Lord Kitchener & the Windrush-era – London, is the place for me ?

A cura di Loupino

 

“When the Empire Windrush docked at Tilbury, a new Britain was born”.

 

 

Quasi settant’anni fa, il 21 giugno del 1948, la SS Empire Windrush, attracca al porto di Tilbury. In principio “Monte Rosa”, questa grossa nave da crociera tedesca, passata a manifattura nazista e infine “acquistata” al mercatino delle macerie della Seconda Guerra mondiale dall’ impero britannico,  trasporta un carico di circa 1000 persone, delle quali 492 provengono dalle indie occidentali. Lo sbarco viene raccontato dalle immagini della British Pathe’ news. I passeggeri caraibici, vestono giacca e cappello, a dimostrare che per loro, questo viaggio rappresenta un’occasione davvero speciale, l’incontro con quella “madre patria”, che sperimenta nuovi modelli di colonizzazione. Il parlamento britannico ha appena approvato il British National Act, un documento che estende la cittadinanza Britannica agli abitanti delle colonie overseas. Due le ragioni principali insite in questa dichiarazione: placare le ire indipendentiste sulle isole e innanzitutto colmare la carenza di lavoratori in terra d’albione, in seguito alle perdite di uomini in Guerra.

A bordo della nave, c’e’ Lord Kitchener e con lui anche Lord Begineer, due tra I maggiori musicisti di Trinidad, terra di calypso e calypsonians. Kitchener, Kitch, King Of Calypso, viene quasi subito individuato e intervistato da un giornalista di Pathe’ News. Gli viene chiesto di cantare qualcosa e Kitch, si mostra subito pronto nel ribattere l’eco della domanda. Intona una canzone scritta durante le 4 settimane trascorse ad attraversare l’oceano.

“London Is the place for me, London this lovely city”

Un brano che racconta di ottimismo, speranza. Una storia che pero’ col tempo si affama. Poche opportunità lavorative in ambienti in cui la xenophobia si alimenta e si rappresenta con scritte aberranti: No, Black, No Dogs, No Irish. Kitch, nonostante le difficolta’, riesce a incidere qualche pezzo agli Abbey Road Studios nei primi anni ’50. Qualcuno si accorge che il Calypso ha grosse potenzialita’ sul mercato UK e Kitch di contro, ne approfitta per andare oltre gli accordi commerciali fatti di canzoni orecchiabili e basta. Cosi’ canta di razzismo, di fantasia, di una societa’ caotica di doppi sensi.

Love in the cemetery & Dr. Kitch, due pezzi dove si balla, ma allo stesso tempo, ci si scompiscia dalle risate. Nel primo brano, un giovane invita una ragazza “a giocare all’amore” senza rendersi conto di trovarsi all’interno di un grande cimitero.  Il posto dove romanticare, scatena le ire del morto sottostante, che, uscendo dalla tomba, dà vita a un bizzarro e spaventoso inseguimento.

 

 

Dr Kitch, invece, diverte il movimento, raccontando di un medico intento a fare una puntura a una paziente, ma la storia racconta che si sia usata proprio una siringa a guarire il malato. C’e’ molta ironia, ma anche tristezza nei versi di Kitch. C’e’ la faccia della gente di Trinidad e del resto dei caraibi. Lineamenti nuovi, per una societa’ pallida. If you’re brown, e’ un ritornello parecchio contemporaneo.

“If you’re brown they say you can stick around. If you’re white, well…everything’s alright. If your skin is dark, no use to try, you’ve got to suffer until you die”.

Lord Kitchener, nato Aldwin Roberts, è un vero e proprio pioniere, non solo del ritmo, ma di messaggi di uguaglianza tra le persone. A pari livello di Nina Simone, Fela Kuti e Bob Marley dopo la svolta rastafariana. Sulle stesse note e liriche di Sam Cooke, “a change is gonna come”. Un’icona del mondo dell’indie occidentali, simbolo di una cultura che si prende le dovute rivincite. Sia essa rappresenta e raggruppata su un campo di cricket. Sia essa interpretata dal singolo individuo, in un grigio squarcio di sobborgo urbano. Un sognatore di una “terra” unica, di una grande isola gelida a cui dar calore e calore.

I tumulti dei riot di Notting hill del 1958 segnano le differenze: white kids-teddy boys a caccia della west Indian community. Nello stesso luogo dove, da li a qualche anno si comincio’ a celebrare il Carnevale. Nel posto dove ogni anno la gente sfila e balla insieme alle barracche. Il reggae e I sounsystem si fan largo tra I carri e la folla: e’ la Reggae Britannia di fine anni ’70. Ma in principio fu Trinidad & Calypso explosion, Sugar bum bum & Soca. In principio, come Kitch, tra i primi a scendere da quella nave emblema di una nuova era. Chissa’ a vederla oggi Londra, Kitch. I riot di Tottenham, la post code war. Coltelli cercati e ricercati dalla polizia, in tasca dei black youth.  Gentrificazione, chic cereal bowls, omelette a sei sterline.

La canteresti ancora, London is the place for me? Al numero 10 di downing street in faccia agli autori dell’ ennesimo atto vile nei confronti della tua gente e della tua generazione? Si, ne sono certo. Perche´nonostante Kitch sia celeberimmo nella sua natia Trinidad, con statue e immagini da Port-of-Spain a Tobago, e musichine diventate Colonna Sonora del carnevale e altri maggiori eventi dell’ isola, Kitch e´considerato per molti anche uno dei piu grandi musicisti neri britannici del ventesimo secolo. Forse questo è il paradigma al centro del recente scandalo sulla windrush generation. A chi è stato offerto di diventare british, gli viene richiesto di tornare a casa, nel mentre per gli allori e gli almanacchi dei farlocchi rimane un prodotto britannico. Kitch, grand master of calypso, inventore delle calypso tent, alle radici delle indie occidentali, alle radici di una nuova ventura. Una sola melodia, Pan in Harmony.

London is The Place for Me

Love In The Cemetery

If You Are Not Brown

 

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