Lele Battista: Splendide Parole Cantate

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Tracklist

  1. 24000 anni
  2. Non aspettavamo altro
  3. Le occasioni che pèrdono
  4. Da un’altra parte
  5. Un casino pazzesco
  6. Barbari
  7. Se questo fosse un sogno
  8. Se lo sapessi io

Ascoltare dopo qualche anno un  nuovo disco di Lele Battista mi fa lo stesso effetto di bere quel particolare vino, di buona fattura, che non ricordavi di avere assaggiato e scoprirlo sorprendentemente più buono.
Lele ha un passato musicale estremamente ricco sia con i La Sintesi, band che a cavallo del nuovo millennio si era fatta conoscere grazie a un paio di singoli niente male (“Tempo alle mie Voglie” e “Stare Fuori”) e che era arrivata a calcare il palco di Sanremo nel 2002 con “Ho mangiato La mia Ragazza”, sia successivamente con i suoi due album da solista “Le Ombre” (2006) e “Nuove esperienze sul vuoto” (2010) e come produttore artistico e arrangiatore per diversi artisti tra cui Viola (“Sheepwolf”) e Fabio Cinti (“Madame Hugo”).

Che il suo ritorno col nuovo disco avvenga  per Parola Cantata Dischi/Goodfellas l’etichetta capitanata dall’ex La Crus, Mauro Ermanno Giovanardi, non può certo essere una semplice coincidenza. Infatti il songwriting ricercato su un tappeto sonoro moderno, vero marchio di fabbrica di casa Battista, fa di “Mi do mi medio mi mento” un album gradevole da ascoltare ma per nulla banale, in cui i testi, anche quelli sono apparentemente più lievi, a volte cinici a volte profondamente innamorati della vita, ricoprono un ruolo fondamentale.
Suonato assieme ad un gruppo di stretti collaboratori, il fido Giorgio Mastrocola, con lui sin dai tempi dei La Sintesi, e Niccolò Bodini de “La Scapigliatura” su tutti, il disco vede una serie di ospiti d’eccezione alla stesura dei testi come Violante Placido in “Non aspettavamo altro” e Mauro Ermanno Giovanardi in “Barbari”.

“Non aspettavamo altro”, “24000 Anni” e “Un Casino Pazzesco” sono i momenti migliori di un album in cui il processo creatrivo di Lele raggiunge una nuova vetta, sfornando un disco compiuto, onesto, vero come raramente capita di incontrare: è decisamente valsa la pena di attendere 6 anni per ascoltarlo di nuovo!

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