SUBSONICA: IL NUOVO ALBUM “TERRE RARE” / “CIELI SU TORINO 96-26” QUATTRO CONCERTI SPECIALI SOLD OUT PER CELEBRARE IL TRENTENNALE DELLA BAND IL 31 MARZO, 1, 3 E 4 APRILE 2026 @ OGR TORINO

SUBSONICA

IL NUOVO ALBUM
TERRE RARE
FUORI ORA

CIELI SU TORINO 96-26
PER CELEBRARE IL TRENTENNALE DELLA BAND
QUATTRO CONCERTI SPECIALI SOLD OUT
IL 31 MARZO, L’1, 3 E 4 APRILE 2026 @ OGR TORINO

DAL 31 MARZO AL 12 APRILE
IN PROGRAMMA A TORINO EVENTI DEDICATI:
MOSTRE, SPETTACOLI, DJ SET, PERCORSI SONORI

TUTTE LE INFO

TERRE RARE 96-26
IL TOUR NEI PRINCIPALI FESTIVAL ESTIVI ITALIANI
IN PARTENZA DAL 26 GIUGNO

INFO E BIGLIETTI
 

 

È  disponibile su tutte le piattaforme digitali “TERRE RARE”, il nuovo album di inediti dei Subsonica, fuori per Epic Records/Sony Music Italy. “Straniero” è il terzo singolo estratto che vede la partecipazione della giovane cantante di origine palestinese TÄRA e accompagnato dal videoclip visibile a questo link.

 

Per celebrare il trentennale di carriera della band CIELI SU TORINO 96-26 vede in programma quattro concerti speciali il 31 marzo, l’1, 3 e 4 aprile 2026 alle OGR Torino, official partner dell’evento –  già sold out  – affiancati da un palinsesto di eventi in città dal 31 marzo al 12 aprile: mostre, spettacoli, dj set e percorsi sonori dedicati ai Subsonica.

 

A seguire, la band sarà protagonista nei principali festival estivi con il tour “TERRE RARE 96-26” in partenza il 26 giugno. I biglietti sono già disponibili su www.livenation.it, in tutti i punti vendita autorizzati e su Ticketmaster, TicketOne e Vivaticket.

 

L’ALBUM: “TERRE RARE”

“Terre Rare” è l’undicesimo disco dei Subsonica.

È l’album del viaggio, dell’apertura sonora verso nuove geografie reali e immaginarie. È anche un viaggio nel tempo ma soprattutto nel tempo presente, con le sue ferite e i suoi sogni, tra le sue ombre più profonde e i suoi spiragli di umanità. Le Terre Rare esplorate dai Subsonica sono piene di suoni nuovi, più organici rispetto al passato e di strumenti raccolti durante un viaggio, compiuto dalla band, sull’altra sponda del Mediterraneo.

 

In questo viaggio lungo trent’anni – che in “Terre Rare” trova una nuova tappa – i Subsonica non sono solo musicisti ma esploratori, ricercatori e archivisti del mondo. Hanno attraversato territori esotici e familiari, metropoli e periferie, deserti reali e mentali. Hanno preso appunti, suonato strumenti dimenticati, registrato frammenti sonori e melodie mai ascoltate prima. Tempo, stratificazioni, incontri. Una ricerca udibile nel sound del disco che diventa visibile nell’impianto grafico che lo accompagna.

 

Dopo dieci album e trent’anni di vita, “Terre Rare” rappresenta inevitabilmente anche un passaggio di età, qui simboleggiato dalla Croce Tuareg usata come base grafica per creare una nuova stella, da sempre presente in varie progressive declinazioni del segno grafico dei Subsonica. La Croce Tuareg (o Croce di Agadez) è un antico talismano che rappresenta libertà, protezione e identità tribale, con le quattro punte che simboleggiano i punti cardinali, il deserto e l’orientamento, ed è donato come amuleto nel passaggio all’età adulta.

 

“Terre Rare” è un “long playing”, un disco che si prende i suoi tempi, che non rincorre la hit ma che lascia affiorare e intravedere le canzoni attraverso un tessuto sonoro ricamato con l’intenzione di essere riconoscibile e al tempo stesso imprevedibile, come ogni viaggio avventuroso che si rispetti. Non è solo un album, ma un archivio. Un atlante sonoro e visivo, una collezione di materiali rari, rarissimi, irripetibili.

 

Dodici brani compongono la tracklist di “Terre Rare”. “STRANIERO” è il terzo singolo in uscita con l’album, accompagnato da un videoclip di Ivan Cazzola.

Il più arido tra i deserti contemporanei è quello che assume forme e confini della disumanità. Disumanizzare l’altro, bollarlo come straniero, negargli la legittimità di una terra, classificarlo come minaccia, evocare per lui un castigo divino ed elevarsi a strumenti di una volontà superiore sono precondizioni e convinzioni attualmente in uso per giustificare i quotidiani massacri ai quali incominciamo ad assuefarci. Il brano ribalta le prospettive e ricorda che ognuno di noi è “straniero” a seconda del lato del mondo o della sorte o del mirino nel quale si ritrova. La presenza della voce – araba e italiana – della giovane cantante di origine palestinese TÄRA diventa un simbolo della voglia di ricucire le terribili lacerazioni di questi anni, di riavvicinare le distanze, di riaffermare umanità attraverso la musica.

 

Marino Capitanio, designer e multimedia artist italiano che si muove tra design, animazione e direzione creativa, è il curatore del progetto visivo dell’album, che prende ispirazione da Treasures from the Wreck di Damien Hirst: l’idea di una collezione impossibile, di reperti ritrovati, di oggetti che oscillano tra verità e mito, tra documento e narrazione. Artefatti che non chiedono di essere spiegati, ma interpretati. L’universo visivo dell’album si presenta come una raccolta di artefatti: pagine fitte di appunti, mappe, schemi, fotografie, segni, annotazioni. Un linguaggio che richiama taccuini di esploratori e archivi scientifici.

CREDITS ALBUM

 

Dedicato a Talu, un fratello che ha costruito insieme a noi tanto di questa lunga strada,

con capacità, generosità e uno smisurato senso dell’amicizia.

Dedicato a Sergio Ricciardone, che è stato vicino a noi fin dall’inizio e che ha regalato

alla nostra Torino il suono e la luce di stelle lontane.

 

Produzione Artistica: Max Casacci e Subsonica

Assistente di Produzione: Ale Bavo

Registrato da Max Casacci e Ari Stead all’Andromeda Studio Torino (Vanchiglia)

Mixato e masterizzato da Andrea Suriani

 

Subsonica:

Samuel / voce, cori

Boosta / tastiere, programmazione, cori

Max / chitarre, guembri, programmazione, cori

Ninja / batteria, programmazione, krakeb, percussioni

Vicio / basso, basso fretless, guembri

 

Testi e musica:
Subsonica, tranne “Straniero” Subsonica e TÄRA e “Il Tempo in Me” Subsonica e Ale Bavo

 

“Rifugio”, “Grida” e “Il Tempo in Me” orchestrati da Fabio Gurian, per la Budapest Scoring

Orchestra diretta da Zoltan Pad, registrati da Dénes Rédly al Rottenbille Studio (Budapest)

 

Hanno partecipato:

TÄRA / voce – “Straniero”

Ale Bavo / Prophet 5 morphing – “Il Tempo in Me”

Ivan Liuzzo / uh – “Teorie”

 

Complice di parole: Luca Ragagnin

Audio consultant: Luca Cordero, CoffeeMusic

Luoghi di musica e parole: Essaouira (Marocco), Golfo Mistico (Torino), Casa Baladin

(Piozzo), Venezia

Art Director: Marino Capitanio

Foto Subsonica: Ivan Cazzola

 

TRACKLIST “TERRE RARE”

 

01. AL CONFINE

02. STRANIERO feat. TÄRA

03. TEORIE

04. RADIO MOGADISCIO

05. RIFUGIO

06. GHIBLI

07. GRIDA

08. TRANSUMANESIMO

09. JINN

10. ALISEI

11. IL TEMPO IN ME

12. TERRE RARE

 

TRACK BY TRACK

 

1. AL CONFINE

L’inizio di un nuovo percorso è dichiarato fin dal primo titolo: “AL CONFINE”. Il brano descrive un punto limite tra la realtà e qualcos’altro, tra la vita e l’aldilà (“forse”), tra il lato di una frontiera da attraversare durante la notte e le ombre che attendono dall’altra parte. La pelle blu è un richiamo d’immagine alle carovane dei Tuareg: uomini misteriosi abituati ad attraversare il deserto in tutte le sue forme.

 

2. STRANIERO (feat. TÄRA)

Una forma contemporanea di deserto è quello della disumanità, oggi sempre più sdoganata nel quotidiano e nel dibattito pubblico e mediatico. Una disumanità condivisa ed esibita che diventa “politica” e si compiace nel classificare l’empatia, nei confronti di chi è “altro”, come forma di debolezza della nostra civiltà. Il brano ribalta questa prospettiva e ricorda che ognuno di noi è “straniero” a seconda del lato del mondo o della sorte o del mirino nel quale si ritrova. “STRANIERO” è una canzone che prende vita nel clima di impotenza che in molti abbiamo provato per l’umanità seppellita sotto le macerie della Palestina, dell’Ucraina, come del Sudan, repressa nel sangue tra le strade di Teheran e schiacciata ancora oggi sotto bombe che non smettono di cadere. La presenza della voce – araba e italiana – della giovane cantante di origine palestinese TÄRA diventa un simbolo della voglia di ricucire le terribili lacerazioni di questi anni, di riavvicinare le distanze, di riaffermare umanità attraverso la musica.

 

3. TEORIE

Il deserto è anche il luogo dove talvolta miraggi suadenti si sovrappongono all’aspra complessità della realtà. Si tratta di un brano che passa in rassegna alcune delle più gettonate tesi cospirazioniste. Quelle che saldano un legame invisibile tra chi le adotta come pratico strumento di semplificazione del mondo, e chi il mondo sta cercando di controllarlo o ridisegnarlo per davvero: governi autocratici, regimi autoritari militaristi, miliardari delle nuove tecnologie nonché profeti di una nuova era nella quale tutele sociali, diritti, uguaglianze e libertà democratiche appaiono rottami della storia, astrazioni destinate a scomparire. Ormai lo sappiamo, molte di queste “teorie” sono state il virus “trojan” perfetto per nutrire, con il linguaggio dell’odio, un populismo feroce in chiave anti democratica, xenofoba, omofoba e liberticida. “TEORIE” è un brano che sorride e ha una ritmica colorata con tinte africane, ma è un brano politico.

 

4. RADIO MOGADISCIO

L’archivio sonoro di “RADIO MOGADISCIO” è una buona colonna sonora per avventurieri di ieri e di oggi, sotto il sole di scenari che cambiano di latitudine e di epoca. Una volta si chiamavano anticonformisti, oggi chi lo sa. Di certo il mondo sembra ripopolarsi di un po’ di sana, giovane e ingenua follia. Una personalità come il Colonnello Abshir Hashi Ali che, in una Somalia pericolosissima, protegge da anni a suo rischio e pericolo nastri analogici pieni di suoni visionari, oggi potrebbe apparire più carismatica di un’infinita schiera di trend guru digitali.

5. RIFUGIO

La neve che potrebbe arrivare cambia il panorama per “RIFUGIO”: è una storia accennata intorno al fuoco dei ricordi da due vicinanze che si attraggono, si smarriscono e che disegnano in continuazione i confini del proprio destino.

 

6. GHIBLI

Durante il viaggio ad Essaouira, cittadina del Marocco sospesa idealmente tra oceano e deserto, tra Magreb e Africa sub sahariana, i Subsonica hanno scoperto e provato a suonare, in modo empirico, alcuni strumenti della tradizione Gnawa. L’idea era quella di cercare “altro”, di aprire qualche direzione. “GHIBLI” – nome come deriva dal vento sahariano responsabile di tempeste di sabbia – nasce da un’improvvisazione con i “Gimbri” e le “Krakeb”, acquistate tra i vicoli della Medina presso un musicista liutaio prestatosi nel ruolo di insegnante per la band. “GHIBLI” oscilla tra il suono desertico delle corde e dei sonagli, tra un canto corale che sembra ricordare certi anni settanta, e un’elettronica rave che spunta dall’altra parte del mondo a simboleggiare la forza del vento. È un brano ispirato dalle lotte dei ragazzi e ragazze della Gen Z che stanno alzando un irrefrenabile e coraggioso vento di trasformazione in ogni angolo del mondo. In Iran come in Turchia, in Georgia, Marocco, Kenya, Nepal, Sri Lanka, Thailandia, Hong Kong, Bangladesh e tanti altri Paesi.

 

7. GRIDA

Un traguardo come quello dei 30 anni finisce per suggerire il confronto con le proprie origini. “GRIDA”, infatti, riprende un pattern ritmico, identitario, senza tempo e inconfondibilmente subsonico che qui viene accostato a immagini del presente. Ci sono le ombre del genocidio palestinese troppo a lungo negate, i supereroi dell’opulenza che salutano il mondo con il braccio teso e troppe cose, pubbliche o intime, che restano strozzate sotto un silenzio di accondiscendenza.

 

8. TRANSUMANESIMO

Il titolo richiama alcune teorie post umane, attualmente molto in voga tra le élite della Silicon Valley, secondo le quali attraverso le biotecnologie l’essere umano dovrebbe spingersi a conquistare un’immortalità. Ovviamente non alla portata di tutti. Il brano, in realtà, parla di piccole, banali e quotidiane rinunce di umanità dettate da opportunismo, convenienza e  trasformismo.

 

9. JINN

Creati da una fiamma di fuoco senza fumo, i JINN sono entità spirituali e invisibili che popolano un regno nascosto. I Jinn abitano le notti del deserto. Il Guembri, qui suonato da Vicio, è lo strumento che secondo la tradizione Gnawa agisce da ponte tra il mondo visibile e quello invisibile.

 

10. ALISEI

Gli Alisei sono venti che favoriscono la navigazione, il viaggio, la partenza. Che sia quella del distacco da un’adolescenza o della separazione da una persona destinata a prendere la propria strada, in questa canzone arieggiata da una dolce malinconia si canta di cose o di trasformazioni che non si possono fermare. Le acque territoriali sono quelle della musica da club, con richiami a echi di una certa Manchester anni ‘90, coniugati al tempo presente.

 

11. IL TEMPO IN ME

E dopo il distacco prendono vita i ricordi. Nel caso di “IL TEMPO IN ME” sono ricordi che navigano nel tempo ma con una forza sentimentale capace di fermarne il flusso. È una canzone che prova a unire mondi sonori differenti, con una melodia tesa tra respiri – talvolta dissonanti e orchestrali di una canzone italiana degli anni ‘60 – e le pulsazioni analogiche di synth e batterie del dance-floor più contemporaneo. È stata una scrittura musicale molto collettiva e molto elaborata, fin dalla gestazione, cesellata nota per nota al fine di tracciare una linea capace di fare smarrire e ritrovare chi ascolta, in costante alternanza tra momenti di tensione e aperture rassicuranti.

Per i Subsonica, si tratta della canzone più lavorata e minuziosamente cesellata, nota per nota, che abbiano mai scritto. Così spiegano il processo creativo: «Il brano cerca di unire mondi molto distanti e di integrarli in un unico flusso. Gli accenti analogici di un synth Prophet 5 che incalzano tutto il brano, incastrati scrupolosamente sul sincopato della linea di basso provengono dal pianeta “dancefloor”. Mentre la linea vocale appartiene a un universo parallelo di canzoni italiane lontane, malinconiche, fluttuanti e un po’ esistenzialiste. La melodia, inoltre è stata disegnata apposta per alternare momenti di tensione tra piccole dissonanze e raccordi più rassicuranti. Per fare smarrire l’ascoltatore e per riaccoglierlo un istante dopo, fino all’esplosione finale. Un esperimento, un equilibrio senza strappi che abbiamo raggiunto solo dopo molti tentativi. È un tipo di scrittura che avevamo già iniziato a sperimentare con “Universo”.»

 

12. TERRE RARE

Quella che in “Alisei” è una figura da proteggere e accompagnare nella partenza, in “Il Tempo in me” una forza sentimentale capace di vincere la fugacità delle cose, in “TERRE RARE” diventa un punto di riferimento, una presenza paterna, rassicurante, capace di indicare la via come la luce immutabile di una stella, la serenità di un luogo sicuro. La forza costante delle onde che si infrangono, l’incorruttibilità dell’autunno.

 

LIVE: “CIELI SU TORINO 96-26” E TOUR ESTIVO “TERRE RARE 96-26” 

Insieme all’uscita del disco i Subsonica celebrano il trentennale della loro storia con CIELI SU TORINO 96-26, quattro speciali appuntamenti live alle OGR Torino. Già sold out le date – prodotte da Live Nation – previste per il 31 marzo, l’1, 3 e 4 aprile 2026.

Ogni show presenterà una scaletta diversa, con una parentesi di brani storici che varieranno di sera in sera. Un’occasione unica e irripetibile per ripercorrere a 360°, tutti insieme, 30 anni di musica, oltre a un dj set in cui, al termine di ogni concerto, i Subsonica si alterneranno in consolle.

Radio Deejay, Radio Capital e Radio m2o sono le radio partner di CIELI SU TORINO 96-26.

A seguire, i Subsonica suoneranno nei principali festival estivi con il tour “TERRE RARE 96-26” in partenza il 26 giugno. Info e biglietti su www.livenation.it e www.subsonica.it.

CIELI SU TORINO 96-26

31 marzo 2026 – OGR, Torino // SOLD OUT

1 aprile 2026 – OGR, Torino // SOLD OUT

3 aprile 2026 – OGR, Torino // SOLD OUT

4 aprile 2026 – OGR, Torino // SOLD OUT

Le OGR Torino, l’hub della Fondazione CRT, sono un centro di cultura e innovazione unico in Europa, dedicato alla sperimentazione: culturale, artistica e musicale nelle OGR Cult, scientifica, tecnologica e imprenditoriale nelle OGR Tech. Ex officine per la riparazione dei treni nate a fine Ottocento, oggi patrimonio archeologico industriale, sorgono nel cuore di Torino su un’area di 35.000 mq per attivare nuovi orizzonti di collaborazione, creazione e convivialità.

 

TERRE RARE 96-26

26/06 PADOVA, Sherwood Festival

29/06 BOLOGNA, Sequoie Music Park

10/07 LEGNANO (MI), Rugby Sound Festival

11/07 AREZZO, Men/go Music Fest

12/07 ROMA, Auditorium Parco della Musica (Cavea) – Roma Summer Fest

15/07 COLLEGNO (TO), Flowers Festival

17/07 PORDENONE, Pordenone Blues & Co

24/07 NAPOLI, Noisy Naples Fest

25/07 ANCONA, Flame Festival

27/07 GENOVA, Live in Genova – Porto Antico (Arena del Mare)

01/08 CAMIGLIATELLO SILANO (CS), Be Alternative Festival

02/08 CATANIA, Villa Bellini – Sotto il Vulcano Fest

13/08 MELPIGNANO (LE), Tagghiate Urban Fest

14/08 LOCOROTONDO (BA), Locus Festival

16/08 CABRAS (OR), Dromos Festival

20/08 BRESCIA, Festa di Radio Onda D’Urto

22/08 S. MAURO PASCOLI (FC), Acieloaperto Festival

 

CELEBRAZIONE TRENTENNALE

CIELI SU TORINO 96-26

MOSTRE, SPETTACOLI, DJ SET, PERCORSI SONORI

 

CIELI SU TORINO 96-26 non rappresenta solo l’atteso ritorno della band alla dimensione live. Ogni biglietto comprato per i live delle OGR infatti darà la possibilità di accedere anche alla coinvolgente mostra antologica Rientro in Atmosfera allestita nel Duomo delle OGR Torino e curata dall’agenzia torinese Consiste Entertainment e interamente dedicata alla storia e al percorso artistico e umano del gruppo con foto, memorabilia, costumi di scena, strumenti e apparecchiature dei primi album, manifesti e tanto altro. La mostra sarà visitabile dal 31 marzo al 12 aprile; al fine di gestire l’importante affluenza di spettatori, durante i giorni di live solo i possessori di biglietto dei concerti potranno visitare la mostra gratuitamente previa prenotazione. Dal 5 aprile sarà aperta anche a chi non è in possesso dei biglietti per il live con la possibilità di acquistare l’ingresso a questo link dal 31 marzo.

Parlare della storia dei Subsonica significa raccontare un ecosistema culturale più ampio della sola musica, tra le trasformazioni urbane della Torino dei primi anni ‘90 e quelle che stavano attraversando la cultura pop internazionale. È in questo contesto di sperimentazioni e fermento che si sviluppa il percorso della band.

Così Max Casacci – cofondatore dei Subsonica – racconta i primi passi della band e la loro evoluzione, che verrà esposta in una mostra antologica: «Parlare della storia dei Subsonica comporta un “rientro in atmosfera” che ci riconnette con un ecosistema temporale di sub-movimenti culturali di cui la musica era vettore primario, ma all’interno del quale raramente era finalizzata a se stessa. Erano gli anni nei quali la “musica elettronica”, coltivata durante le stagioni rivoluzionarie dei primi rave, usciva allo scoperto. Gli stessi anni nei quali una nuova ondata di videoartisti elevava il videoclip da pura funzione commerciale auto celebrativa a più complesso e potente strumento di comunicazione. Gli anni delle sperimentazioni attraverso nuove tecnologie, degli spazi autogestiti che diventavano acceleratori di creatività diffusa e incubatori di nuovi linguaggi espressivi.

Il primo live non ufficiale, quando ancora la formazione non aveva nome, avvenne nell’ambito di una mostra del pittore Daniele Galliano, con musiche strumentali e sample vocali. Nello stesso 1997 con “Città Svelata” la band sonorizzava, nascosta dietro un telo liquido, un’azione di sensibilizzazione urbanistica.

I Subsonica hanno preso parte a numerose iniziative sociali, hanno avuto una voce in molte fasi delicate della vita della propria città, continuando a coltivare un’identità sonora anche al di fuori della forma canzone. Attraverso l’interazione con artisti e agitatori culturali, hanno preso vita innumerevoli attività di comunicazione extra-musicale: tra le più note il video “Discolabirinto”, accessibile alle persone sorde. Alcuni videoclip dei Subsonica sono stati considerati ed esposti, come opere d’arte, in spazi dedicati alla cultura contemporanea a dimostrazione di quanto la band sia sempre stata sintonizzata sui canali di ricezione e trasmissione del proprio tempo.

Questo è il senso di una mostra che prova a esporre tutto quello che sta dietro, intorno e talvolta al di sopra delle canzoni. Le tracce dei Subsonica sono sovente elaborazioni e restituzioni dirette di urgenze provenienti da ambiti sotterranei della realtà.»

La festa non si ferma alle OGR Torino, anche la stessa città di Torino sarà infatti – grazie alla collaborazione con Consiste Entertainment – protagonista delle celebrazioni del trentennale, con iniziative che la coinvolgeranno, intrecciandosi con i luoghi che più hanno segnato la storia dei Subsonica: mostre, eventi, percorsi sonori che trasformeranno il capoluogo in un grande museo a cielo aperto, per un abbraccio e omaggio reciproco fra band e città.

Racconta la band: «La nostra storia, a partire dalle sue origini, è inseparabile dalla nostra Città. Senza la Torino di quegli anni non saremmo mai esistiti, o sarebbe comunque stata tutta un’altra vicenda. Per questo motivo, per festeggiare un traguardo trentennale, che mai avremmo creduto possibile, vogliamo che la Città sia al centro. Con i suoi luoghi per noi più importanti e rappresentativi, i “nostri luoghi” a segnare un percorso che incornicerà i quattro concerti. In pratica, oltre ai live, vorremmo anche fare vivere a chi deciderà di raggiungerci, una Torino diversa, raccontata attraverso le nostre canzoni, immagini, storie.»

Tra le altre iniziative principali che animeranno Torino per il trentennale della band:
Istantanee – Ritratti A Cielo Aperto: sotto i portici di via Po, di Piazza San Carlo e in Piazza Vittorio Veneto saranno esposte fotografie inedite di grande formato che raccontano i palchi, i backstage, i dischi e i momenti più significativi della band.
Nei Nostri Luoghi – Percorsi Sonori: un percorso nei dieci luoghi di Torino che hanno ispirato la musica dei Subsonica: ogni luogo nasconde un QR code e, accompagnati dalla voce dei cinque musicisti, si entra in un racconto, un pezzo di memoria, una canzone, un aneddoto.

Il Mio Dj by PNA, una tram experience che dal 31 marzo al 4 aprile diventa un club itinerante: la città scorre fuori dai finestrini mentre a bordo suonano i dischi scelti da Samuel e da alcuni dj amici del gruppo. L’experience è realizzata grazie al sostegno di Peroni Nastro Azzurro.

“Rimango Subsonico – Istantanee di un attimo che passerà”: l’omaggio ai trent’anni di carriera dei Subsonica con un’esperienza d’ascolto a cura del musicteller Federico Sacchi che si muove tra storytelling, musica, teatro e video. Gli spettacoli si terranno al Cinema Classico in Piazza Vittorio Veneto 5 a Torino dal 31 marzo al 6 aprile e sono il frutto del grande lavoro di ricerca compiuto da Sacchi insieme a tutti i componenti della band.

«La disponibilità da parte dei Subsonica è andata ben oltre alle mie aspettative» racconta Sacchi. «Ho avuto accesso completo all’archivio e ho potuto intervistare non solo i membri della band, ma anche molti collaboratori e collaboratrici. Interviste sincere e profonde, in cui non si sono sottratti alle domande scomode, e proprio per questo sono emersi degli aspetti inediti.»

Infine, per prolungare lo spirito di condivisione e apertura che caratterizza le celebrazioni del trentennale dei Subsonica, fra aprile e maggio Le Gru ospiterà una serie di workshop guidati da tutti e cinque i componenti della band. Gli incontri saranno gratuiti e accessibili su prenotazione e rappresentano un’occasione unica per avvicinarsi al mondo creativo dei Subsonica. I laboratori sono realizzati grazie al sostegno di Le Gru.

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