DEUX ALPES: tensione, energia, passione e biciclette

Photo Credits: Giorgetta Pipitone

Intervista a cura di Simona Luchini

I DEUX ALPES sono un duo di musica elettronica di base a Milano. Dopo una serie di esperienze personali Giuseppe e Edoardo decidono di unire le forze e creare un gruppo il cui sound attinge a piene mani dall’elettronica internazionale fatto di suoni eleganti, ritmiche serrate e atmosfere cupe.

 

Il nome DEUX ALPES è un omaggio alla storica tappa di Grenoble del Tour de France 1998 vinta da Marco Pantani ma non solo. Ditemi di più.
Il nome è nato in modo un po’ casuale, come succede spesso. Volevamo un nome che evocasse un immaginario un po’ retrò e che fosse da spunto per qualcos’altro. Detto fatto: quando abbiamo deciso di realizzare Grenoble 1998 lo spunto è venuto proprio dal nostro nome e da quello abbiamo deciso di raccontare in musica alcuni checkpoint della tappa del tour de France del 1998 che partiva da Grenoble e aveva l’arrivo alle Deux Alpes.

 

Musicalmente, da quali artisti vi lasciate ispirare e contaminare?
Partiamo dalla big beat europea anni ’90 ma se ti dovessimo citare un album diremmo “Homework” dei Daft Punk, poi la synthwave anni ’80 che sta sempre bene su tutto. In questo progetto ci lasciamo contaminare anche da artisti contemporanei ma di fatto poi il nostro processo creativo cammina abbastanza indipendentemente da ciò che ascoltiamo.

 

“Grenoble 1998” è il vostro EP d’esordio, uscito venerdì 6 ottobre, un concept-ep che racconta in musica gli event della quindicesima tappa del Tour De France del 1998. Perché questa scelta?
Volevamo rendere omaggio ad uno sportivo italiano che è riuscito a vincere in Francia, perché anche noi vorremmo avere la forza di Pantani, vorremmo che la nostra musica avesse un respiro internazionale e venisse conosciuta quel tanto che basta in italia ed apprezzata fuori.

 

Photo Credits: Giorgetta Pipitone

 

Parliamo delle sonorità musicali di “Grenoble 1998”? Che strumentazione utilizzate? Che suono ricercate?
Edoardo: La parte ritmica, che è quella che gestisco, è totalmente digitale. Uso Ableton per gestire i midi dei miei controller: un launchpad, una tastiera mpk mini che uso anche per gestire i filtri durante il live e un drumpad dell’ Alesis. Tentiamo di far ballare, per quanto possibile, e di trasmettere tutto ciò che proviamo noi quando suoniamo: tensione, energia, passione.
Giuseppe: Io invece sono l’anima analogica del duo. Sia in studio che durante il live ho usato solo tastiere e sintetizzatori analogici. Intendiamoci non sono un retromaniaco anche se amo suoni caldi. Faccio un grande utilizzo di vst, soprattutto in produzione. Mi piace però che in questo progetto possa portare qualcosa di più “vivo” e suonato. In particolare uso quasi solo suoni Korg. Una R3, tastiera che amo alla follia e i due electribe: versione originale e seconda versione, più moderna riproposta dalla Korg un paio di anni fa.

 

 

Parliamo del live. Qual è il set che proponete sul palco?
E’ già un anno che sperimentiamo su una scaletta che dura poco meno di un’ora e che include tutti i brani di Grenoble 1998. In più ci sono dei brani che avrebbero dovuto farne parte ma che abbiamo scelto di mantenere ancora in officina in attesa di pubblicarli, prima o poi. E’ un set che non ha pause, col bpm costante e un buono spazio all’improvvisazione soprattutto per quello che riguarda la modulazione del suono.

 

In un contesto come quello italiano, suonare dal vivo è fondamentale per farsi conoscere, notare e crearsi una fanbase. Siete d’accordo con questa affermazione?
Sottoscriviamo al 100% e aggiungo che in questo periodo il pubblico in italia e in particolare a Milano è molto ricettivo e apprezza le nuove proposte di elettronica ed è quindi il momento buono per uscire allo scoperto e farsi sentire, lasciando perdere Facebook e ritornando a fare quello che un musicista deve saper fare. Poi in particolare per il genere si vive una sorta di paradosso. Storicamente l’elettronica è un genere d’avanguardia mentre oggi sembra essere per attitudine qualcosa di veramente punk. Quello che conta è il live prima ancora del disco. L’esatto opposto per ciò che accade altrove dove ad esempio si fanno fare tour a gente che non suona ma ha un milione di visualizzazioni su Youtube per fare cover di altri.

 

E ora vogliamo sapere i prossimi impegni dei DEUX ALPES
Diciamo che per ora siamo al Gran Premio della montagna con Jalabert alle calcagna. Dobbiamo scalare ancora molto per guadagnarci la maglia gialla. E sì, per “scalare” intendiamo proprio suonare dal vivo 😉

 

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