The Bone Machine è il lato oscuro, disperato e grottesco del rock’n’roll italiano

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In questo nuovo disco The Bone Machine scavano sempre più a fondo nello sporco fango della palude e rivela nuove storie – come sogni impregnati di sangue – che potresti ascoltare dagli innamorati e dagli ubriachi avventori del bar del camposanto.

13 brani, di cui 3 tratti dall’ultimo 7” “Noi siamo zombies”, in cui la banda mascherata riversa 17 anni di libertà selvaggia e di follia.

Ancora una volta il Rockabilly psychotico, il Garage Punk e il Blues si fondono con i testi incisi con le unghie sui muri del cesso del bar del camposanto che si affaccia sull’inferno.

Il suono si arricchisce di nuovi infuocati elementi e collaborazioni a testimonianza che non si viaggia attraverso un’unica dimensione musicale: Violino, Organo, Armonica, Sax e Pianoforte accompagnano chitarra, contrabbasso e batteria nei bui viali di un labirinto nel quale perdersi per incontrare i nostri amati / odiati demoni.

L’album si apre con “Rock’n’Roll o Morte” il cui inizio è un breve omaggio al Desperate Rock’n’roll di fine anni ’50, “Rock’n’Roll Guitar” di Johnny Knight (1958).
Il resto è da esplorare come gli abissi di un oceano che nasconde relitti e racconta la storia di un passato mai dimenticato.

La copertina è disegnata da Gerlanda di Francia.

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