[Intervista] Undamento: una festa MAXXI e il debutto di SPZ

A cura di Francesca Lotti

 

Segnatevi in calendario l’11 luglio e saltate su un treno per Roma, se non ci siete già. 

Undamento – l’etichetta milanese che ha firmato i dischi di Coez, Frah Quintale, Dutch Nazari e molti altri – sposta la sua casa base per 24h nella capitale e schiera tutta la squadra.

L’aveva già fatto a Milano con una festa pazzesca al Tempio del Futuro Perduto, e anche stavolta non poteva che scegliere un palco d’eccezione: a ospitare questa grande festa sarà il MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Non solo live, ma anche la mostra “Regardez MOI – The Backstage Chronicles”, il racconto fotografico del tour di Frah Quintale. 

 

Nell’occasione ci sarà SPZ (all’anagrafe Andrea Spaziani), nuovissimo acquisto della label che presenterà Quattro, il suo EP di esordio uscito lo scorso 19 giugno. 

Il suo è un sound nuovo nel panorama italiano, che si richiama a melodie dream pop, a tratti psichedeliche e a tratti malinconico. Le quattro tracce formano un continuum di voci, chitarre e tastiere che si fondono e ti cadono addosso dolcemente come una coperta psichedelica della buonanotte. Dietro le quinte di questo paesaggio onirico troviamo Roma, la sua città. Si consiglia caldamente l’ascolto tutto di un fiato. 

 

Abbiamo fatto due chiacchere con SPZ in vista di quello che sarà il suo primo live.

 

Ciao Andrea, ci parli un po’ di te e di SPZ?

SPZ è il nome del mio progetto musicale, il primo in cui faccio tutto da solo. Ho suonato con vari gruppi sin da quando ero poco più che un bambino, partendo dalla classica rock band adolescenziale fino ad arrivare a progetti più o meno maturi grazie ai quali ho imparato a strimpellare un pò di strumenti, a cantare e a suonare la batteria. Alla fine, nessuna di queste esperienze si è mai trasformata in una cosa seria e ad un certo punto ho sentito il bisogno di mettermi in solitaria. SPZ nasce dall’esigenza di fare musica da e per me, di riscoprire il valore della semplicità, dopo anni passati a tribolare cercando di fare qualcosa di “unico”. Poi ho capito che prendersi troppo sul serio non porta molto lontano e che ciò che mi soddisfa è riuscire a fare musica nella maniera più sincera possibile, artisticamente parlando penso infatti che tutti siano a loro modo unici e che la nostra essenza esca fuori solo nel momento in cui ci spogliamo di aspettative e false etichette, esprimendoci senza veli e senza paura.

 

Più che per una cifra stilistica uniforme, Undamento si è distinta fin dagli esordi per ricercare artisti con un sound sempre nuovo, pronto a sorprendere. Il tuo progetto non sembra fare eccezioni, direi quasi che è piacevolmente inaspettato. Com’è avvenuto il tuo incontro con loro?

Innanzitutto, grazie! Sì, i ragazzi di Undamento hanno messo su una bella realtà in grado di proporre un sound molto eterogeneo. Il contatto con loro è stato un caso fortuito, ho conosciuto un ragazzo Bresciano che era venuto a studiare qui alla Sapienza, Alessandro, che ha una piccola etichetta che si chiama Grooviglio e che conosceva i regaz di Undamento. Quando poi il video di Nubi era pronto lui l’ha girato a Fobetti, insieme ad alcune demo e all’EP che avevo precedentemente registrato e il progetto gli è piaciuto. Così all’improvviso mi sono trovato su un treno in direzione Milano, felicissimo di incontrare tutto il team di Undamento che da subito mi ha accolto a braccia aperte. 

 

Il tuo primo EP: come sono nati i pezzi? Cosa c’è in Quattro

Come ho accennato i brani di Quattro hanno in comune il fatto di essere sinceri, senza imitare o scimmiottare nessuno e senza cercare di fare qualcosa di “bello”. I pezzi non li ho neanche scritti, direi che sono usciti così come li sentite oggi già dalla prima volta che li ho suonati nella mia camera. Sotto questo punto di vista hanno un qualcosa che ricorda dei mantra perché i testi sono corti e abbastanza ripetitivi, così che dentro di me rimbombano e mi riportano ogni volta che li suono a quelle esperienze e a quegli stati di animo che li hanno generati. In questo EP quindi direi che ci sta un primo assaggio di quello che sono, della mia immaginazione e della mia estetica, che non vedo l’ora di svelare completamente.

 

In questo viaggio onirico in quattro tracce, c’è Roma a fare da sfondo, in modo più o meno velato. Come descriveresti la tua Roma?

Roma è la città dove sono nato e dove ho sempre vissuto, quindi sì immagino che l’ambiente romano abbia influenzato i pezzi, anche se in maniera inconsapevole, non ci sono riferimenti diretti ai posti che vivo quotidianamente. A differenza di tanti progetti musicali romani, penso per esempio alla 126, nella mia musica non c’è questo legame con la città, il quartiere e la quotidianità urbana. La “mia Roma” è comunque la stessa di tantissimi altri ragazzi come me, fatta di amici, birrette a San Lorenzo e tanto, tanto cazzeggio, niente di unico insomma.

 

Le tue melodie ricordano a tratti i dei pezzi di gruppi come M83, Beach House, Cigarettes After Sex o i primissimi Deerhunter. Quali sono i tuoi riferimenti?

Sicuramente per il progetto SPZ le influenze maggiori vengono dal mondo estero. Mi sono ispirato a Mac De Marco per quanto riguarda il discorso di non prendersi troppo sul serio e di fare musica semplice ma efficace, i Tame Impala sono un altro ascolto che negli ultimi anni è stato costante, quindi immagino che anche la psichedelia in qualche modo rientri nel progetto. Dal mondo Hip Hop invece sto in fissa con tutta quella scena rappresentata da Tyler, The Creator o Frank Ocean, e anche se per ora non si è sentita la loro influenza, nei prossimi lavori che farò probabilmente si paleserà. Comunque, cerco di non ispirarmi troppo ad altri artisti e quindi qualsiasi influenza ci sentite non è mai consapevole anche se ovviamente tutta l’arte che viene prodotta si rifà sulle spalle di quella che l’ha preceduta. 

 

Cosa ci dobbiamo aspettare da Undamento al MAXXI?

Una grande festa, il primo evento a Roma dove tutti gli artisti di Undamento si alterneranno sullo stesso palco per la prima volta, il tutto circondato dalla mostra fotografica “Regardez MOI- The Backstage Chronicles” con le foto di Tommaso Biagetti, insomma un evento da non perdere dove ci si divertirà un casino.

 

OIltre a SPZ e See Maw che si esibiranno durante il pre-show, dalle 21 si alterneranno sul palco tutti gli altri artisti di Undamento: IRBIS 37, JOAN THIELE, DOLA, CERI, DUTCH NAZARI.
A questo punto, abbiamo finito i buoni motivi per cui non potete perdere una festa così. 

 

Ah, no: ci sarà anche FRAH QUINTALE, che non ha bisogno di presentazioni e farà al MAXXI la sua unica data estiva.

Ancora una volta, la squadra di Undamento sembra pronta a portare un’ondata di culto fresco.
E voi, pronti per una notte al museo? 

 

Trovate tutte le info qui: Undamento MAXXI

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