Amore Disperato allo Sforzesco

A cura di Gloria Diana Valnegri 

 

Soffia una brezza piacevole quanto strana tra le merlate dello Sforzesco, il cielo sopra il palco dove tra poco Nada e i suoi friends si esibiranno è carico di nuvole grigio blu che non promettono benissimo, l’atmosfera è già calda e viva, chi si fa una birretta chi attende trepidante presso le prime file e chi si rilassa e si scambia effusioni sul prato.  Basta poco però per far si che in un battibaleno tutti fluiscano sotto il palco per accogliere quella che un tempo era la ragazzina quindicenne dalla faccia pulita che calcava il palco di San Remo e che ora è l’indiscussa regina del mondo Indie perchè molti dei suoi amici e dei suoi musici da lì arrivano e con lei di palchi ne hanno calcati assai.

Eccola lì, con qualche piuma nera tra i capelli abbinata alla camicia e dopo qualche istruzione simpaticamente impartita come fosse l’hostess di questo volo emozionale per far si che noi tutti si possa godere a pieno del live si decolla.

Dopo un paio di song nel mentre di “Stasera non piove” guardo il cielo e mi accordo che le nuvole sono scomparse mi lascio così travolgere dalla sua energia  e non penso più alla possibile pioggia.

Il primo amico a fare il suo ingresso è Motta e dopo un forte abbraccio e ricordando l’esperienza del loro duetto Sanremese lei aggiunge ”se non mi avessi chiamato tu li non ci sarei mica venuta non è posto per me!”  le loro voci si stringono su ”Dov’è l’Italia’‘ e ”La nostra ultima canzone” per poi passare al secondo ospite John Parish, intensa la sintonia tra loro, brividi.

Non passa molto tempo  dopo qualche altro pezzo eseguito con la sua band che eccoli comparire, Appino e soci.
Nada ci tiene a raccontare delle loro affinità elettive a tal punto da confessarci che la canzone degli Zen Circus che avrebbero cantato da lì a poco quando la ascoltò per la prima volta pensò ”ma questa l’ho scritta io!” e quindi si parte con ”Vuoti a perdere” per passare a ”Non voglio ballare” infine complici di tutti gli elementi della band  Zen compresi via di ”Amore Disperato” e lì lo sforzesco esplode di energia e danze rock, che emozione!

Congedati gli Zen si finisce con ”Che freddo fa”.

Che dire se non che è stata una serata pazzesca, Nada ha un animo davvero esplosivo, ci ha lanciato una bomba di emozioni e positività con la complicità e l’affetto dei suoi friends.

Tenetevi Frida voi, che io scelgo Nada!

 

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