Cos’hanno in comune Deep purple, Matia Bazar e Orietta Berti? Stefano Bollani live @ Castello Svevo (Cs)

A cura di Renata Rossi

© Anselmo De Filippis

Chi di voi è appassionato di musica classica, ama i concerti in teatro, l’eleganza, lo snobismo, i frac e gli abiti lunghi, il contegno e gli applausi scroscianti solo a fine pezzo?

Beethoven, Chopin, Mozart, sono in alcuni momenti la musica migliore, l’unica capace di metterci in pace con noi stessi e col mondo.

Chi invece preferisce il jazz e l’improvvisazione?

Chi ancora ama il cabaret e gli spettacoli in cui sono uniti insieme varie forme di arte?

Il perché di queste domande lo capirete leggendo il tipo di performance che offre Stefano Bollani, il noto compositore, pianista e cantante italiano durante i suoi concerti.

Venerdì 15 settembre, presso lo splendido Castello Svevo di Cosenza, in una serata incantevole, sotto un cielo stellato ed una piacevole temperatura di fine estate, il musicista ha chiuso in bellezza la rassegna Exit, Deviazioni di arte e musica organizzata da Piano B,  dopo una serie di grandi nomi che hanno accompagnato l’estate cosentina: Rita Marcotulli, Flo Quartet, Paolo Zanarella. Il progetto culturale, che punta sul Castello Normanno Svevo di Cosenza come ambientazione per la kermesse, ha come fine quello di unire luoghi e cultura, in un connubio quanto mai stretto.

L’artista ha presentato in Calabria il suo Concerto in piano Solo, in cui ripercorre una sensazionale carriera, ricca di successo e riconoscimenti, proponendo i suoi stessi pezzi destrutturandoli, facendoli rivivere in una nuova veste sonora.

Ciò che colpisce dall’inizio dell’esibizione è il modo molto fisico che Bollani ha di suonare il piano, quasi come se fosse un amico con cui dialogare e scherzare; lo si vede da subito saltare sullo strumento, per poi accarezzare le note, premere i tasti con forza, e subito dopo allontanarsi un attimo per tenere meglio il tempo con mani e piedi. Tutto quello che fa sul palco risulta così naturale e spontaneo che, suonare in quel modo unico, sembrerebbe quasi un gioco da ragazzi.

E nonostante sia solo, lui e il suo piano, se ci si estranea un po’ e si presta attenzione solo alla musica, sembra che suoni un’intera orchestra. Come può un uomo tirar fuori tanto da uno strumento? La bravura tecnica e la capacità da virtuoso sono davvero uniche in ciascun pezzo proposto, che si tratti di improvvisazioni jazz, divertissement, musica brasiliana o musica classica decontestualizzata e talvolta dissacrante. Il tutto è accompagnato da una simpatia e una verve non comune. Ci si diverte davvero tanto, ai suoi spettacoli, e l’altra sera, ad un certo punto è arrivato addirittura a “prendere in giro” Beethoven.

Nell’epoca del Romanticismo bisognava essere un po’ “ridondanti” per avvicinarsi alle donne, ripetere sempre le stesse note. Ma oggi no, essere veloci aiuta anche ad andarci a cena prima…

E allora inizia a suonare Per Elisa o la Symphony No. 5 di Beethoven alla sua maniera, riuscendo a strappare un sorriso anche ai puristi,  ai tipi ingessati in doppio petto seduti in prima fila.

Il concerto continua tra una sorpresa e un’altra,  sì, perché nel bel mezzo di una sonata di musica classica, Bollani può intervenire con una canzone popolare del dopoguerra o pop, alternare la colonna sonora di un film a qualunque altra cosa gli venga in mente di proporre in quel momento.

La regola per Stefano è solo una, nella musica non esistono regole.

È così, nel bis proposto, spazio ad un medley improvvisato di dieci pezzi, che esce fuori dal dialogo col pubblico e da proposte solo apparentemente impossibili da mescolare assieme. Cos’hanno in comune Deep purple, Matia Bazar e Orietta Berti?

Le loro canzoni sono nate per essere suonate insieme

…Parola di Stefano Bollani!

Cantare in vernacolo toscano My Way di Sinatra o Bad di Michael Jackson, trasformare “Il barbiere di Siviglia” nel “Barbone di Siviglia“, far ridere a crepapelle il pubblico suonando e cantando un improbabile “Cuccurucucu Kundera“, sono stati momenti davvero esilaranti.

Questo è stato lo spettacolo di Bollani a Cosenza, diverso come sempre da tutti gli altri, visto che il musicista offre ogni volta un mix di virtuosismo, improvvisazione, sconvolgimento dei brani, dissacrazione,  con un’unica certezza: nessuna parola può descrivere le emozioni che regala, bisogna  viverle e assaporarle dal vivo.

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