Come si faceva una volta – La Lumaca Dischi si presenta al Teatro dell’Acquario di Cosenza

A cura di Massimiliano (Max) Orrico

In un tempo, quello odierno, in cui l’annuncio di un nuovo disco o singolo di un gruppo o di un/a cantante si fa sui social e poi tocca aspettare la mezzanotte del venerdì successivo per ascoltarlo sui diversi digital store, succede che un’intera etichetta decida di mettersi su di un palco e offrire uno showcase con tutto o quasi il suo roster e che proponga dal vivo quello che sta per uscire.

Tutto ciò succede a Cosenza dove il Teatro dell’Acquario viene occupato per un’intera domenica pomeriggio dai tipi de La Lumaca dischi per La Lumaca showcase.

Domenica 27 gennaio, dopo aver accuratamente fatto il soundcheck gli artisti dell’etichetta capitanata da Vladimir Costabile, poco dopo le 18:30 ad uno ad uno salgono sul palco davanti ad una platea semipiena e attenta.

Ad aprire, chiamati sul palco da Ester Apa, i più giovani anagraficamente parlando del roster della label cosentina, i Former Friends, fautori di un indie rock che risente delle influenze degli Arcade Fire, gruppo nato nel 2017 dalle ceneri di quello che furono gli Snapshot.

È proprio gli Snapshot sono tra i gruppi facente parte di quell’avventura chiamata Calabrian city rockers che può essere considerata generatrice de La Lumaca.

Calabrian city rockers non è altro che un istant compilation del 2015 messa su da Costabile con l’idea di fotografare la scena Calabrese di allora per provare ad esportarla oltre Pollino e dopo lo stretto. Da quell’esperienza poco più tardi nasce un’associazione con lo stesso nome che a sua volta dà alla luce quello che oggi è La Lumaca dischi.

E se Calabrian city rockers (la compilation) serviva per esportare, la nipotina La Lumaca importa artisti da altre regioni italiane come i Caleido da Livorno, che in trasferta si presentano in duo a far ascoltare al sud la proposta del loro progetto tra cantautorato e pop strizzando l’occhio a Cremonini.

Il terzo a salire sulle tavole di via Galluppi è Aldo D’Orrico, titolare della prima produzione discografica de La Lumaca, quel Join the Coordinator, disco che ha portato Al the Coordinator ad esibirsi in giro per la penisola. D’Orrico, protagonista indiscusso con la sua chitarra  della scena cosentina, messa a servizio delle diverse band lungo 20 anni e poco più di attività, porta all’attenzione dei presenti due brani dalle venature folk blues e bluegrass tratti dal suo secondo disco da solista .

Al the Coordinator non lascia il palco se prima non lo raggiunge Francesco Parise aka Myownmine e assieme regalano una versione di The Mist, uno dei bellissimi singoli fuoriusciti dal primo album del già chitarrista dei Miss Fraulien.

Parise, dopo aver prestato la voce e le dita sul piano, torna sul palco accanto ai suoi compagni di avventura Cose difficili e, insieme ad altri due veterani della scena cosentina, Yandro Estrada (Camera 237, Kyle, …) e Silvio Perri (Miss Fraulien, Camera 237, …) propone una fantasmagorica cover di I say i sto ‘cca di Pino Daniele. Tutto ciò dopo aver deliziato coi primi tre singoli anticipati dal pezzo che ha messo d’accordo Mario D’Ambrosio, Dj Kerò e Mattia Tenuta: Cose Difficili dei Casino Royale, riferimento italiano assoluto per questo progetto.

In sala era poi presente anche l’ultimissimo acquisto, Alessandro Di Salvi che per l’etichetta cosentina esce col nome Disalvi.

Tanta gente a omaggiare quella che è una bella realtà artigianale che fa le cose come si facevano una volta.

E come recita il motto Chi va piano va sano e va lontano, lunga vita a La Lumaca!

 

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