Energia e delicatezza nell’album d’esordio di “Ella Goda”

 

Uscito il 10 Aprile per Bulbart, Ella Goda è l’album d’esordio dell’omonima band bergamasca, un disco energico che strizza l’occhio al power pop, proponendo melodie originali che accompagnano egregiamente il cantato delicato e gentile.

Fin dalla traccia d’apertura le intenzioni della band sono chiare: dare risalto alla musicalità. I pezzi sono diretti, orecchiabili, veicoli perfetti per dei testi per nulla banali.
I brani parlano di storie e raccontano vite dimostrandosi capaci di trasportare in un viaggio fatto di  emozioni e spunti introspettivi. I testi sono il vero motore di questi pezzi energici ma al tempo stesso docili.

Forse la parola che al meglio descrive il lavoro è la capacità di descrivere la sensibilità in tutte le sue sfaccettature.
C’è la componente più timida e sognante, quella dell’attesa, di quei momenti in cui aspettiamo che qualcosa di bello avvenga.

Dammi un impulso un segnale, qualcosa di astratto che mi faccia muovere


C’è la componente più cupa, quella della sofferenza per delle aspettative mancate, che ci costringono ad abbandonare una persona, come in Anni luce da te.
Tutte queste sfaccettature dell’animo umano sono presenti nel disco, un disco che ha tante cose da dire ma non vuole dirle urlando, imponendo degli imperativi, ma semplicemente facendo leva sulla riflessione di chi ascolta.

Ella Goda è in definitiva un lavoro ben suonato e registrato, figlio di un’autoproduzione competente e ben fatta che ha saputo mescolare al meglio musiche e testi centrando l’obiettivo.

 

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Nato sotto la stella dei Radiohead e di mani pulite in una provincia dove qualcuno sostiene di essere stato, in una vita passata, una motosega.

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