“Hippie Dixit”: l’universo di Amerigo Verardi

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Il sedici dicembre uscirà il nuovo lavoro di Amerigo Verardi, “Hippie Dixit”. Si tratta di un progetto importante, ambizioso e prezioso, in realtà di tre progetti in uno:
– “Hippie Dixit”, un doppio cd per 100 minuti di musica
– “I sogni in cassette”, raccolta di demo e registrazioni inedite del periodo ’86-96
– “Scherzi. Improvvisi. Notturni” libro edito dalla Brundisium.net, una sorta di raccolta di scritti, poesie e racconti.
La proposta artistico – musicale di Amerigo si è avvalsa anche dell’aiuto dei suoi sostenitori tramite crowd-funding. Grazie al tam-tam internautico in tanti hanno infatti deciso di puntare sull’artista e di aiutarlo nella realizzazione della propria opera. Si tratta dunque di un vero e proprio atto di fiducia dei fan nei confronti del loro beniamino.
Il disco è un doppio che profuma di libertà, una libertà intesa come possibilità, voglia e capacità di realizzare ciò che si vuole in maniera personale e indipendente da forzature di qualsiasi genere. La pubblicazione è infatti avvenuta grazie all’aiuto di una piccola etichetta indipendente “The Prisoner”, che, una volta ascoltato i pezzi ha deciso di stampare l’album. Credo che proprio grazie a questo, Amerigo abbia potuto creare un album elegante e anarchico allo stesso tempo, ricco di arte presente nella sua forma più pura e bella.
Altra cosa preponderante nei pezzi è l’attaccamento forte alle radici, alla terra, al sud, al sole. Brindisi, la città in cui vive Amerigo è geograficamente un vero e proprio sguardo verso l’oriente. Il suo album abbraccia nei testi e nella sua musica senza confini tutto il mondo, dall’oriente col pezzo di apertura, “L’uomo di Tangeri”, alla Grecia in“Korinthos”. Nell’album Amerigo si diverte a suonare strumenti di ogni genere: flauto, xilofono, kora, cetra, mandolino, banjo, djembe, darabouka, bendir, oltre a chitarre e “strane” percussioni riuscendo a creare un sound in cui linguaggi musicali diversi si uniscono nel suono universale della musica. Percorsi emotivi estatici, trame psichedeliche, trance emotiva, ritmi tribali, calore di abbracci, sole africano, ma anche inquietudine e sgomento, c’è tanto in questi pezzi. Sicuramente non si tratta di brani facili e leggeri, non sono adatti a chi non riesce ad andare oltre i classici tre-quattro minuti di una canzone, a chi si aspetta il ritornello dopo la strofa, la canzone d’amore e le ballate orecchiabili. Il processo anarchico che c’è dietro questo tipo di progetto significa avvicinare pezzi di pochi minuti a suite di 16-18 minuti. I testi sono poetici e leggeri alcuni, ironici e di condanna altri. Il primo singolo pubblicato “Brindisi ai terminali della via Appia” racconta il doppio significato della parola Brindisi, un augurio, tra un sorso e l’altro di un bicchiere di champagne e il nome di una città splendida, ma deturpata da costruzioni, industrie, smog che cercano di abbrutirla e distruggerla.
Per quanto riguarda i riferimenti musicali, i suoi pezzi mi hanno fatto venire alla mente Battisti di “Anima Latina”, gli Scisma per le suggestioni dolenti dei loro pezzi, ma anche Gianni Maroccolo per il tipo di attitudine che ha avuto nella realizzazione del suo “VdB23/Nulla è andato perso”; e a proposito di quest’ultimo album, non si può non pensare che “Hippie dixit” sarebbe tanto piaciuto al grande Claudio Rocchi.

I sogni nelle cassette”, come racconta lo stesso Amerigo è una raccolta di demo e registrazioni, alcune delle quali sono poi state utilizzate in pezzi degli Allison Run, Lula, Lotus, le band di cui ha fatto parte. Il disco è stato stampato in un’edizione limitata di 100 copie, esclusivamente per i sostenitori della campagna di crowd-funding. È un ascolto molto piacevole che ci trascina nell’universo di Amerigo, fatto di psichedelia, rock’n’ roll, Beatles e Rolling Stones.

Il libro ci regala sicuramente il lato più intimo e personale dell’artista pugliese, i racconti, le poesie, possiedono la forza trascinante e vivifica della sua musica e non fanno altro che arricchire i nostro percorso attraverso il suo progetto.

Il mio consiglio dunque è quello di farne parte anche voi, non ve ne pentirete!

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