Arriva da Nashville il nuovo album di Josh Ritter

A cura di Giovanni Graziano Manca

 

 Josh Ritter

“Fever Breaks”
(Pytheas Recordings)

 

Tracklist

  1. “Ground Don’t Want Me” 4:18
  2. “Old Black Magic” 4:46
  3. “On the Water” 3:31
  4. “I Still Love You (Now and Then)” 4:53
  5. “The Torch Committee” 5:43
  6. “Silverblade” 4:04
  7. “All Some Kind of Dream” 4:18
  8. “Losing Battles” 4:22
  9. “A New Man” 4:29
  10. “Blazing Highway Home” 4:58

 

Josh Ritter è, a detta di molti, uno scrittore di canzoni con i controfiocchi.
Joan Baez, tanto per dirne una, ne ha tessuto le lodi in una intervista rilasciata in occasione dell’uscita del suo ultimo album, “Whistle Down the Wind”, uscito nel Marzo del 2018, che contiene ben due songs, “Be of Good Heart” e “Silver Blade”, del cantautore dell’Idhao.
Ritter esce ora con il suo decimo album di studio, “Fever breaks”, out il 26 di Aprile u.s. per Pytheas Recordings.
Dieci nuovi brani per un totale di ascolto musicale pari a circa tre quarti d’ora di buona musica americana.
Diciamo subito che “Fever breaks”, che è stato registrato a Nashville, patria della della trazione musicale USA, ci ha convinto al primo ascolto; è un album di qualità (la supervisione artistica è affidata a Jason Isbell, già chitarrista nei Drive-By Truckers, che ha mantenuto le canzoni di Ritter pienamente all’interno dell’alveo della tradizione country-folk), ben suonato  e composto da ballate corpose che si fanno apprezzare per il loro elevato livello qualitativo da chi, come me, è nato e cresciuto anche ascoltando musica tradizionale di marca statunitense.
Ricco di sonorità rock, coinvolgente ed energico, il novo album di Ritter si muove bene tra rock, appunto, melodia country e più o meno scarne canzoni folk. L’uomo dell’Idaho appare nel disco particolarmente ispirato e questa accentuata commistione tra rock e musica tradizionale USA del tutto indovinata. Un ritorno quasi, per altri versi, all’ “easy listenig” di californiana memoria, “Fever Breaks”, con molta melodia, musica delle praterie e american folk a profusione. Ne siamo certi: brani come “Ground Don’t Want Me” (è quello che introduce l’album), “Old Black Magic”, “On the Water”, “I Still Love You (Now and Then)”, e così anche i restanti del CD, si faranno apprezzare anche nel nostro paese, dove Josh Ritter non è conosciuto come meriterebbe.

 

 

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