I Cieli di Turner e il nuovo Romanticismo distorto ed elettronico

A cura di: Carolina Londrillo

I Cieli di Turner
(Opera Viva)

 

 

Tracklist:

Le foreste sui balconi

Mosaico

Distanza siderale

Pot

Post

Mille Cerchi

Gorifi

Il Vestito della Sposa

Celeste

Opera Viva

Pot (radio edit)

 

 

I Cieli di Turner sono un trio di Perugia attivo dal 2014, formato da Francesco Tordo (sintetizzatori, voce), Edoardo Montagnoli (chitarra, seconda voce), Alessandro Agneletti (batteria).
Opera Viva è il loro album d’esordio, uscito lo scorso 19 gennaio, dopo un EP del 2014 con cui si sono aggiudicati il titolo di Best Arezzo Wave Band Umbria 2016 e che ha permesso loro di condividere il palco con artisti come Ministri, Paolo Benvegnù, WrongOnYou, Appino e altri.
Il disco è frutto di un lavoro di tre anni per la creazione dei brani e viene registrato nel luglio 2017 presso il Jork Studio in Slovenia, in presa diretta, con registrazione e mix curati da Michele Pazzaglia (produttore artistico e fonico di Paolo Benvegnù) e Giovanni Versari al mastering.
Fin dalle prime tracce entriamo nel clima dell’opera, fatto di profonda insoddisfazione dei protagonisti dei brani, ragazzi di provincia, nei confronti del luogo in cui si trovano, non per loro scelta, e la ricerca di altro, la volontà di andarsene:

Perché Berlino è uno stereotipo, non devi crederci davvero
e la provincia è un malore dolce, un sonno leggero
perché peggio che restare soli è sentirsi soli quando si sta insieme
e Francesco è un ragazzo tranquillo non vale la pena volergli bene.

Lo stesso nome, I Cieli di Turner richiama le visioni del pittore inglese capostipite del Romanticismo e delle sue atmosfere, restituite perfettamente anche dai suoni del disco e dall’ atmosfera di contrasto tra il desiderio della fuga e l’incapacità di partire davvero: continui scontri tra synth, suoni elettronici e a volte quasi dissonanti, come in Gorifi, e distorsioni che accompagnano tutto il disco, come il fuzz nel finale di Pot che apre poi il successivo intermezzo di Post.
La batteria incalzante e interessante è una parte importante del disco, come in Mille Cerchi, dove diventa protagonista insieme al coro finale e il suo continuo “Non Importa”.
L’anima elettronica e quella distorta si intrecciano perfettamente, come in Il Vestito della Sposa che si conclude con accordi dissonanti e feedback continuo.
La voce si rifa alle classiche linee vocali dell’emo, richiamo che ritroviamo anche nei testi e nei temi trattati, ma grazie ai synth, agli intrecci delle chitarre e del basso che si ripetono con delay e riverberi, I Cieli di Turner riescono a creare qualcosa di diverso e interessante.
Non mancano poi i momenti vicini al post, con suoni eterei e sospesi, sempre accompagnati da distorsioni molto ben studiate, come accade in Celeste.

Il pezzo finale, Opera Viva, che dà nome al disco riassume l’anima dell’intero lavoro, racchiudendo in sé tutti gli elementi di cui si è parlato, fino al finale che nelle sue tonalità dissonanti ricorda un pezzo dei Godspeed You! Black Emperor.
I Cieli di Turner hanno fatto con Opera Viva un disco piacevole da ascoltare, che non annoia, anzi interessa sia a livello dei testi, che per quanto riguarda la parte strumentale.

Vi consigliamo di non farveli scappare nelle prossime date:

24 Marzo: Sermide (MN) @ Circolo Arci Chinaski in Factory
31 Marzo: Terni (TR) @ Busthard Studios

 

Benvegnù e I Cieli di Turner al Karemaski di Arezzo, tutte le foto

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