[SINGOLARMENTE] “Blue Wale”, il singolo di Rakno

Piuomenopop per scelta editoriale non ha mai pubblicato contenuti su singoli. Ci siamo resi conto negli ultimi tempi che il momento particolare porta il mondo della musica a reinventarsi e a proporre diversamente i suoi contenuti…così abbiamo fatto anche noi 🙂
È per questo che nasce la rubrica SINGOLARMENTE, che non parla di album e live (e della seconda sappiamo perchè), ma delle piccole gocce che i vari artisti stanno rilasciando nel mare magnum della musica: i singoli.

 

Blue Whale recupera il titolo della macabra challenge che qualche mese fà è finita su tutti i mass media mondiali. La natura mortale della Blue Whale è il pretesto per Rakno di riflettere sul nostro tempo.

 

Da dove nasce la scelta di pubblicare un singolo in un momento così delicato dove non si può suonare dal vivo?

E’ vero che non si può suonare dal vivo ma è anche vero che chi fa musica ne è condizionato solo in parte. Sicuramente non dal punto di vista creativo. La creatività rimane e forse, per quanto mi riguarda, è anche aumentata coi lockdown.

Raccontaci un po’ di questo brano, quali sono le tematiche che lo hanno ispirato? 

Ho fatto un ragionamento sul vivere secondo ”le tendenze” (poco importa se quelle di mercato, di vestiario o psicologiche) e mi sono scoperto assolutamente contro ”le tendenze”. Contro il vivere restando sempre aggiornati, sempre sul pezzo…sono contro al vivere ”fluido” ecco. Non mi piace il concetto. Lo capisco, certo e purtroppo devo anche farci i conti nel pratico ma non lo condivido per niente.

Come è stato il lavoro di produzione in questo periodo? Hai dovuto lavorare da remoto? 

Per forza! Il pezzo in realtà è stato prodotto prima del lockdown, però per tutto il resto dei contenuti multimediali è stato inevitabile lavorare da remoto.

Questo brano anticipa qualcosa? Uscirà anche un album nel prossimo futuro?

Certo! Ma non so ancora quando…

Cosa possono fare i tuoi ascoltatori per supportarti in questo periodo complicato?

Ascoltando tanta musica e continuando a supportare gli artisti che amano. E’ una questione di solidarietà verticale, secondo me. Gli artisti non sopravvivono senza il pubblico e il pubblico non sopravvive senza gli artisti.

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