[Recensione] Claver Gold e Murubutu, insieme in un viaggio all’inferno

 

A cura di Serena Coletti

 

Claver Gold & Murubutu
“Infernvm”
(Glory Hole Records)

 

Tracklist:

  1. Selva Oscura ft. Vincenzo di Bonaventura
  2. Antinferno ft. Davide Shorty
  3. Caronte
  4. Minosse
  5. Paolo e Francesca ft. Giuliano Palma
  6. Pier
  7. Malebranche
  8. Ulisse
  9. Taide
  10. Lucifero
  11. Chiaro Mondo 

Beats di Squarta, Xxx-Fila, Kd-One, Dj Fastcut, il Tenente, James Logan, Dj West, Dj Sid, Kuma.

 

Il 2020 è iniziato solo da pochi mesi, ma ci ha sicuramente fornito parecchi motivi per desiderare di proiettarci direttamente al prossimo anno.  Il mondo della cultura si stava già preparando, con l’arrivo del 2021, ad un anniversario di indubbia importanza: i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri.

Ma siamo qui per parlare di musica, non di letteratura, che c’entra quindi Dante con piùomenopop? C’entra, perché pochi giorni fa è stato pubblicato Infernvm, album figlio della collaborazione tra Claver Gold, nome d’arte di Daycol orsini, noto per le sue doti narrative e per i suoi testi dolorosamente introspettivi,  e Murubutu. Quest’ultimo, che a microfoni spenti risponde al nome di Alessio Mariani e insegna storia e filosofia, ha una discografia composta solo da concept album: ogni volta sceglie un tema e lo sviluppa nei vari brani, o, per sua definizione, “racconti”. Ora hanno deciso di puntare davvero in altro perché Infernvm, si sarà capito, ha come tema l’inferno dantesco.  

I due rapper hanno avuto il coraggio di affrontare un gigante della nostra letteratura, accettando una sfida certamente non banale. Sarà bene dirlo subito: ne sono usciti alla grande. Non solo il risultato non appare come un ridicolo tentativo di avvicinarsi alla forma più alta di poesia, ma ha anche la faccia tosta di maneggiare il materiale dantesco e plasmarlo, riadattarlo mostrandone l’incredibile attualità. 

Ha davvero poco senso commentare le singole canzoni, perché il modo migliore per godere di questo album è seguire il viaggio dalla Selva Oscura ai Chiari Mondi. Sarà una mezz’ora fitta di emozioni: c’è l’avventura, ovviamente, ma anche lo spazio per la commozione. Quello che a mio avviso è l’ingrediente migliore di Infernvm, infatti, è la scelta dei personaggi. Claver Gold e Murubutu hanno consultato l’archivio infinito di anime descritte dal poeta fiorentino per selezionare quelle più vicine a noi, che rispecchiano i nostri sogni e le nostre debolezze. Da lì in poi il merito va tutto alle loro penne, che sono riuscite a liberare questi personaggi dal giudizio moralistico, umanizzandoli e facendoci affezionare a ciascuno. I due rapper ci impartiscono così una grande lezione:  impariamo ad ascoltare chi abbiamo di fronte prima di etichettarlo e condannarlo. Male che vada avremo una nuova storia da raccontare. 

Ci sono ovviamente Paolo e Francesca, la coppia di dannati più amata di sempre, ma vi sfido a non provare la stessa vicinanza anche per Pier Delle Vigne, colpevole di suicidio che in Infernvm ci racconta la sua storia di vittima di bullismo, o per Taide, che, da volgare puttana nella Divina Commedia, diventa una Bocca di Rosa con il cuore spezzato.

“ Lei che per baciare chiede il doppio
Che darebbe per un bacio gratis”

Ho volutamente lasciato da parte i due paragrafi di questo poema in quattro quarti che hanno forse il più forte impatto emotivo: i brani su Lucifero e Ulisse. Il primo, che nella Divina Commedia è l’incarnazione del male assoluto, bestiale, in Infernvm viene descritto in lacrime, l’angelo più bello e superbo “ora chino e prigioniero vive afflitto” implorando perdono: è un’anima in pena costretta nel Cocito, il lago ghiacciato.

“In ogni lacrima amara non c’è più fiducia
Dentro ogni lago ghiacciato c’è un cuore che brucia”

Infine, dicevamo, c’è Ulisse, che ci viene presentato su una base prodotta magistralmente da Dj Fastcut. Era sicuramente un personaggio speciale già per Dante. Infatti, nonostante nella Commedia sia collocato tra i consiglieri fraudolenti, il poeta decise di non concentrarsi sulla vicenda del cavallo di Troia, facendosi invece raccontare la sua morte: Ulisse sarebbe precipitato con tutta la sua flotta dopo aver deciso di superare le Colonne d’Ercole, limite del mondo conosciuto. La sua colpa, quindi, è stata nel non accettare passivamente i dogmi, nella voglia di esplorare, di conoscere, mettendo in discussione tutto, anche Dio.  Chiaramente lo stesso Dante si sentiva molto vicino a questa anima e inserisce la storia come un monito verso se stesso, verso la sua sete di sapere, per ricordarsi di non lasciare mai che questa prenda il sopravvento sulla fede. Claver Gold e Murubutu, invece, celebrano le gesta dell’eroe più umano che l’epica abbia prodotto: Ulisse ha viaggiato, ha amato, senza mai saziare la “sete di un folle volo della fantasia”.

“Cantami Musa dell’eroe di Grecia e le sue gesta
Che brucia lento tra le fiamme al canto della Bestia
Che sfidò il fato fino all’ultima triste tempesta

Vedi, qui va tutto bene
Tutto a gonfie vele
Come marinai
Le onde corte e intanto
Vieni, qui con gli occhi pieni
Tutto quel che vedi
A me non basta mai”

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