NEL SOGNO

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L’ambiguità dei sogni: le associazioni tra persone e cose, cose e cose, persone e persone.
Stanotte eri in mezzo a tanta gente sconosciuta e mi prendevi per mano, ma non eri lo stesso di sempre. Sembrava quasi una forzatura, una reviviscenza di un pensiero ormai sepolto, di una storia finita, sotto decine di fotografie tagliate a metà e qualche pagina strappata da un diario.
“Ti devo curare io, solo così guarirai” mi dicevi, portandomi lontano dal posto in cui stavo; percorrevamo una lunga strada isolata e mentre stringevo la mia mano nella tua, improvvisamente non ti ho sentito più.
Eri sparito, come a suo tempo avevo desiderato io e mi avevi lasciato all’angolo di quel supermercato dove ti lasciai io per la prima volta da solo.
Freddezza, gelo, buio omega, il nulla.
All’improvviso il letto di un fiume, scuro, che terminava in una ripida cascata.
Adrenalina. Curiosità. Paura. Non è un caso che tu sia stato associato ad essa, involontariamente, irrazionalmente.
Come al solito si è riaperta la ferita, basta poco e ogni volta è sempre più profonda, sempre più spaventosa, come la bocca di un drago.
È incredibile, ti conosco a memoria, ti conosco nell’anima, ti conosco nei gesti, ti conosco da dentro ed ogni angolo di me è legato a te, a noi, alla nostra crescita insieme, ai nostri sbagli, al nostro passato che si manifesta puntualmente come una condanna.
Non lo so se ce la faccio, te lo dico onestamente. Ci provo, ma tu sei sempre qui e niente mi renderebbe più felice al mondo di un caffè dei nostri a casa tua, con cinque o sei Marlboro spiaccicate in quella ceneriera di vetro e la tua mano su una mia guancia, a protezione di tutto… di tutti.
Non so se ne uscirò mai, non so se riuscirò mai a dimenticarti, ma sento che ti amo, tanto, come non ho amato mai nessuno è come probabilmente non amerò mai più.
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About Fiorella Todisco 55 Articles
Classe '92, laureata in giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Ama il diritto, la letteratura, la scrittura, la musica e prova a fare di tutto un po'.