Quello che non ti aspetti dalla reginetta dell’anti-folk: intervista a Erin K

Intervista a cura di Chiara Orsetti

Erin K, definita la reginetta dell’anti-folk, ha da poco pubblicato il suo primo album, intitolato “Little Torch”, per La Tempesta Dischi. Anticipato da tre singoli, Pay to Play,  AssholioNo Control, e da altrettanti video, ha iniziato a farsi conoscere anche nel nostro paese grazie alla collaborazione con Andrea Appino degli Zen Circus, che l’ha voluta con sé come artista di apertura nei numerosi concerti che si sono svolti in tutta Italia questo inverno. Le doti della cantautrice americana sono state subito apprezzate dal pubblico, e non è un caso che Erin K sia stata protagonista di diversi appuntamenti live in primavera, sola con la sua band tutta al femminile, formata da Jeanne Hadley (basso, cori e ukulele) e Alessandra Di Toma (chitarra elettrica e cori), che insieme compongono il duo delle Ginger Bender, e Giulia Formica (batteria e cori) degli Julie Ant.
Little Torch è un album intenso e leggero allo stesso tempo, sentito e creato sulla base del cuore, e reso fruibile da arrangiamenti precisi ed eleganti.
Abbiamo rivolto qualche domanda all’artista perché ci incuriosiva conoscere meglio la sua vita artistica e il suo mondo al di fuori della musica. Questo è quello che ne è venuto fuori, molta tenerezza e un amore infinito per l’Italia…

Dopo qualche mese di ritardo, è finalmente uscito il tuo primo album, Little Torch, realizzato con la collaborazione artistica di Andrea Appino. Come vi siete conosciuti? Quando avete deciso di lavorare insieme alla registrazione del tuo disco?

“Andrea e io ci siamo conosciuti per caso alcuni anni fa, dopo un mio spettacolo a Livorno. Incredibilmente, abbiamo davvero finito col registrare l’album nello stesso luogo in cui ci siamo incontrati. Ricordo che mi è stato mostrato lo studio di registrazione al piano di sopra dopo lo show e di aver incontrato Andrea al bar. Siamo diventati cari amici in breve tempo e sono davvero felice di avere finalmente l’opportunità di presentare il nostro lavoro insieme in quest’album!”

“Andrea and I met by chance, after my show in Livorno a few years ago. Amazingly, we actually ended up recording the album in the same spot that we met. I remember being shown the Studio upstairs after the show and meeting Andrea at the bar. We quickly became close friends and I am so happy to finally have the opportunity to show our work on this album together!”

L’Italia è il paese protagonista della produzione del tuo album: italiana è “La Tempesta”, l’etichetta che ha pubblicato “Little Torch”, italiana è l’agenzia di booking che ti segue per l’Europa, “Rocketta”, italiane sono alcune delle musiciste che suonano insieme a te. L’amore per il nostro paese è nato insieme alla tua musica, o c’è qualche altra ragione che vi lega? Come si amalgama il Belpaese alle tue origini texane?

“È davvero quasi incredibile il modo in cui l’Italia ha avuto un ruolo centrale nella mia vita. Sono cresciuta con parenti di origini italiane dalla famiglia di mia madre, quando vivevo negli Stati Uniti.   Ricordo che mia nonna preparava con grande cura il risotto allo zafferano quando andavamo a trovarla, insieme a tanti altri piatti tipici che ci siamo tramandati in famiglia.
Detto questo, il nostro legame diretto con l’Italia si limitava a storie raccontate e ad alcune ricette. Quando poi ci siamo trasferiti a Londra nel 1994 ho iniziato a visitare l’Italia di persona e più in là, nel 2013, ho iniziato a collaborare con Rocketta, un’agenzia di booking italiana. Da allora, ho davvero formato una band con delle ragazze italiane che vivono a Milano, firmato un contratto con un’etichetta italiana e lavorato con un discreto numero di musicisti italiani nel corso degli anni. È diventata una seconda casa per me. Inoltre faccio volontariato per una onlus che in agosto organizza un campeggio in Trentino per bambini rumeni affetti da emofilia e cancro. In più, da pochi giorni, ho anche il passaporto italiano, dopo che io e mia madre abbiamo fatto richiesta lo scorso anno. Tutto molto emozionante!”

“It’s really quite incredible, the way in which Italy has come to feature in my life. I grew up with relatives of Italian origin on my Mother’s side, while living in the States. I can remember my grandmother painstakingly creating saffron risotto when we came to visit, amongst a variety of other dishes that had been passed down in my family. That said, our direct attachment to Italy never extended beyond stories and a few dinner recipes. It wasn’t until we moved to London in 1994 that I started visiting Italy in person, and then later, in 2013, when I started working with Rocketta, an Italian booking agency. Since then, I’ve actually formed an Italian band based out of Milan, signed with an Italian label and now work with a number of Italians with my music throughout the year. It’s become a second home for me. I also assist at a camp for Romanian children with haemophilia and cancer called Camp Ray Of Hope and we base the camp in the north of Italy (Trentino) during the month of August. Additionally, I’ll be collecting my Italian passport this weekend, after my mother and I applied last year. All very exciting!”

Ad anticipare l’uscita del disco sono stati tre singoli, e altrettanti video: “Pay to play”, girato a Catania, “Assholio”, un clip animato con animali disegnati direttamente da te, e “No Control”, registrato nel suggestivo paesaggio islandese. Si tratta di tipologie di video molto diversi tra loro: come avviene la decisione di scegliere lo stile più adatto ad ogni pezzo? In quale ti senti maggiormente rappresentata?

“Difficile darti una risposta! Credo che la musica che creo abbia diverse sfaccettature. C’è il lato più giocoso, che si riversa ad esempio nella canzone e nel video di ‘Assholio’, e che avrà sempre un ruolo predominante nelle mie opere. Ci sono particolarmente affezionata, perché mostra i miei disegni e la mia musica insieme. ‘Pay to Play’ rappresenta un lato più intimistico e narrativo del mio lavoro e poi ‘No Control’ rappresenta decisamente una deviazione rispetto a entrambi questi stili, incorporando più sonorità e strumenti rispetto a quelli usati in precedenza. Amo ognuna di queste canzoni in modo diverso, personale”.

“It’s hard to answer this! I feel like there are many sides to the music I create. I have a playful side, which falls into the song and video for “Assholio”, which will always feature in my work. I’m particularly attached to this, as it combines my drawings and music together. “Pay to Play” showcases a more intimate and narrative side to my work and then “No Control” is definitely a departure from both of these styles, incorporating more textures and instruments than previously used. I love all of these songs in my own way!”

Sei stata definita la regina dell’anti-folk, titolo che mantieni a testa alta in tutte le dieci tracce che compongono “Little Torch”. Come prendono forma le tue canzoni? Nascono prima le parole o la musica?

“Ogni volta che finisco di scrivere una canzone mi chiedo come e quando ne comporrò un’altra. La melodia è spesso il primo aspetto ad emergere nella scrittura e spesso mi soffermo su un passaggio melodico o sul testo per mesi prima di andare avanti e terminare il pezzo. Altre volte, mi capita di scrivere l’intera canzone tutta d’un fiato! Non mi pare ci sia un metodo creativo ben preciso per me, vorrei tanto esistesse. Sono ispirata da eventi di tipo emotivo nella mia vita ma anche da momenti di pura leggerezza!”

“Every time I finish a song I wonder how and when I will create another. The melody is often the first aspect to emerge in my writing and I’ll often sit with melodic or lyrical hook for moths at a time before moving onto a finished song. Other times, I’ll write the entire song in one sitting! There doesn’t seem to be a system for how I create, I wish there was! I’m inspired by emotive moments in my life and also moments of pure silliness!”

Per tutto il mese di maggio sei stata protagonista di una serie di live in giro per l’Italia. Quali sono i tuoi progetti futuri?

“Al momento sto ultimando il mio secondo album e spero di pubblicare il primo singolo subito dopo l’estate. Credo che Little Torch mi abbia davvero aiutata a considerare quanto sia importante definirmi pronta ad andare oltre. Sono così contenta di mostrarlo a tutti. Inoltre in agosto sarò impegnata con quel camping di cui parlavo prima. Poi non vedo l’ora di continuare a lavorare in Italia e con gli italiani”.

“At the moment, I’m finishing my 2nd album and hope to release the first single from this just after the summer. I feel like the last album really helped me to consider how I wish to define myself moving forward. I’m so excited to show it to everyone. I’ll also be visiting the camp I mentioned in August and very much look forward to continuing to work in Italy and with the Italian people”.

 

 

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