Max Casacci, il nuovo album Urban Groovescapes

foto credits Paolo Ranzani

Max Casacci


esce oggi il nuovo album

“Urban Groovescapes”
(35 mm / 42 Records)

sinfonia senza strumenti musicali dello spazio e del ritmo urbano

link sulle piattaforme digitali https://SME.lnk.to/MaxCasacci_UrbanGroovescapes

Prosegue il lavoro di ricerca del musicista, sperimentatore e produttore Max Casacci, co-fondatore e chitarrista dei Subsonica, che dopo i suoni della natura di “Earthphonia” torna a sorprendere con “Urban Groovescapes” (Earthphonia II), un album di musica senza strumenti musicali che gioca a svelare il groove nascosto della città, attraverso la ricerca e la manipolazione delle fonti sonore urbane.

Il nuovo lavoro, che esce in digitale e in vinile il 25 novembre per 35mm, sezione cinematografica/sperimentale di 42 Records, è una collezione di brani composti esclusivamente a partire dai suoni delle città. Mezzi di trasporto, ambienti stradali ma anche oggetti di consumo, sport, la voce di una diva, i rumori di un cocktail bar. Un gioco d’immaginazione creato con i suoni della quotidianità. Un viaggio incentrato sul ritmo e sul movimento. Un invito a ripensare il rapporto con lo spazio urbano: “Le città cominciano a cambiare solo quando riusciamo ad immaginarle differenti”.

“Urban Groovescapes” è una sinfonia della metropoli che segue la sfida intrapresa con l’album precedente sui suoni della natura e dei suoi ecosistemi. Oggi quella sfida fa un altro passo, ed è un passo di danza che trasforma il “rumore” della città in musica.

 

La natura ha dei “suoni”, la città dei “rumori”. Ma è davvero così? O forse le impronte sonore dello spazio urbano, quelle che ci accompagnano per tutta la vita, nascondono qualcos’altro? Cadenze ritmiche, armonie sommerse, riff melodici capaci di imprimersi nella memoria.

“Urban Groovescapes” è un’immersione nei segnali emanati da luoghi, corpi, ritualità, tecnologie, miti, conflitti, desideri e tensioni della città che riaffiora sotto forma di inedita scrittura musicale.

L’Urban Groovescape di cui siamo inconsapevoli protagonisti.

Il suono, il ritmo della città.

 

Attraverso la scrittura di questi brani, messi assieme nell’arco di anni, ha preso forma una suggestione di città differente dai canoni che connotano, invariabilmente, la narrazione urbana attraverso la musica – racconta Max Casacci.

L’impulso da cui parte questo album è lo svelamento della ricchezza sonora della città, e l’articolazione del suo “rumore” in musica.

Quella di “Urban Groovescapes” è una città che estrae ritmo e colori dagli stimoli della quotidianità, giocando a proiettarli in un immaginario dancefloor. Non lo spazio alienante, grigio e che spesso viene descritto con compiaciuta e persistente estetica del degrado, ma una città che gioca a ripensarsi e che qui, idealmente, danza sui suoni di un groove-set dilatato, ampio, spazioso.

Le città diventano come le immaginiamo. E oggi, inevitabilmente, il mondo stesso potrebbe essere ripensato a partire da esse. L’ho detta forse un po’ grossa ma l’ho detta in musica, con quest’album che è un disco, ma vuole anche essere un contenitore aperto, in costante evoluzione, pronto ad arricchirsi.

Attraverso un urban mixtape Casacci continuerà, così, ad aggiungere ritmi, melodie, tessiture armoniche estratte dallo spazio urbano e dalle sue trasformazioni, aspirazioni, desideri e conflitti.

 

L’artwork dell’album è tra i primi in Italia ad essere realizzato con un’intelligenza artificiale che “replica il processo di campionamento acustico delle tracce del disco, riarrangiando frammenti e colori del codice urbano per c2reare un nuovo linguaggio visivo – spiega Marino Capitanio, visual artist che ha curato la copertina. Un remix che ha prodotto dei paesaggi urbani alternativi, vibranti, con un ritmo ibrido di forme che rompono il modello classico della città.”

 

TRACKLIST

 

1. Anita/Club edit (A Diva – Monica Bellucci)

2. Groove X-Capes (An XJ perfume flacon)

3. Mixology (A cocktail bar)

4. Messaggio di Gioia (Urban transports Torino/Milano)

5. Tramvia T1 (A tram ride Torino/Firenze)

6. ATP finals but the bass (100% Tennis: but the bass)

7. Tororosso (An F1 racing car)

8. La mia bici acustica (Marco Aurelio’s bike)

9. A mountain city song (Courmayeur Mont Blanc)

10. Gap the mind feat. Oswald Laurence (North 1 London)

 

 

Biografia Max Casacci

Max Casacci è musicalmente attivo, giovanissimo, dai primi anni 80 in una Torino underground in grande fermento.
Oltre alle cantine, alle band (Deafear, Carmody) ai palchi dei club più sotterranei, intraprende attività di composizione per cinema, danza contemporanea, teatro sperimentale.
Negli anni 90, dopo avere creato una piccola sala di registrazione dallo spazio doppiaggi dello studio cinematografico del padre Ferruccio, diventa tecnico e produttore di band indie cittadine e nazionali.
Collabora con gli Africa Unite come ingegnere del suono prima, e come produttore, chitarrista, autore e compositore poi. Gli Africa Unite diventano la reggae band di punta della scena italiana, cominciando a varcare i confini di tre continenti, suonando anche in Giamaica.
Nel ‘96 Max lascia gli Africa Unite e fonda i Subsonica, senza interrompere un’attività di produttore che alterna vette di classifica a progetti indipendenti. Tra i tanti, oltre ai Subsonica: Antonella Ruggiero, Mina, Assalti Frontali, Afterhours, Almamegretta, Cristina Donà, Eugenio Finardi…
Nel 2004 è presidente e co-direttore del Traffic Torino Free Festival, fino  al 2014
Nel 2011, insieme al produttore Daniele Mana (Vaghe Stelle) nell’ambito della Biennale d’Arte di Venezia, comincia a sperimentare con rumori e ambienti sonori, nella fattispecie una fornace di Murano. Esce “Glasstress”: album che prende il nome dall’omonima mostra d’arte contemporanea in vetro e che riceverà plauso e supporto di Pharrel Williams, il quale concederà l’utilizzo amichevole di una sua opera, per la copertina del singolo “Like a glass angel”.
Dal 2012 prende parte al collettivo di musica e scienza “Deproducers”, con Vittorio Cosma, Gianni Maroccolo, Riccardo Sinigallia. Con loro realizzerà tre album e relativi tour.
Nel 2017 esce “The City” (MCDM + Cisi), album che coniuga i rumori di Torino con gli strumenti di alcuni importantissimi jazzisti, come Enrico Rava, Gianluca Petrella, Furio Di Castri, Flavio Boltro ed Emanuele Cisi. Quest’ultimo firmerà l’album insieme a Max e a Daniele Mana.
Nello stesso periodo comincia a lavorare sui rumori, senza più utilizzo di strumenti musicali.
Nel 2019 realizza, su richiesta dell’artista Michelangelo Pistoletto un’opera che trasforma il fiume di Biella in composizione sonora di carattere orchestrale, utilizzando esclusivamente registrazioni del “Cervo” e degli ambienti circostanti.
“Watermemories” verrà esposta in una sala della Città dell’Arte, ma verrà distrutta nell’ottobre del 2020 a causa un’esondazione dello stesso fiume dal quale i suoni provenivano.
Nel dicembre del 2020 esce “Earthphonia”, album realizzato esclusivamente con suoni della natura e dei suoi ecosistemi. L’album viene inserito in un libro omonimo, scritto a quattro mani con il geologo e divulgatore scientifico, Mario Tozzi. Partecipano all’album e al libro Stefano Mancuso, Michelangelo Pistoletto, la biologa marina Mariasole Bianco e Carlo Petrini, che lo pubblicherà per Slow Food edizioni.
Earthphonia va presto in ristampa superando le 5000 copie di vendita. In seguito viene premiato alla Florence Biennale con il premio Lorenzo il Magnifico. Brani e video di Earthphonia vengono esposte alla Biennale del design di Gwangiu (Corea del Sud) 2021.
Durante il 2021 Il tour di Earthphonia, in un crescendo di partecipazione, culmina con una serie di sold out in teatri e festival di carattere scientifico e tecnologico.
Max Casacci è mix engineer degli album di Lorenzo Senni (Persona, Scacco Matto) pubblicati da Warp ed è direttore del festival di elettronica d’avanguardia “Fotofonia” (Reggio Emilia), appendice sonora del Festival Fotografia Europea che, nell’edizione 2022, con la direzione musicale di Casacci, ha vinto il Premio come “Festival of The Year” ai prestigiosissimi Lucie Awards di New York.

Coinvolto da temi e problemi della propria città Max Casacci ha partecipato alla fondazione di una lista civica incominciando un’attività politica che lo ha portato a ricoprire ruolo da Consigliere nella propria Circoscrizione.
L’ultimo lavoro sonoro di Max Casacci “Urban Groovescapes” ha come oggetto la città e le sue trasformazioni.

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