[SINGOLARMENTE] “La civile ballata dei numeri zero” di Poesia Potente e Chitarra Tonante

© Anastasia Mammone

Piuomenopop per scelta editoriale non ha mai pubblicato contenuti su singoli. Ci siamo resi conto negli ultimi tempi che il momento particolare porta il mondo della musica a reinventarsi e a proporre diversamente i suoi contenuti…così abbiamo fatto anche noi 🙂
È per questo che nasce la rubrica SINGOLARMENTE, che non parla di album e live (e della seconda sappiamo perchè), ma delle piccole gocce che i vari artisti stanno rilasciando nel mare magnum della musica: i singoli.

 

Poesia Potente & Chitarra Tonante (Davide Passoni e Ivano Cattaneo)
Uno spettacolo di Poesia e Musica ad alto contenuto di Fulminato di Mercurio, che suona come un concerto, parla come un reading e agisce come l’asse terrestre. In costante rivoluzione.

Dopo aver vinto il premio della residenza artistica SoundBocs 2020 – Musica contro le mafie 2020 il duo si è consolidato ed è al lavoro per la stesura di nuove poesie e brani originali da portare sul palco.

Poesia Potente:
Davide Passoni – Classe 1985. Grafico e poeta. Laureato in Fashion Design e animatore sociale esperto in musicoterapia. Ex bagnino. Frequenta i palchi del Poetry Slam dal 2005. Vince il Premio Dubito nel 2014 e il campionato di Poetry Slam a Squadre nel 2018. Nel 2019 diventa autore e co-conduttore del programma “Poetry Slam!” su ZeligTv insieme a Paolo Agrati e Ciccio Rigoli. Maestro di Cerimonia brianzolo e stakanovista, ottime capacità di lavoro in equipe. Automunito e disponibile per trasferte di lavoro fuori sede. Film preferito: Ritorno al futuro, ma anche Star Wars V. Libro preferito: Il Dizionario dei Proverbi. Frutto preferito: limone. Animale preferito: prosciutto.

Chitarra Tonante:
Ivano Cattaneo – Classe 1990. Nel 2016 si diploma a Londra presso il British and Irish Modern Music Institute in Popular Music Performance. Di origini Italo-bergamasche, inizia a insegnare Chitarra in prestigiose scuole di musica per distruggere lo stereotipo del Bergamasco = muratore.

Qui una mini intervista.

Da dove nasce la scelta di pubblicare un singolo in un momento così delicato dove non si può suonare dal vivo?

Il motivo è proprio questo: continuare a essere presenti virtualmente, nonostante sia impossibile esserlo fisicamente. Non amiamo il digitale e l’essenza volatile del web, ma in questo periodo è l’unico modo per mantenere un contatto diretto con chi ci ascolta. L’idea di Mvsm di pubblicare singolarmente i brani realizzati alla residenza artistica SoundBocs la vediamo come un modo allegorico di raccontare un io che diventa un noi. Dai singoli a un unico album. Lo stiamo facendo anche con il nostro progetto: da dicembre pubblichiamo un singolo al mese per poi raggruppare tutte le canzoni in un solo album. È come se accompagnassimo i nostri ascoltatori, mese dopo mese, mano nella mano, orecchio dopo orecchio, verso la libertà di un futuro senza Covid-19. Non vediamo l’ora che questo periodo storico giunga a una soluzione per tornare sul palco, per saltare addosso al pubblico, sudare con le persone e abbracciare tutti indiscriminatamente.

Raccontateci un po’ di questo brano, quali sono le tematiche che lo hanno ispirato? 

Il brano vibrava nelle nostre teste ancora prima di arrivare a SoundBocs: la residenza artistica è stata l’occasione per distillarlo definitivamente. Con “La civile ballata dei numeri zero” vogliamo mettere a confronto i numeri della vita reale con quelli della vita virtuale. Ci siamo posti alcune domande: l’impegno civile trova una risposta concreta sul web? Condividere notizie, dare opinioni, commentare in maniera critica, sono azioni utili? Oppure sono e rimangono tutte parole mute? Le parole possono diventare azioni vive e concrete? Ci siamo ispirati all’attualità del Covid-19, ai fatti di cronaca americana e del movimento Black Lives Matter, ai numeri delle vittime della mafia: è stato utile poterci confrontare con gli altri artisti, con gli ospiti e con i coach. Il brano è stato anche un’occasione per portare sul palco un’idea di performance che avevamo da tempo nel cassetto: trasformare l’asta e il microfono in un fucile potentissimo, caricato non con proiettili, ma con parole dirette, da qui l’inciso finale “Sono colpi, colpi, colpi di parola contro colpi, colpi, colpi di pistola”. L’idea musicale di Davide (il pelato poeta) era quella di ispirarsi ai Rage Against The Machine, nonostante la chitarra di Ivano (il chitarrista di Bergamo) fosse, sia, è, sarà (e tutti i tempi verbali possibili del verbo essere) una chitarra acustica: è stato davvero molto divertente poterci sperimentare senza sosta per un’intera settimana intera.

Come è stato il lavoro di produzione in questo periodo? Avete dovuto lavorare da remoto? 

Il brano lo abbiamo registrato a settembre in presenza, durante SoundBocs. Il mese successivo abbiamo fatto in tempo a registrare il nostro album, prima della seconda ondata pandemica e delle nuove restrizioni. Da fine ottobre, a parte organizzare le release digitali e la promozione, non abbiamo fatto nulla di nuovo a livello artistico/creativo: ci ricopriamo di post-it, messaggi vocali e note in attesa di poterci vedere e lavorare in presenza. Non siamo amanti del lavoro a distanza. Amiamo la fisicità, l’immediatezza dell’improvvisazione, degli sguardi di intesa e niente di questo è replicabile attraverso dei monitor.

Questo brano anticipa qualcosa? Uscirà anche un album nel prossimo futuro?

Il nostro brano è un tassello di una compilation che raccoglie i brani di tutti i residenti di SoundBocs: a marzo uscirà il libro SoundBocs Diary. Voci di corridoio, ma di una certa autorevolezza, dicono che sia un libro di lettura aumentata, corredato da QRcode che rimandano a video, foto, brani musicali e altro materiale multimediale.

Cosa possono fare i tuoi ascoltatori per supportarti in questo periodo complicato?

Per cominciare, i nostri ascoltatori dovrebbero esistere. Una volta fatto questo, dopo aver constatato di esistere come “nostri ascoltatori”, contagiare (non a caso usiamo un termine altamente pericoloso) altri individui e farli esistere nella dimensione di “nostri ascoltatori”. Raggiunto un nutrito numero di esistenze in ascolto, ma ci accontentiamo anche di pochi, possono benissimo contattarci sui nostri social, dove saremo lieti di fornire con puntuale precisione le coordinate bancarie, così, per aiutare il loro duo preferito a sopravvivere. In alternativa ci accontentiamo di ascolti, condivisione e preparazione fisica per i concerti: non appena sarà possibile, vogliamo vedere tutti sotto, sopra e lato palco. Anche sulle casse spia va bene. Sui tavoli. Attenzione: l’ultima volta che una persona si è seduta al tavolino durante un nostro live non è riuscita a finire il gelato che aveva con sé. Davide ne ha mangiato metà interrompendo l’esibizione. Era il 2018, niente virus nelle vicinanze.

 

 

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