[Recensione] La follia elegante di Gianni Maroccolo

 

A cura di Diana Valnoir

 

Gianni Maroccolo

Alone vol. IV

(Contempo Records)

 

TRACKLIST

STANZA 9
FINISCE MALE
SUICIDE
SOGNANDO
ECHI
E MENTRE TU GIRI, GIRI E GIRI, IO TI GUARDO
LETTERA DI IDA DALSER
HOTEL DIEU
OGNI LUCE
GAMMA
SOCIOPATIA
OGNI LUCE THEME

 

In questo momento storico terribile che ci ha costretto ad una situazione di stallo, durante l’interminabile lockdown, Gianni Maroccolo, fondatore dei Liftiba e dei CSI, bassista indimenticato dei Marlene Kuntz e anima dei Deproducers, non è certo stato fermo: in questo tempo di costrizione e riflessione ha portato alla luce Alone volume IV che chiude il primo ciclo del suo disco perpetuo. Uscirà invece a fine mese il disco regalo, di cui vi parleremo presto, scritto a quattro mani con Edda.

Come iniziavamo a raccontarvi qui, Alone è la storia di un progetto ambizioso e unico, un viaggio, iniziato a dicembre 2018, che solo un musicista visionario come Gianni Maroccolo, può permettersi di affrontare.
Non un album isolato ma un percorso sonoro unico e senza fine, articolato in molteplici tappe con cadenza semestrale: il 17 dicembre e il 17 giugno di ogni anno. Ancora una volta fondamentali per la creazione di un percorso sonoro unico, sono stati
i racconti di Mirco Salvadori e le illustrazioni di Marco Cazzato.

Alla realizzazione dell’opera hanno partecipato una serie di ospiti davvero speciali: Don Backy, Matilde Benvenuti, Giorgio Canali, Flavio Ferri dei Delta V, Umberto Maria Giardini, L’Aura, Luca Martelli, Teho Teardo e Stefano Rampoldi in arte Edda (già ospite del vol. I).

Alone vol. IV esce oggi 17 giugno per Contempo Records, un disco caratterizzato come i precedenti da un tema forte, sviluppato in maniera personale e unica. Se nel precedente capitolo, il tema centrale era la violenza, oggi Marok ci parla della follia, intesa non solo come patologia, ma come atto di ribellione dai cliché, dagli stereotipi che troppo spesso tentano di fagocitarci.

Raffinato, evocativo, emozionale, un pugno nello stomaco e una carezza, un viaggio sensoriale che attraversa varie stanze, Alone ci accompagna tra arpeggi, riverberi e pianoforti che fanno sognare, sintetizzatori e calvalcate di basso che fanno letteralmente elettrizzare la pelle. La voce incazzata di Giorgio Canali merita un discorso a sé, “Sognando” cantata da Don Backy e da Edda evoca uno sdoppiamento di personalità, un’altra forma di pazzia, quella d’amore.
Malinconia, rabbia, ribellione sono descritti con lo stile che solo un grande artista e maestro può concepire, uno che la musica l’ha fatta eccome, ma soprattutto l’ha cambiata come solo i fuoriclasse riescono a fare.
Sulla copertina questa volta troviamo un tarlo, quello che Marok sa installare nella nostra mente, mettendoci davanti la follia vista in tutte le sue sfaccettature, facendoci scoprire che in qualche modo può diventare anche una via di salvezza. 

Confidiamo in un prossimo volume ricco di bellezza e brividi, ma nel frattempo ci godiamo questi emozionanti panorami acustici che l’album di Maroccolo ci permette di ammirare.

 

 

 

 

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