[SINGOLARMENTE] “Ma che succede fuori” dei Fiori di Cadillac

Piuomenopop per scelta editoriale non ha mai pubblicato contenuti su singoli. Ci siamo resi conto negli ultimi tempi che il momento particolare porta il mondo della musica a reinventarsi e a proporre diversamente i suoi contenuti…così abbiamo fatto anche noi 🙂
È per questo che nasce la rubrica SINGOLARMENTE, che non parla di album e live (e della seconda sappiamo perchè), ma delle piccole gocce che i vari artisti stanno rilasciando nel mare magnum della musica: i singoli.

 

Uscito il 21 ottobre 2020, è disponibile su tutte le piattaforme digitali il singolo dal titolo “Ma che succede fuori” firmato dalla band salernitana Fiori di Cadillac.
Il brano inedito segue l’uscita del disco d’esordio del gruppo “Fuori dalla storia” pubblicato dall’etichetta INRI lo scorso marzo.
“Ma che succede fuori” è nato ad aprile 2020, in pieno lockdown, quando guardandosi intorno, affacciandosi dalla finestra e seguendo i telegiornali, è venuto spontaneo domandarsi cosa stesse succedendo fuori: “Eravamo fuori dalla storia, alla periferia del mondo, ma non ci stavamo accorgendo che la storia stessa ci stava passando sopra, ci stava travolgendo. Guardando lì fuori, abbiamo sentito che qualcosa stava cambiando, la nascita di una rivoluzione, la nostra rivoluzione“.
Ne è nata una canzone fatta di elettronica, synth, drum machine e tutto ciò che la band aveva a disposizione in casa per raggiungere un sound che esprimesse ansia e inquietudine contrapposte ad una enorme voglia di vivere.
“Ma che succede fuori” ha visto la partecipazione di Rachid Bouchabla degli Ex Otago che ne ha curato mix e master.

 

Qui una mini intervista.

 

Da dove nasce la scelta di pubblicare un singolo in un momento così delicato dove non si può suonare dal vivo?

Ciao ragazzi, grazie per questa intervista. Il 20 Marzo era prevista già da tempo l’uscita del nostro secondo album “Fuori dalla Storia”. Insieme con la discografica abbiamo deciso di uscire con il disco nonostante il periodo non fosse proprio favorevole. Pensiamo che proprio la musica in quanto arte non dovesse fermarsi. Oggi pubblichiamo “Ma che succede fuori” perché rappresenta il nostro modo di vedere le cose e di reagire. Lo abbiamo fatto attraverso musica ed immagini rinchiuse in un video. Un bel po’ di amici hanno lavorato con noi, e dobbiamo dire che è stato davvero bello. La musica dal vivo continua ad essere per noi insostituibile, non potendo suonare continuiamo ad andare avanti sulle nostre produzioni.

Raccontateci un po’ di questo brano, quali sono le tematiche che lo hanno ispirato? 

Non avevamo mai vissuto momenti simili. Ci siamo ritrovati soli, senza musica senza amici. Abbiamo vissuto nuove emozioni ed abbiamo sentito il bisogno di rappresentarle. Il caos sociale ed economico di questa pandemia, l’odio razziale e la disuguaglianza che tristemente vediamo, ormai ovunque, ci ha spinto a chiederci: ma che succede lì fuori? Abbiamo capito di essere parte di una storia e che bisognava “lottare” e fare la nostra piccola rivoluzione. Abbiamo lanciato il nostro messaggio nell’unico modo in cui sappiamo farlo: la musica.

Come è stato il lavoro di produzione in questo periodo? Avete dovuto lavorare da remoto? 

Nel periodo che precedeva l’uscita del nostro disco, prima del lockdown, eravamo in studio dove ogni giorno ci incontravamo per lavorare insieme su nuove idee. La distanza ci ha proiettato in un nuovo scenario, un nuovo modo di lavorare sui nostri brani. Abbiamo cercato di organizzarci al meglio e di equipaggiare i nostri home studio cosi da non abbandonare le idee che erano in cantiere. Abbiamo utilizzato l’elettronica, i synth, le drum machine e tutto ciò che avevamo in casa per raggiungere il sound che volevamo.

Questo brano anticipa qualcosa? Uscirà anche un album nel prossimo futuro?

Siamo costantemente a lavoro su nuove idee, in futuro ci saranno nuove canzoni, magari un nuovo album.

Cosa possono fare i tuoi ascoltatori per supportarti in questo periodo complicato?

Vogliamo ringraziare chi ci ascolta e chi, da sempre, ci ha supportato. Il modo più bello e sincero crediamo sia quello di continuare a seguirci e di ascoltare ciò che produciamo. Restare vicini seppure in maniera virtuale per poi, quanto prima, rincontrarci ad un concerto.

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