[Recensione] Alessandro Fiori e il suo racconto sull’amore

Alessandro Fiori - credit Daniela Baiardi

ALESSANDRO FIORI

Mi sono perso nel bosco

 42 Records

 

A cura di Renata Rossi

 

TRACKLIST

1. Mi sono perso nel bosco
2. Io e te
3. Amami meglio
4. Buonanotte amore
5. Stella cadente
6. Fermo accanto a te
7. Una sera
8. Pigi Pigi
9. Per il tuo compleanno
10. L’appuntamento
11. Estate
12. Troppo silenzio

 

Il 22 aprile per 42 Records è uscito Mi sono perso nel bosco, il nuovo album di Alessandro Fiori. Si tratta del quinto album da solista dell’ex cantante dei Mariposa, a sei anni dall’ultimo lavoro, Plancton, e si avvale della produzione di Giovanni Ferrario e Alessandro “Asso” Stefana.

Il disco vede inoltre la partecipazione di tanti amici del musicista: oltre ad Enrico Gabrielli, membro dei Mariposa, anche Brunori Sas, Levante, Colapesce, Massimo Martellotta, IOSONOUNCANE, e Dente.

Nel disco coesistono anime diverse; quella cantautorale, intima e poetica si sposa bene con quella più folle, fuori dalle righe, alla quale da sempre ci ha abituato Fiori. Anche questa volta non manca l’utilizzo nei suoi brani di arrangiamenti innovativi e strumenti inusuali, wurlitzer, harmonium, omnichord, philicorda, marxophone, flauto shakuhachi. I brani  sono spesso sospesi in atmosfere surreali, luoghi dello spirito e della mente che vivono in ciascuno di noi. Interessante è anche ascoltare le voci dei tanti artisti coinvolti che si mescolano insieme a quella di Fiori.

I testi sono uniti insieme da un filo conduttore comune: l’amore. Il sentimento è visto in tante forme diverse: dolce, passionale, sospeso come in una fiaba, nascosto dietro gli alberi del bosco,  diretto o solo immaginato.

Si inizia dunque con la title-track “Mi sono perso nel bosco”: il titolo suggerisce l’atmosfera di smarrimento e poesia che si assapora ascoltando il brano. Segue “Io e te”con Brunori Sas: una vera e propria dichiarazione d’amore in versi. “Amami meglio” racconta il quotidiano, la vita di una persona tra ricordi e passioni. Musicalmente il brano è accompagnato dal sax di Enrico Gabrielli e dai cori di Colapesce. “Fermo accanto a te” vede invece la partecipazione di Levante nel racconto di un tentativo di riavvicinamento tra due ex. “Una sera” è dolce e toccante e sembra ispirarsi a Tenco o a Dalla, in un’apparente semplicità che ripercorre l’intimità della vita trascorsa con la persona che si ama, la capacità di vedersi un tuttuno con l’altro, le difficoltà e lo struggimento dei sentimenti condivisi. Si va avanti con “Pigi pigi”, canzone scritta dall’amico Luca Caserta, che denuncia il dramma delle morti in mare nel Mediterraneo.

“Troppo Silenzio”, che chiude l’album, si ispira a Calderón de la Barca. Il brano si apre con strofe in sorsese, paese nel nord ovest della Sardegna dove è nato il padre di Fiori, in una sorta di ninnananna inquieta e angosciosa. Questa nenia poetica e triste si sposa bene con la voce di Dente mentre IOSONOUNCANE, sul finale, ci trasporta coi suoi synth in un’atmosfera altra, avvolta dal mistero. Come in un bosco, che incanta e delizia chi ci si trova, tanto da potersi perdere, così l’amore e i sentimenti che racconta Alessandro Fiori, ci irretiscono, e sta a noi riuscire a trovare una sorta di equilibrio e la via d’uscita.

“Mi sono perso nel bosco” sarà presentato in 5 occasioni speciali che alterneranno chiacchiere e qualche canzone al pianoforte. Dopo le prime due date che hanno visto Fiori esibirsi a Firenze e Torino, il 28 stoccherà al Fonoprint di Bologna, il 29  al Germi  di Milano e il 30 al Monk  di Roma.

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