[Recensione] 1,21 GGWTSS: Grande Giove, che disco!

a cura di: Antonio Bastanza

1,21 GGWTTS
“SLOW 2.0″

(Seltz Recordz/Viceversa Records – Audioglobe)

TRACKLIST
01 – Intro
02 – Karma
03 – Panelle, lemon ‘n’ black pepper
04 – Normandy
05 – Twister
06 – Industrial cemetery
07 – Tin Man
08 – Superstereo
09 – Daisy Duke
10 – Once upon a time on Earth

 

Gianpaolo Peritore è tante cose assieme e tutte degne di esser conosciute. Intanto è siciliano, di Caltanissetta, e se ne leggete qui allora è molto probabile che abbia a che fare con musica, letteratura o arti visive. E si, è un musicista, uno scrittore, un compositore di colonne sonore per spettacoli teatrali e cinema e, se non bastasse tutto questo, ogni tanto va pure a correre, anche se non è ben chiaro dove trovi il tempo per fare anche questo.

Slow 2.0 è il secondo album di Janp, come lo chiameremo amichevolmente da qui alla fine della recensione, col moniker Zemeckisiano di  e nasce, oltre che da un turbinio di esperienze sonore che lo hanno portato a nutrirsi di praticamente ogni genere musicale conosciuto, dalla contingenza di eventi che lo hanno confinato nella sua casa/studio durante il lockdown, in compagnia dei suo amati giocattolini armonici, tutti rigorosamente a 8 bit.

Partendo da questo presupposto Janp ha messo nel calderone idee, progetti, intuizioni e ha lasciato che i 10 semi piantati nel proprio giardino venissero innaffiati dallo spirito creativo suo e di una serie di ospiti che hanno avuto carta bianca sulle parti suonate e cantate. E così si sono uniti al progetto, cominciando a far pervenire i loro preziosi materiali, Enrico Gabrielli (Calibro35, Afterhours, Pj Harvey), Xabier Iriondo (Afterhours, A short Apnea), Sacha Tilotta (Three Second Kiss, Stash Raiders), Zafarà (cantautore), Bunnyblack (compositori, autori e musicisti), Marco Gioè (cantautore, cantante/chitarrista dei Marilù), Luca Vullo (regista, scrittore e performer), Daniel Ferrara (Inner Hate, Malacarne).

Il risultato è semplicemente esplosivo, divertente e divertito, sghembo, disfunzionale, retromusicale e innovativo, frenetico, si potrebbe dire anche folle e geniale, se quest’ultimi aggettivi non venissero sprecati a destra, manca e X-factor.
Slow 2.0 è un tuffo in un Highball colmo di Singapore Slim, alcolico, complesso, pieno di profumi e mille sfumature, ma al contempo fresco, asciutto con una bevibilità straordinaria.
Un disco pazzesco, Grande Giove!

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