UN FESTIVAL BIFRONTE: Live Rock Festival, !!! (chk chk chk) e Algiers

Live Rock Festival

@Acquaviva, Siena

30 Agosto 2019

MAKAI
Algiers
!!! (Chk Chk Chk)

A cura di Marlene Chiti

Mangio uno degli ultimi ambitissimi bomboloni al cioccolato e guardo da posizione defilata un ossuto quarantasettenne in calzoncini corti che salta su e giù per un palco. Lui è Nic Offer e la band che suda là sopra con lui, la sua band, sono i !!! (chk chk chk).
Più di venti anni di carriera e l’ottavo album in uscita proprio oggi, 30 Agosto 2019, presentato in unica data italiana in questa località vicina all’autostrada A1, in mezzo alle campagne tra Siena e Arezzo, in un festival che vanta due decadi di storia, cartelloni ultimamente sempre più ricchi di nomi importanti, fra gli ultimi Pere Ubu, Nothing But Thieves, A Place To Bury Strangers, Fantastic Negrito e un’attenzione particolare al panorama della musica elettronica.

Da posizione defilata, scrivevo. Sì perché quando il sottopalco si è trasformato in una succursale di un club danzereccio con tanto d’irruzione di quello che aveva tutta l’aria d’essere un gruppo di festanti figliole in pieno addio al nubilato ho ben pensato di spostare le mie stanche ossa altrove, a fare il pieno di zuccheri.
Dancing Is the Best Revenge recita il titolo di uno dei pezzi del penultimo album  e la gente balla. Il festival è gratuito e di conseguenza il pubblico è eterogeneo ma comunque alle 00.30, ora d’inizio dei !!!(chk chk chk), le famiglie col passeggino hanno già lasciato spazio ai più giovani che, siano questi intervenuti per ascoltare la band o siano “casuali” capitati a far serata, ora stanno per lo più ballando. Tutti.
Segno che la proposta electro dance punk dei !!!(chk chk chk) ancora funziona e coinvolge. Musicalmente è un genere che non mi si addice e mi coinvolge poco ma devo ammettere che lo spettacolo è divertente. Offer e i suoi compagni, coadiuvati dall’energica cantante Meah Pace, fasciata in un abbacinante abitino argento, non si risparmiano, invitano il pubblico a partecipare, offrono siparietti col fotografo di palco, spandono litri di sudore saltando e correndo su e giù e suonano per poco più di un’ ora e dieci; gli astanti rispondono bene,si divertono, è una bella chiusura di serata.

Io la mia libbra di carne l’ho già avuta nel set precedente in cui gli Algiers hanno offerto, tenuto conto delle condizioni ambientali di cui sopra, uno spettacolo ai limiti dell’entusiasmante. Con un terzo lavoro di prossima uscita ad inizio anno e un tour promozionale in partenza già a Febbraio, in questo scorcio d’estate portano in giro i due precedenti, ottimi, lavori di studio, l’ultimo datato 2017.Il loro è un mix di soul, gospel e post punk, ritmato ma ferale, indomito e politico. Rabbia, scontento, delusione per la realtà che ci circonda sono tutti sentimenti percepibili in canzoni che arrivano dirette come schiaffi in pieno viso. Cleveland, Cry of the Martyrs, Walk Like a Panther colpiscono già al primo ascolto e anche laddove la furia sonica rallenta come in Hymn for an Average Man e lascia spazio ad un incedere da gospel o alla sensualità del soul non c’è alcun calo d’intensità grazie anche al carisma del frontman Franklin James Fisher ben supportato dalla presenza scenica di tutta la band. Con questo live gli Algiers si sono assicurati un posto permanente in una nicchia del mio cuore e non potrò che seguire con attenzione la loro futura e, spero, lunga, fortunata carriera.

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