da loro, oppure a Berlino, dove ho alcuni amici ed è una città che adoro. Mi piacerebbe sicuramente viaggiare molto di più.

 

 

Cosa pensi che ti abbia ostacolato nello sviluppo delle tue piene potenzialità?

Nulla, anche se alcune scelte che ho fatto mi hanno un pochino ostacolata, però non cerco mai di dare la colpa agli altri se le cose non stanno funzionando, non si risolve molto ad incolpare gli altri e sugli altri non ho alcun tipo di potere.

 

Gioco del cubo ————————————————–

Legenda:

Deserto: il mondo

Cubo: la visione di te stesso che hai nel mondo

La scala: le amicizie

Il cavallo: l’amore

La tempesta: un periodo difficile che si attraversa durante la vita

 

Immagina un cubo di qualsiasi dimensione colore inserendolo in un deserto, poi descrivilo…

Blu, lucido e grande come lo schermo di un computer, appoggiato sulla sabbia.

Ora inserisci una scala, com’è fatta?

molto più alta del cubo ma appoggiata ad esso. Sempre blu, una classica scala a pioli.

Ora compare un cavallo, com’è?

bianco e che corre dietro al cubo

Ora arriva una tempesta. Descrivi lo scenario post tempesta…

Il cubo e la scala sono nella stessa posizione, con un po’ di sabbia sopra, mentre il cavallo è sparito.

Un’Estate in treno – Solo Tour

2 GIUGNO – NOVA 2019 – CITTADELLA
14 GIUGNO – Argo16 w/ Martæ – MARGHERA
25 GIUGNO – COSENZA – CASTELLO SVEVO – OPENING FOR Hooverphonic
4 LUGLIO B.EST Rock Festival 2019 – BERBENNO
9 LUGLIO Caserta Music Festival – CASERTA W/ Franco126
29 LUGLIO – Circolo Magnolia- FULL BAND – OPENING FOR White Lies
13 AGOSTO – ANGURIAFARA FESTIVAL – VICENZA
22 AGOSTO Musaic On – ApertaMente PALERMO

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