Caruana Mundi: un viaggio che sa di Sicilia

A cura di: Antonio Bastanza

CARUANA MUNDI 

 

“Biocrazia

Seltz Recordz/Viceversa Records

TRACKLIST

  1. Shavasana
  2. Quando l’estate verrà
  3. L’uomo nuovo
  4. Zuleima
  5. Il tempo che rimane
  6. I soldati dello Shah
  7. Migranti
  8. Partigiani
  9. Canzone di Natale
  10. Al Qamar

Arrivano al terzo lavoro in studio i siciliani Caruana Mundi e, ancora una volta, colpiscono per intensità e impatto emotivo.
La band, formata da Giambattista Maria Rosso (voce),  Massimo Martines (chitarra, mandolino), Stefano Meli  (chitarre elettriche, armonica), Corrado Bellina (basso) e Ugo Rosso (batteria, cajon) ritorna a quattro anni di distanza dal precedente Angeli, dannati e anime sospese, album ispirato alla Divina Commedia, con un lavoro forte, importante, che non lascia indifferenti all’ascolto.

La vita dell’uomo, oggi è un continuo confrontarsi con la drammaticità di eventi, situazioni al limite della disumanità, immagini che, malgrado il tentativo di renderli estranei alla nostra quotidianità, sono, in tutta la loro crudezza, a pochi passi da noi.
Conflitti mondiali latenti, migrazioni, insicurezza sociale, ambientale, il controllo degli individui attraverso internet, la confusione e l’inadeguatezza della politica verso certe tematiche, sono solo alcuni degli aspetti affrontati dai 10 brani che compongono Biocrazia.

Il tutto mantiene però poetica e testi ispirati, un anelito a ricercare ciò che di meraviglioso si nasconde tra le rovine, per dirla come i Caruana Mundi, il tentativo di

“prendere coscienza di essere parte di un sistema perfetto e non dominatori di esso”

Ad aprire il disco è l’ipnotica Shavasana, che prende il nome da una posizione, quella detta del cadavere, che chiude le sessioni di yoga, con lo scopo di rilassare profondamente sia il corpo che la mente. Il brano riesce perfettamente nell’ intento trasportando l’ascoltatore nel mood giusto per affrontare un ascolto che richiede attenzione e partecipazione. Si passa da suoni più rarefatti e sospesi, come nella conclusiva Al Qamar, strumentale dedicato alla luna, a sorprendenti cavalcate rock come ne L’uomo nuovo, in cui Giambattista Maria Rosso canta di una umanità vittima e carnefice di un tempo dominato dall’egoismo.

Ma a colpire è soprattutto la malinconica nostalgia di un amore mai dimenticato di “Quando l’estate verrà“, brano scelto per la realizzazione del videoclip firmato dal bravissimo Giuseppe Firrincieli, che è forse il punto più alto di un album che fa pensare ed emozionare in ogni sua traccia.

Un disco che profuma di Sicilia, di terreni aspri e cieli azzurri, di suoni e colori di quel Sud della vita che ognuno di noi ha nell’anima e che è bello riscoprire e assaporare.

 

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