The Joy Formidable ritornano più in forma che mai

A cura di Carolina Londrillo

The Joy Formidable

“AARTH”

(Hassle Records)

 

Tracklist
Y Blun Eira
– The Wrong Side
– Go Loving
– Cicada (Land on Your Back)
– All in All
– What For
– The Better Me
– Absence
– Dance of The Lotus
– You Can’t Give Me
– Caught on a Breeze

Il 28 settembre è uscito AAARTH, il quarto lavoro del power trio alternative rock gallese The Joy Formidable, formato da Ritzy Bryan (voce e chitarra), Rhydian Dafydd (basso e coro) e Matt Thomas (batteria e percussioni). L’album si fa già interessante dal titolo, che infatti è un gioco di parole che i termini EARTH (terra) e ARTH (orso in gallese), e dalla copertina dai toni accesi e dai disegni psichedelici.
I The Joy Formidable hanno pubblicato la loro fatica reduci da un tour estivo di successo, che ha compreso la loro partecipazione al Meltdown Festival organizzato da Robert Smith dei The Cure, insieme a gruppi quali Placebo, Mogwai, My Bloody Valentine, Deftones e Nine Inch Nails.

Senza girarci troppo intorno: AAARTH è davvero un bel disco. È un ascolto interessante e mai banale, ogni traccia riesce a catturare l’attenzione dell’ascoltatore e a portarlo all’ascolto successivo ancora più desideroso di sapere cosa lo aspetterà, tra
sonorità che cambiano all’improvviso, canzoni che improvvisamente si fermano o accelerano, suoni sempre più curiosi e studiati al dettaglio. I The Joy Formidable sono sempre stati un gruppo interessante, ma forse nel primo decennio del 2000, quando iniziarono a farsi strada tra il grande pubblico, erano un po’ restati intrappolati nel calderone delle indie rock del Regno Unito, senza mai riuscire a spiccare o differenziarsi del tutto, per quanto i loro lavori fossero buoni e particolari. Con AAARTH le cose sono cambiate: il trio gallese ha dimostrato di sapersi evolvere e creare un prodotto di altissima qualità, sofisticato, studiato, ma senza essere elitario, così da riuscire a catturare sia il pubblico più pop, che quello più “alternativo” e forse
esigente. I The Joy Formidable si ritrovano a galleggiare in uno spazio che tocca diversi generi, dall’alternative, al noise, allo shoegaze, passando per il garage rock e il post rock.

AAARTH è un viaggio che vale la pena di essere ascoltato tutto d’un fiato prestandogli la dovuta attenzione, sebbene non sfiguri anche in un ascolto casuale. Il disco si apre con Y Bluen Eira, pezzo interamente in Gallese. Da subito veniamo catapultati nell’atmosfera dell’album e sentiamo come ci sia molta più voglia di sperimentare rispetto al passato. I suoni sono molto curati, e la voce assume praticamente la funzione di un altro strumento che si unisce ai synth e alle chitarre. Interessante anche il cambio di tempo e l’accelerazione graduale che il pezzo subisce dalla metà in poi. Proseguendo troviamo The wrong side, il secondo singolo estratto. Qui la parte strumentale diventa gradualmente più importante, i synth continuano a farla da padroni e i suoni che apparentemente sembrano quasi estemporanei, si fanno forza fino a imporsi sulla voce, in un risultato interessante. Go loving è forse uno dei pezzi migliori di AAARTH: suoni forti, a volte strani, riff decisi, ritmo incalzante, la voce che passa quasi in secondo piano e accompagna il muro sonoro che invece è protagonista totale del brano. Fuzz corposi, distorsioni importanti e sovrapposizioni sonore accompagnano anche Cicada (Land on Your Back) nel suo stile  spagnoleggiante, mentre con All in all ci ritroviamo all’improvviso ascoltatori di una canzone particolarmente bella e delicata. Ci sono comunque tantissimi suoni differenti, che sembrano avvicinarsi lentamente da uno spazio lontano, creando un’atmosfera eterea, ricca nella sua delicatezza. Il riverbero avvolge tutto quanto, ma una chitarra rimane e spicca sopra tutte le voci e i suoni di sfondo che riempiono tutto quanto. Con What For si ritorna all’atmosfera più aggressiva del disco, seguito da The better me, uno dei singoli estratti e decisamente più pop. Il pezzo mantiene comunque l’anima dell’album, è accattivante senza essere ripetitivo e banale. Il video, tra immagini sovrapposte, colori sballati, saturazione forte, sembra rendere alla perfezione quello che è l’album in modo visivo. Una sorta di post-shoegaze più pop e più carico. Con Absence torniamo a toni più tranquilli. La canzone si apre con una batteria elettronica molto delicata; Dance of the Lotus è il primo singolo estratto, ma a differenza degli altri due, paradossalmente è forse uno dei pezzi meno melodici del disco. You can’t give me è invece il brano probabilmente più vicino ai lavori precedenti dei The Joy Formidable, è un pezzo infatti più semplice, dai suoni meno elaborati e più lineare.

AAARTH si chiude con Caught on a breeze, un pezzo carico e ballabile che sembra chiudere un ciclo, e nel suo riff finale accompagna l’ascoltatore alla fine dell’ascolto: dalla totale saturazione allo spegnimento.
Come già detto, AAARTH è un bellissimo lavoro, e merita sicuramente un ascolto da parte degli affezionati, dei neofiti, da chi vuole concentrarsi sui suoni particolari e sul loro studio, ma anche da chi vuole un ascolto più casuale, divertente e gradevole.

Redazione
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