Nick Cave as an act of resistance

Nick Cave è il nostro atto di resistenza quando tutta la merda, più o meno grande, più o meno fetida, che la vita ti presenta ogni santo giorno ti viene scaricata addosso, quando il dolore, le sofferenze, il ciclico e ossessivo ripetersi dei pensieri, le paure montano di notte e ti tolgono il respiro.

Nick Cave è il nostro atto di resistenza, la nostra reazione agli aperitivi al lido, all’estate in gommone e i weekend a Formentera, allo snobismo degli incattiviti, ai rinnegatori, agli ignavi, a quelli che stanno a casa o si nascondono dietro un’immagine in cui credono solo loro e quelli come loro.

Nick Cave è il nostro atto di resistenza agli alternativi a tutti i costi, ai DJ che mettono la musica per accontentare la gente, alla ribellione da tastiera e la rivoluzione davanti a un Gin tonic.

Nick Cave è il nostro atto di resistenza ai concerti modaioli, agli eventi in cui conta solo esserci, alle foto patinate, agli artisti sopravvalutati.

Nick Cave è il nostro atto di resistenza ai balordi, ai saputelli, a chi dice che va tutto bene mentre sbuccia l’ennesimo gratta e vinci per pagare la spesa del giorno prima e quelli per cui va tutto male e hanno appena pagato l’anticipo della casa in centro a Milano che la provincia ti uccide, la costa ti soffoca e la montagna ti annoia.

Nick Cave è il nostro atto di resistenza a chi parla in corsivo, chi scrive in grassetto, chi guarda dall’alto in basso, chi cerca lo sgambetto sempre e comunque, alla semplificazione dei sentimenti, al banalismo delle idee, al dualismo del bianco e del nero come se non esistesse altro.

Nick Cave è il nostro atto di resistenza alla guerra tra generazioni, alle battaglie tra vinti che si credono vincitori, al riciclaggio del passato scambiato per futuro, al futuro a tutti i costi.

Nick Cave è il nostro atto di resistenza ai sogni che sbiadiscno con l’età, alle opportunità che ti sfuggono quando pensi di averle in pugno, ai rimpianti per le scelte e i rimorsi per gli errori.

Nick Cave è il nostro atto di resistenza a tutte le volte che abbiamo ceduto alla via più breve, a tutte le volte che ci fottono e a tutte quelle in cui ci lasciamo fottere.

Nick Cave è il nostro atto di resistenza quando ci sentiamo troppo complicati per questo mondo, quando ci dimentichiamo del valore della diversità, quando perdiamo di vista chi siamo, quando crediamo che tutto dipenda dal caso.

Nick Cave è il nostro atto di resistenza quando smettiamo di volerci bene, quando ci abbandoniamo al bisogno degli altri, quando crediamo irripetibile quello che è stato, quando scambiamo l’unicità dei momenti con l’impossibilità di viverne altri, diversi ma non meno esaltanti.

Nick Cave è il nostro atto di resistenza al pietismo, alla sciatteria della commiserazione, al poverinismo d’ordinanza, al dover essere buoni , al dover essere comprensivi, al dover essere falsi.

Nick Cave è il nostro atto di resistenza all’innocenza, al bianco candore della purezza, all’andrà tutto bene, al ne usciremo migliori, alla pace nel mondo, all’elemosina la domenica.

Nick Cave è il nosto atto di resistenza alla rabbia da copertina, ai clichè degli altri ma soprattutto ai nostri, che facciamo finta di non vedere, all’ipocrisia nel crederci migliori.

Nick Cave è il nostro atto di resistenza perchè quando siamo sotto la stesso palco, a urlare le stesse parole, a spezzarci il cuore per le stesse canzoni ci sentiamo meno alieni e meno soli, perchè in quei momenti, in quella bolla in cui il tempo si ferma e la vita sospende la sua corsa apparteniamo a qualcosa che è soltanto nostra.

Tarànto, 19 Giugno 2022

Antonio Bastanza

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