Gli alieni siamo noi: nuovo album per Emilio Stella

Emilio Stella

“Suonato”

Goodfellas

A cura di Giuseppe Visco

TRACKLIST
1. Pesa più un ricordo di un vinile
2. Attenti al cool
3. Marcella
4. Gli alieni siamo noi
5. Leilalù
6. La gattara
7. La pecora fa ‘mbe
8. Terra di Calabria
9. Pontina
10. Maledetto Tempo
11. Le birre

 

Uscito il 14 settembre per Goodfellas si chiama “Suonato” il nuovo album di Emilio Stella.

Già attivo da anni nella scena indipendente romana – che ultimamente ha sfornato successi e artisti che hanno avuto gloria a livello nazionale – Emilio Stella si propone come un cantore del popolo con i suoi pregi e difetti. Cantore ironico e molto interessato al sociale, Stella – classe 83’ – ricorda molto un suo conterraneo, un mostro sacro della romanità: Mannarino. Con quest’ultimo condivide le tematiche e gli arrangiamenti.

Il primo album di Emilio, “Panni e scale”, autoprodotto, è datato 2011  e già l’anno seguente il suo brano “Festa” viene inserito nell’album del Club Tenco – che raggruppa i progetti italiani più interessanti – e poi invitato a suonare a Sanremo. Ha condiviso spesso il palco con i cantori urbani di Roma: Mannarino, Piotta e Il Muro del Canto. Con questi ultimi condivide l’interesse per quelle classi societarie spesso lasciate nel dimenticatoio: i contadini e gli umili.

Anticipato dal singolo “Attenti al cool”, che vede la partecipazione di Rocco Siffredi nel videoclip, con “Suonato” l’artista romano parla ‘ di recinti costruiti dalla legge’, dell’era moderna e dei rischi a essa collegata – l’eccesso di utilizzo dei social, le lobby, il consumismo – cercando di tenere sempre al centro del suo lavoro personaggi umili e parlando di quotidiana vita di quartiere. Così in una delle sue tracce ‘il cattivo era il pastore mica il lupo’ sottolinea come spesso venga demonizzata una figura a discapito di altre e venga indicato come male assoluto qualcosa che infondo non lo è. Un album anche molto intimo come dimostra in “Terra di Calabria” ove parla delle sue origini, appunto calabresi, e delle caratteristiche a essa appartenenti, un luogo ‘dove ognuno sogna di andarsene e non se ne va’.

Le ultime tre tracce analizzano un po’ la situazione attuale facendone una metafora di vita. In “Pontina” canta di puttane, immondizia, caldo micidiale e incendi; in “Le birre” inneggia alla vitalità – con le dovute differenze ricorda un po’ “Shake your speare” di Shakespeare, un inno alla leggerezza e all’arte – e all’amore senza mai dimenticarci che l’ebbrezza è una componete fondamentale di una vita goduta; e, da romano, per chiudere “Maledetto tempo” ove ricorda l’ottavo imperatore di Roma, Francesco Totti.

Prodotto da Francesco Tosoni per Gika Productions
Registrato e missato da Francesco Tosoni per Noise Symphony Music

 

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