Giorni come Stanze: Massimo Volume live @ Mood Social Club (19 Dicembre 2019)

A cura di: Antonio Bastanza

SETLIST

Ronald, Tomas e io
Fausto
Le nostre ore contate
Una voce a Orlando
Amica prudenza
Nostra signora del caso
Fred
La ditta dell’ acqua minerale
L’ultima notte del mondo
Il nuotatore
Mia madre & la morte del gen. José Sanjurjo
Stanze
Un sapore tutto qui
In nome di Dio
Alessandro
Vedute dallo spazio
Ororo

Litio
La cena
Fuoco fatuo

Ci ritroviamo qui, non importa dove.
Le luci basse, le parole scambiate guancia a guancia per il volume troppo alto, i bicchieri che svuoti e riempi assai meno velocemente di tanti anni fa.

E ci ritroviamo sempre qui, non importa dove, in fondo a una stanza, in un piccolo teatro, in mezzo a un prato, davanti a un bistrot. Emidio e il suo cappello al centro, Egle alla sua destra, Vittoria, come sempre, appena dietro e Sara fieramente alla sua sinistra.

Il tempo scorre lungo i bordi, i ricordi si accartocciano mentre ascolto appoggiato al muro nero in fondo alla stanza.
Ci ritroviamo sempre qui, ad ascoltare storie, a farci scuotere da parole e suoni che, anche a distanza di quasi 30 anni, ti entrano dentro e non se ne vogliono andare.
I Massimo Volume sono qualcosa di irripetibile e irreplicabile, qualcosa che sfugge ai rituali del copia/incolla della musica, sono uguali unicamente a se stessi pur non avendo, in fondo, creato nulla di nuovo. E sono, ripeto, irreplicabili, tentativi di scimiottamento a parte, ma sono anche la pietra di paragone, i numi tutelari di chiunque voglia battere certi territori artistici.

Sentire i loro brani dal vivo, l’evoluzione della scrittura che porta da Stanze a Il Nuotatore lungo un percorso meravigliosamente coerente che lega l’impeto giovanile alla maturità, la poetica della rabbia con quella della riflessione, rimane un privilegio assoluto che, dato il fastidioso e ininterrotto vociare durante il concerto non tutti meritano.

Ma noi ci ritroviamo sempre qui, in balia di certe emozioni che puoi forse sopire ma che non passano mai, di certi pensieri, della voglia di ricominciare a suonare, di rimetterti in gioco, ricordando che non c’è nulla di scontato, che ci sono mille opportunità da cogliere in un mondo in cui, per essere felici, dobbiamo sempre rincorrere quello che non abbiamo.

Le chitarre di Egle e Sara si spengono, Emidio poggia il basso, Vittoria si alza e chiude la fila.
E noi ci ritroviamo qui, con gli occhi di Luigi che brillano di gioia, con l’abbraccio di Antonio e Natalia, il sorriso di Loredana, con i momenti sospesi che Sonia e Maurizio hanno incorniciato, con un Negroni lasciato a metà e, appena iniziato, un nuovo giorno davanti, un altro domani.

 

La Photostory del concerto

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