[Recensione] “REALISMO MAGICO IN ADRIATICO” il terzo album in studio di Colombre

foto di Alessandro Ruggieri

 

A cura di Erica Biscuolo

Colombre

Realismo magico in Adriatico”
(Bomba Dischi)

 

 

Tracklist

1- Midollo

2- Più di prima (feat. Franco 126)

3- Qualche specie d’amore

4 – Io e te certamente con Maria Antonietta

5- Maledizione

6- Durerebbe un’ora

7- Allucinazioni (“It’s a wonderful keyboards endless”)

8- Naturale

9- Niente è come sembra

 

Colombre, all’anagrafe Giovanni Imparato, giovane cantautore e produttore di Senigallia, torna a far parlare di sé con un nuovo progetto intitolato “Realismo magico in Adriatico”, in uscita il 31 marzo per Bomba Dischi, un album che, come i precedenti “Pulviscolo” del 2017 e “Corallo” del 2020, è lecito immaginare sarà in grado di raccogliere ampi consensi nella scena pop/ indie pop italiana. 

Anticipato dai singoli “Niente è come sembra” e “Durerebbe un’ora”, impreziosito dalle collaborazioni con Maria Antonietta e Franco 126, è un album dove le apparenze ingannano, e le canzoni nascondono sotto una superficie apparentemente semplice e immediata un mondo sommerso, tutto da scoprire.

Un pigro pomeriggio di fine estate sulle rive dell’Adriatico, immortalato in una fotografia dai bordi sbiaditi e consumati: questo è l’immaginario che il disco evoca, un settembre disilluso dopo che i giorni estivi delle avventure e degli amori sono sfumati via, come promesse non mantenute, lasciando dietro di sé nient’altro che un calore afoso, solitario e un po’ malinconico.

Il disco gioca sulle antitesi, sugli ossimori e sulle contraddizioni, ti accarezza le orecchie con un pop solare, catchy e all’apparenza spensierato, per toccarti invece il cuore con testi che svelano un pessimismo disincantato e nostalgico. La dolcezza delle linee melodiche e del cantato sussurrato è come miele che vuole addolcire una pillola ben più amara, in questo caso la sensazione che niente vada mai come si vorrebbe e la consapevolzezza dell’impossibilità di capire completamente l’altro e di essere capiti.

Il realismo magico è la chiave di lettura scelta dal cantautore affascinato dallo stile di artisti e autori quali Jorge Luis Borges, Giorgio De Chirico, Massimo Bontempelli e Dino Buzzati, che propongono nelle loro opere una percezione della realtà scombinata da elementi magici e straordinari che rendono confusi i confini tra fantasia e mondo reale. Colombre ha affiancato a questo sguardo un paesaggio preciso: quello del suo mare, l’Adriatico, rappresentazione dell’imprevedibilità e dell’apparenza che inganna:

L’Adriatico è un luogo geografico reale, di provenienza e di appartenenza, quasi il simbolo della realtà più di provincia e defilata. Un luogo simbolico che spesso nasconde sotto la superficie di una calma apparente energie, emozioni e segreti capaci di destabilizzare e di esplodere quando meno te lo aspetti. Forse non a caso Shakespeare ne “La bisbetica domata” lo descrive come il mare più pericoloso del mondo: un mare piccolo, innocuo, dalle acque bassissime, ma che nasconde un carattere inquieto in equilibrio sempre precario, dove le tempeste nascono all’improvviso.

Ad aprire l’album è “Midollo”, traccia che definisce e anticipa il concept del disco, un pop la cui leggerezza della musica viene contraddetta dalla pesantezza emotiva dei testi. “Più di prima” vede la partecipazione di Franco 126 in un brano dalla melodia catchy e festosa in cui il mare simbolicamente rappresenta la memoria da cui affiorano ricordi che si pensavano persi. L’album procede quindi con “Qualche specie d’amore”, traccia più intima del progetto, una ballata dalla dolcezza incredibile, delicata come una carezza con cui Colombre rassicura la persona amata dei propri sentimenti, che sopravvivono anche se minacciati da segreti e vissuti personali incomunicabili. “Io e te certamente” nasce dalla penna di Maria Antonietta per poi trovare la sua piena realizzazione con l’arrangiamento e la produzione di Colombre e nell’intreccio delle loro voci che si completano ineccepibilmente. La quinta traccia è “Maledizione”, la cui riflessione su una relazione fallimentare torna in “Durerebbe un’ora”, brano dalle influenze R&B che scuriscono e appesantiscono lievemente le sonorità finora proposte dal cantautore. “Allucinazione” è la traccia che più compiutamente si serve del realismo magico per regalare una sensazione di smarrimento e straniamento. “Naturale” arriva come un sottile raggio di sole che si fa strada tra le nuvole dopo la tempesta di “Allucinazione”, la serenità torna come conseguenza della rinuncia al bisogno di controllare ogni cosa, che aveva rappresentato uno degli spunti tematici del progetto, fin dalle prima traccia. Infine è “Niente è come sembra” a concludere l’album, traccia scritta per la serie Netflix “Odio il Natale”.

All’ascolto “Realismo magico in Adriatico” si presenta come un album compatto, coeso sia dal punto di visto sonoro, giocando su un pop dalle tonalità pastello e retrò, perfettamente orecchiabile con hooks che si ricordano e canticchiano fin dal primo ascolto, sia dal punto di vista tematico sfruttando il contrasto tra un significato decisamente amaro e la leggerezza della musica. Verso la seconda metà del disco il rischio era quello di risultare stucchevole, ma tracce come “Durerebbe un’ora” e “Allucinazione” ampliano la gamma di sensazioni che l’album trasmette pur senza snaturare lo stile e l’atmosfera del progetto. Nel complesso, le nove tracce dell’album riescono nell’impresa di zittire la realtà circostante e di trasportare l’ascoltatore nel mondo di Colombre, un mondo colorato, romantico e imprevedibile, in grado di catturare tutta la magie e le sfumature di quel mare che è da sempre la sua prima fonte d’ispirazione.

 

LE PRIME DATE DEL TOUR

15.04 Roma – Monk Club
21.04 Bologna – Locomotiv Club
27.04 Torino – OFF TOPIC
28.04 Pisa – Lumiere
28.05 Milano – MI AMI Festival

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