[Recensione] Pure Placebo: il ritorno della band britannica dopo 9 anni di silenzio

© Mads Perch

PLACEBO

 

 

NEVER LET ME GO

(So Recordings)

 

A cura di Renata Rossi

1 – Forever Chemicals
2 – Beautiful James
3 – Hugz
4 – Happy Birthday In The Sky
5 – The Prodigal
6 – Surrounded By Spies
7 – Try Better Next Time
8 – Sad White Reggae
9 – Twin Demons
10 – Chemtrails
11 – This Is What You Wanted
12 – Went Missing
13 – Fix Yourself

 

Ritorna la band di Brian Molko, a nove anni di distanza da Loud Like Love, ed è una esplosione di energia in puro Placebo Style.

Anticipato dal singolo Beautiful James, uscito lo scorso settembre, Never let me go riunisce in se tutti i classici stilemi della musica della band britannica, con elettronica e chiatarre a farla da padrone, senza disdegnare variazioni sul tema come gli archi e gli arpeggi di The Prodigal, a creare quel tappeto sonoro che da quasi trent’anni esalta la peculiarissima vocalità di Brian Molko.
Il fatto che sia un disco profondamente Placebo non deve però esser visto come un limite: un conto è avere una identità precisa, riconoscibile e distintiva un conto è rifare sempre lo stesso disco o diventare la cover band di se stessi e, nel caso di Brian Molko e soci la seconda opzione è quanto mai lontana.

Uno delle cose che risalta all’ascolto è proprio la capacità che ha la band di mantenersi ancorata alle proprie certezze artistiche lanciando però uno sguardo deciso verso il futuro.
Sarebbe facile ripetere mille volte Pure Morning o stravolgere completamente il proprio modo di fare musica per il solo piacere di sembrare innovativi, ben più difficile è vivere la realtà, non sempre solare e limpida, dei nostri giorni e riversarla nei propri brani nella maniera che si ritiene più efficace.

L’apertura del disco con Forever Chemicals ci introduce in un’atmosfera lontana, in un mondo ultraterreno trascinato dal suono distorto di un’arpa. In Never let me go Molko danza tra bellezza e imperfezioni, tra immagini di desolazione sociale e i nuovi rischi legati al boom tecnologico, tra le contraddizioni di una società solo apparentemente moderna e l’ostracismo e la dequalificazione delle relazioni non eteronormative, come nel primo singolo Beautiful James.

Assai particolare è poi la genesi di Surrounded by spies, brano che Brian Molko ha scritto con la tecnica del cut-up nata dal genio di Burroughs e resa celebre in ambito musicale da uno dei suoi riferimenti artistici più noti, David Bowie

Ho iniziato a scrivere questo testo quando ho scoperto che i vicini mi stavano spiando per conto di qualcuno con un piano folle. Poi ho iniziato a riflettere sui mille modi in cui la nostra privacy è stata compromessa e ci è stata del tutto tolta con l’introduzione delle telecamere a circuito chiuso che adesso utilizzano tecnologie di riconoscimento facciale razziste, l’arrivo di internet e dei cellulari, che hanno trasformato praticamente chiunque in paparazzi o spettatori delle loro stesse vite, e di come quasi tutti noi abbiamo dato accesso alle nostre informazioni a giganti multinazionali che hanno il solo scopo di sfruttarci.

Un lavoro, quindi, Never let me go, che non deluderà gli appassionati della band britannica e che, grazie alle sue atmosfere moderne e alle tematiche attualissime dei brani farà breccia nel cuore degli appasionati del rock targato anni 2000.

I Placebo saranno in tour in tutta Europa con 3 tappe anche in Italia: il 17 Giugno al Firenze Rocks, il 29 giugno a Mantova, Piazza Sordello, e il 27 ottobre al Milano Forum di Assago.

 

 

 

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