[SINGOLARMENTE] “20 Needle” di Aggie

Piuomenopop per scelta editoriale non ha mai pubblicato contenuti su singoli. Ci siamo resi conto negli ultimi tempi che il momento particolare porta il mondo della musica a reinventarsi e a proporre diversamente i suoi contenuti…così abbiamo fatto anche noi 🙂
È per questo che nasce la rubrica SINGOLARMENTE, che non parla di album e live (e della seconda sappiamo perchè), ma delle piccole gocce che i vari artisti stanno rilasciando nel mare magnum della musica: i singoli.

 

 

Dopo Bimba e Amo TopAggie presenta il suo terzo singolo, intitolato 20 Needle.
L’artista e producer varesina aveva già dato a vedere di non volersi rinchiudere in un solo genere o in un unico stile, tant’è che dal sound EDM e tamarreggiante di Amo Top era saltata ai suoni trap di Bimba. Con 20 Needle, Aggie ci fa fare un nuovo balzo, immergendoci in una ballad alt-pop, che ai fan dei generi alternativi potrebbe ricordare nello spirito qualche brano di artisti come Twenty One Pilots e Billie Eilish. 20 Needle è al singolare, e con un gioco di parole, sta per “20 ago(sto)”, che è al contempo la data di nascita di Aggie e anche il giorno in cui ha luogo la vicenda raccontata nel brano: un coinvolgimento fra due persone che per un solo giorno sono state più che amiche. È una storia di ghosting, in cui una delle parti finisce per trascurare, ignorare e dimenticare totalmente l’altra.

Qui una mini intervista.

 

Da dove nasce la scelta di pubblicare un singolo in un momento così delicato dove non si può suonare dal vivo?

È un ottimo momento per sfruttare l’attenzione delle persone sulle piattaforme e sui contenuti digitali, essendo per l’appunto impossibile consumare musica dal vivo.

Raccontaci un po’ di questo brano, quali sono le tematiche che lo hanno ispirato? 

Il ghosting, ovvero il distacco improvviso di una persona nella tua vita. Quando in un rapporto una persona si stacca e si allontana senza dare spiegazioni e senza dire niente all’altra. Parla di una persona che per un attimo si è rivelata per ciò che è realmente, vulnerabile, debole, dolce, per poi pentirsi e tornare alla facciata di sempre.

Come è stato il lavoro di produzione in questo periodo? Avete dovuto lavorare da remoto? 

Considerando che il lavoro è autoprodotto e registrato da me in casa durante la quarantena 2020, l’unica fase in cui non ho lavorato da sola è stata mix e master, ma abbiamo potuto lavorare in presenza in studio, in momenti tranquilli nell’arco di questi mesi.

Questo brano anticipa qualcosa? Uscirà anche un album nel prossimo futuro?

Non anticipa niente di preciso. Ma per quanto non sia ancora in programma, l’idea dell’album è lì, e continuando a scrivere musica non può che diventare un progetto sempre più vicino.

Cosa possono fare i tuoi ascoltatori per supportarti in questo periodo complicato?

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