[Recensione] Wallis Bird: il talento nelle mani

a cura di: Antonio Bastanza

WALLIS BIRD

HANDS

TRACKLIST

  1. Go
  2. What’s Wrong With Changing
  3. I Lose My Self Completely
  4. The Power of a Word
  5. Aquarius
  6. F.K.K (No Pants Dance)
  7. Dreamwriting
  8.  I’ll Never Hide My Love Away
  9. The Dive
  10. Pretty Lies

Un disco intenso e coinvolgente, questo di Wallis Bird.
Il suo nuovo album “Hands” (il cui sottotitolo “Nine ad a half songs for nine and a half fingers”) fa riferimento all’incidente avuto in gioventù che ha danneggiato permanentemente la sua mano sinistra portandola a suonare una chitarra destrorsa capovolta) ne conferma le eccellenti doti di songwriting e il talento musicale istrionico.
Wallis Bird ha pubblicato finora sei album, per i quali ha vinto due Meteor Awards (il premio annuale irlandese per la musica) e un prestigioso ‘Music Autoren Preis’ tedesco del 2017 oltre a due nomination per il Choice Music Prize, l’equivalente irlandese del Mercury Prize britannico.

Hands per me è un simbolo di umanità, connessione e tempo. Umanità perché, come i bambini, cogliamo la nostra conoscenza dell’esistenza attraverso la connessione, come quando afferriamo il dito di un’altra persona. Questo gesto da solo mostra l’impulso e la vulnerabilità. Se non abbiamo le mani siamo meno umani? No. Sviluppiamo un altro tipo di ‘zampa’. Connessione perché le mani rappresentano la tattilità e l’espressione, un linguaggio fisico che collega la nostra immaginazione e la nostra realtà con quella degli altri. Le mani rappresentano il fare, il dare, il ricevere, l’espressione dell’identità. Infine il tempo, perché alcuni dei primi esempi di civiltà erano dipinti a mano sulle pareti delle caverne e alcune di quelle mani senza dita, celebrarono la loro storia

I suoni accattivanti, la grande abilità nel muoversi tra brani più introspettivo e altri decisamente movimentati, uniti a una voce straordinaria per variazioni e timbrica sono da sempre il marchio di fabbrica della quarantenne irlandese ormai da anni di stanza a Berlino.
In Hands si passa quasi senza accorgersene dal pop anni 80 di I lose myself completely, con Billy Joel e Howard Jones  chesembrano rincorrersi all’infinito, all’eterea e malinconica The power of a word, passando per il primo singolo What’s Wrong With Changing?, brano serrato e coinvolgente, grazie anche al particolarissimo video girato alla periferia di Berlino.

Spesso paragonata a famose cantautrici come Ani DiFranco e Fiona Apple con questo disco Wallis Bird si consacra come una delle più interessanti voci del panorama femminile pop europeo.

In attesa del tour che la condurrà per tutto l’autunno sui palchi di mezza Europa, Italia inclusa, Hand è un ottimo modo per conoscere e apprezzare le sue doti artistiche.

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