[Recensione] Apache: lo spirito nomade di Stefano Meli

STEFANO MELI
APACHE
Viceversa Recors
A cura di Renata Rossi
TRACKLIST
1 Apache
2 Lakota
3 Nameless
4 Sioux
5 Nuvola
6 Mohawk
7 Chain
8 Fight or Flight
9 A casa e ritorno
“Esiste un luogo che possiamo chiamare casa, quello dal quale proveniamo, da cui ci allontaniamo
per perlustrare altri luoghi, al quale sempre torniamo alla fine di un viaggio. Probabilmente per
ciascuno quel luogo esiste non in una, ma in più dimensioni che si intersecano, producendo
significati propri, originali, originari.”

A due anni da Stray Dogs è uscito lo scorso mese Apache, il nuovo album di Stefano Meli, musicista ragusano. Si tratta come in passato di brani strumentali pervasi ancora una volta da atmosfere che raccontano il desiderio di libertà e l’irrequietezza di un viaggio senza meta precisa.

L’inquietudine di chi non vuol restare legato, costretto al rispetto di regole, confinato. Lo spirito dell’album è chiaro già dal titolo: l’apache è un nomade, sempre in fuga, alla ricerca di un posto nel mondo che forse non c’è, non è abbastanza, di qualcosa per cui valga la pena vivere e restare.

Chitarra elettrica, amplificatore, un banjo e un paio di delay analogici, sono queste le armi giuste per creare un suono in cui i riverberi fluttino liberi, in cui si possa gridare la resistenza, il suono malinconico del blues possa raccontare storie diverse e riportarci l’odore della sabbia del deserto e quello della pioggia che nutre la terra. Un disco avvolgente da ascoltare con attenzione per potersi sentire trasportati nei luoghi raccontati nei brani.
Un pezzo tra tutti è Lakota che narra la storia della fuga del protagonista, un cane. Il video mostra appunto Lakota che cerca, scappando, una libertà difficile da raggiungere ma che lui anela e ottiene.

Il video mostra dunque la volontà dell’essere umano di volersi allontanare dalle prigioni fisiche e psicologiche che suo malgrado si costruisce attorno.

Qualunque sia il prezzo, la libertà va ricercata sempre, ci sono posti lontani che ci sembra di conoscere da sempre, che sentiamo nostri, un po’ come certa musica che è come l’abbraccio della persona amata, il nostro porto sicuro, la nostra casa.

 

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